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Scuole dell'infanzia aperte a luglio, Canestrini scrive a Mattarella: “In Trentino attacco normativo e antisindacale”

La presidente del Comitato per la legalità e la trasparenza del Trentino Alto Adige Gloria Canestrini ha scritto, a nome di un “folto gruppo di insegnanti della Scuola dell'infanzia della Pat” al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Ci rivolgiamo a lei affinché si faccia da garante super partes di quella fascia di piccolissimi cittadini che non hanno altra voce istituzionale nel territorio provinciale di Trento”

Pubblicato il - 29 June 2021 - 16:55

ROVERETO. Continuano le discussioni dopo la decisione della Giunta provinciale di tenere aperte anche a luglio le scuole dell'infanzia: parlando a nome di un "folto gruppo d'insegnanti", la presidente del Comitato per la legalità e la trasparenza del Trentino Alto Adige Gloria Canestrini ha scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendogli di intervenire come figura di “garante super partes di quella fascia di piccolissimi cittadini che non hanno altra voce istituzionale nel territorio provinciale di Trento, i cui diritti non possono essere intaccati ma vanno invece preservati”.

 

All'interno della lunga lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, Canestrini solleva diverse problematicità inerenti alla scelta di Piazza Dante, a partire dal sostanziale “demansiamento del personale insegnante”, che viene di fatto ricollocato all'interno dell'ormai superato modello delle scuole dell'infanzia improntate “a una sorta di baliato, per non utilizzare il brutto termine di 'parcheggio' per i piccoli ospiti” fino alle attività e alla vitalità del terzo settore in Trentino (“competente ad organizzare e gestire colonie, centri diurni, doposcuola ed altre attività che da diversi anni offrono opportunità formative parallele”) e alla tutela dei diritti del personale insegnante.

 

Ecco di seguito la lettera integrale al Presidente della Repubblica:

 

"Stimato Presidente,

scrivo in nome e per conto di un folto gruppo di insegnanti della Scuola dell’infanzia della Provincia di Trento, che ripongono in Lei la massima fiducia sia per quanto riguarda la tutela dei Principi Costituzionali, che dei cittadini. In questo caso, della fascia più preziosa di cittadini: quella fascia di età che va da 0 a 6 anni, durante la quale si pongono le basi educative e formative di ogni essere umano. Ebbene, le insegnanti e gli insegnanti che oggi si rivolgono a Lei appartengono ad una realtà di cui si è parlato pochissimo in questi mesi difficili, contraddistinti dalla necessità di distanziamento ma nei quali il rapporto tra i piccoli e le loro scuole non si è mai interrotto.

 

Oggi , qui in provincia di Trento, assistiamo purtroppo non solo al mancato riconoscimento degli sforzi di tanti insegnanti delle scuole dell’infanzia, ma ad un sostanziale attacco normativo e antisindacale, condotto attraverso delibere assunte dalla Giunta Provinciale sotto un duplice profilo: un sostanziale demansionamento del personale insegnante e un ritorno al modello ormai superato da tempo delle scuole dell’ infanzia improntato a una sorta di baliato, per non utilizzare il brutto termine di “parcheggio” dei piccoli ospiti.

 

I moderni protocolli sanciti dai Comitati scientifici già da decenni hanno innovato radicalmente i sistemi educativi per l’infanzia, mirando a sviluppare nei fanciulli una personalità equilibrata e aperta, per la qual cosa indubbiamente è indispensabile l’assistenza di personale adeguatamente formato e in numero sufficiente. Molto importante l’acquisizione della connotazione specifica di “istruzione”, quindi, che ha determinato la perdita definitiva dell’assistenzialismo che per tanti anni l’aveva connotata.

 

Anche se la scuola dell’ infanzia mantiene ancora il carattere della non obbligatorietà, sempre più famiglie si rivolgono a questo servizio, proprio per l’ importante capacità formativa che via via negli anni ha consolidato, riconoscendone il ruolo di primo segmento del sistema educativo scolastico provinciale, così come previsto dalla legge provinciale n.5 del 2006. (Nonostante questa normativa riconosca la scuola dell’ infanzia come parte integrante del sistema dei vari ordini scolastici, in Provincia di Trento, a differenza del resto d’Italia le scuole dell’infanzia non fanno parte degli Istituti Comprensivi, ma vengono riunite in Circoli di coordinamento di scuole dell’infanzia, e l’intento della politica amministrativa trentina è quello di avvicinarle più ad un servizio conciliativo, pari agli asili nido, che al sistema scuola)

 

Di recente la Giunta provinciale di Trento ha disposto il prolungamento dell’apertura delle Scuole trentine dell’infanzia anche nel mese di luglio. Avverso tale dichiarata ipotesi un gruppo di insegnanti delle Scuole dell’infanzia provenienti da molte località della Provincia hanno formulato e inviato al Presidente della Provincia Maurizio Fugatti la lettera “Le scuole dell'infanzia trentine unite per 'rievocare' il loro valore educativo e sostenere la voce dei bambini” che si allega alla presente. In tale missiva le insegnanti hanno inteso mettere in luce i motivi e le esigenze (educative e dei bambini) per cui la suddetta apertura a luglio risulterebbe inopportuna, se non dannosa.

