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| 18 ott 2021 | 19:51

''Per il rinnovo del contratto e per valorizzare il personale ormai spossato'', terzo presidio della Cisl. Il sindacato manifesta all'ospedale Santa Chiara

Dopo la manifestazione a Borgo con l'incontro tra i sindacati e i primi cittadini della zona Valsugana e Tesino, e quella a Rovereto, le parti sociali sono scese a manifestare all'esterno dell'ospedale Santa Chiara di Trento

Per il rinnovo del contratto e per valorizzare il personale ormai spossato'', terzo presidio della Cisl
di Redazione

TRENTO. Una mobilitazione "per il rinnovo del contratto a tutti i lavoratori della sanità, per le assunzioni di personale con sblocco del numero chiuso delle scuole infermieri e Oss e per la stabilizzazione dei precari". A dirlo Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, Silvano ParzianSandro Pilotti Alfio Traverso che seguono il comparto per il sindacato di via Degasperi.

 

Ma non sono le uniche richieste della Cisl. "Si devono gestire le ricadute organizzative sul lavoro e ormai è necessario valorizzare veramente tutte le strutture sanitarie, centrali e periferiche". E per chiedere "la partecipazione e il coinvolgimento dei lavoratori sulle scelte aziendali".


Dopo la manifestazione a Borgo con l'incontro tra i sindacati e i primi cittadini della zona Valsugana e Tesino, e quella a Rovereto, le parti sociali sono scese a manifestare all'esterno dell'ospedale Santa Chiara di Trento. 

 

"La situazione - aggiungono Pallanch, Parzian, Pilotti e Traverso - è veramente complicata e il personale ormai è spossato. Questi presidi vengono estesi a tutti gli ospedali del Trentino per lanciare un segnale di vicinanza agli operatori".  Le criticità del comparto si sono acuite a causa dell'epidemia, un'emergenza che ha evidenziato ancora di più le carenze di personale e la necessità di aggiornare gli accordi, così come i vari istituti contrattuali. Un ritardo organizzativo anche per la gestione del Green pass con l'incontro interrotto per far spazio alla celebrazione di un pensionamento".

 

I troppi precari, la carenza endemica di operatori, in particolare infermieri e Oss, tecnici e amministrativi, portantini e portieri. Diversi i temi all'ordine del giorno che necessitano di una risposta per il sindacato di via Degasperi. 

 

"E' una situazione inaccettabile e riconducibile alla scarsa attenzione della politica e dell'Azienda sanitaria nel trovare soluzioni sostenibili e percorribili per sostenere gli operatori già fortemente provati per gli sforzi e l'abnegazione portati avanti in questi lunghi mesi caratterizzati dall'emergenza Covid"

 

C'è poi la necessità di dare seguito agli accordi contrattuali. Un altro punto ritenuto, dai sindacati, imprescindibile è quello legato alle condizioni giuridiche e retributive, al riconoscimento professionale, al rinnovo del contratto. "E' un aspetto prioritario. I sacrifici di queste lavoratrici e di questi lavoratori devono essere riconosciuti e compensati per garantire gli impegni del contratto collettivo e l’aggiornamento delle indennità specifiche contrattuali. Il rinnovo del contratto di lavoro scaduto è una base di partenza solida e non più rinviabile", concludono Pallanch, Parzian, Pilotti e Traverso.

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