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| 18 nov 2021 | 11:23

Quarto presidio per la Cisl Fp, tappa a Tione: ''I sacrifici di lavoratrici e di lavoratori devono essere riconosciuti e compensati''

Dopo la manifestazione a Borgo, Rovereto e Trento, le parti sociali organizzano un quarto presidio al polo di Tione: "La situazione è veramente complicata e il personale ormai è spossato"

Quarto presidio per la Cisl Fp, tappa a Tione: I sacrifici di lavoratrici e di lavoratori devono essere riconosciuti e
di Redazione

TRENTO. La Cisl Fp prevede un presidio all'ospedale di Tione, la data è quella di martedì 23 novembre. "Un appuntamento per mantenere alta l'attenzione sulle criticità che attanagliano il comparto sanità in generale: le difficoltà affondano le radici a ben prima dell'emergenza Covid, l'epidemia non ha fatto altro che acuire alcuni problemi strutturali". Così Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl FpSilvano ParzianSandro Pilotti Alfio Traverso che seguono il comparto per il sindacato di via Degasperi. "La pandemia ha evidenziato ancora di più l'importanza del sistema sanitario nelle valli. A fronte di questo, però, non ci sono provvedimenti adeguati da parte di politica e Apss per rispondere alle esigenze della cittadinanza".

 

Dopo la manifestazione a Borgo con l'incontro tra i sindacati e i primi cittadini della zona Valsugana e Tesino, e quella a Rovereto e Trento, le parti sociali organizzano un quarto presidio al polo che copre le aree delle valli Giudicarie, Rendena e Chiese.

 

"La situazione - aggiungono Pallanch, Parzian, Pilotti e Traverso - è veramente complicata e il personale ormai è spossato. Gli organici sono ai minimi termini e non ci sono risorse adeguate e spazi ottimizzati per consentire agli operatori di poter lavorare serenamente. Questa manifestazione vuole evidenziare il disagio del comparto e questi presidi vengono estesi a tutti gli ospedali del Trentino per lanciare un segnale di vicinanza ai nostri bravissimi professionisti. Il nostro approccio è costruttivo per sviluppare nuovi modelli della sanità, sostenibili e innovativi". 

 

I troppi precari, la carenza endemica di operatori, in particolare infermieri e Oss, tecnici e amministrativi, portantini e portieri. Diversi i temi all'ordine del giorno che necessitano di una risposta per il sindacato di via Degasperi. "Siamo disponibili, come fatto al termine di presidi precedenti, a incontrare gli amministratori locali per trovare soluzioni e affrontare i tanti nodi, fare un fronte comune per potere avere risposte tempestive e attente alle esigenze di un comparto che tanto ha dato in termini di salute pubblica. E' una situazione inaccettabile e riconducibile alla scarsa attenzione della politica e dell'Azienda sanitaria nel trovare soluzioni sostenibili e percorribili per sostenere gli operatori già fortemente provati per gli sforzi e l'abnegazione portati avanti in questi lunghi mesi caratterizzati dall'emergenza Covid"

 

C'è poi la necessità di dare seguito agli accordi contrattuali. Un altro punto ritenuto, dai sindacati, imprescindibile è quello legato alle condizioni giuridiche e retributive, al riconoscimento professionale, al rinnovo del contratto. "E' un aspetto prioritario. I sacrifici di queste lavoratrici e di questi lavoratori devono essere riconosciuti e compensati per garantire gli impegni del contratto collettivo e l’aggiornamento delle indennità specifiche contrattuali. Il rinnovo del contratto di lavoro scaduto è una base di partenza solida e non più rinviabile: l'accordo 2019/21 è stato a oggi cancellato e le risorse sono insufficienti anche per prevedere altre intense", concludono Pallanch, Parzian, Pilotti e Traverso.

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