Successivamente, un gruppo più ristretto di insegnanti ha stilato un documento nel quale ribadisce e articola gli argomenti a conforto di tale linea, sostenuta da chi lavora e opera a più stretto contatto con i bambini che frequentano le Scuole dell’infanzia.

 

Al suddetto documento ha fatto seguito una petizione, indirizzata al Presidente Maurizio Fugatti, all’Assessore Mirko Bisesti, al Dirigente Generale del Dipartimento Istruzione e Cultura Roberto Ceccato e al Dirigente del Servizio Attività Educative per 1’infanzia Livio Degasperi, inviata per conoscenza anche alle principali Sigle sindacali e ai quotidiani, nella quale viene, tra le altre cose, posta in luce la vitalità del terzo settore in Trentino, competente ad organizzare e gestire colonie, centri diurni, doposcuola ed altre attività che da diversi anni offrono opportunità formative parallele e complementari durante l’estate, oltre a creare opportunità lavorative che coinvolgono parte del volontariato Trentino. In calce alla suddetta petizione, presentata il 9 aprile, vi sono le firme di 2101 insegnanti, genitori e cittadini.

 

In data 23 aprile il Garante dei diritti dei minori della Provincia di Trento, dott.Fabio Biasi, ha raccolto le osservazioni di insegnanti e genitori, ma anche della Federazione provinciale delle Scuole dell’infanzia, in merito all’annunciato apertura delle Scuole dell’infanzia del Trentino nel mese di luglio, dichiarando di voler condividere le osservazioni di chi si è espresso sfavorevolmente rispetto a tale scelta, considerati “costi sociali e sacrifici individuali sia dei bambini che degli operatori scolastici”. In particolare osservando che “i bambini hanno il desiderio di vivere le giornate in maniera più rilassante, meno impegnativa” durante 1’estate.

 

A fronte della salvaguardia dei diritti dei bambini, certamente prioritari, risultano peraltro degni di tutela anche quelli del personale insegnante, che potrebbe risentire significativamente di una siffatta modifica del calendario scolastico. Senza avanzare delle mere ipotesi, poi riscontrabili solo in concreto seguendo il consolidato criterio della personalizzazione del danno (nella fattispecie sindrome da burnout stress lavoro correlato, risentimenti economici per essere costretti a prenotare le meritate ferie nel mese agosto, difficoltà organizzative in famiglia, specie per le lavoratrici/lavoratori con figli piccoli e anziani non autosufficienti) sarebbe necessario demandare al (peraltro indispensabile) documento di valutazione del rischio stress lavoro correlato l’analisi delle possibili conseguenze. Non risulta però che, allo stato, sia stata effettuata tale preventiva valutazione sancita dalla norma.

 

Nessuna sezione delle Scuole dell’infanzia in Trentino è stata chiusa sinora causa Covid per indisponibilità del corpo insegnante (semmai solo qualche sezione per il contagio fra i bambini): quindi parrebbe del tutto ingiustificato far ricadere scelte di prolungamento e di permanenza obbligata oltre i 10 mesi di insegnamento previsti proprio sul corpo insegnante, al quale da gennaio a maggio 2021 non è stato permesso di usufruire di parte del periodo di ferie, maturato nello scorso anno scolastico 2019-20, a causa dell’apertura delle scuole dell’ infanzia a luglio 2020, e collocato d’ufficio dal Servizio attività educative per 1’infanzia in periodi di sospensione delle attività didattiche, senza un preavviso formale tramite circolare ufficiale da parte del Servizio stesso.

 

Le scuole dell’ infanzia della Provincia Autonoma di Trento sono rimaste aperte tutto l’anno scolastico a partire da 3 settembre 2020, così come da calendario scolastico deliberato dalla Giunta provinciale nel luglio 2021, e avrebbero dovuto concludere l’anno scolastico il 30 giugno 2021. Si precisa che le scuole sono rimaste aperte anche nelle due settimane di zona rossa del Trentino (15 marzo — 26 marzo) per i figli degl i operatori sanitari e i bambini con bisogni educativi speciali. Le scuole dell’infanzia sono state riaperte a pieno regime con tutti gli iscritti il 29 marzo 2021, quando il Trentino era ancora in zona rossa.

 

Le insegnanti hanno prestato servizio tutto l’anno scolastico rispettando i protocolli anti-Covid previsti, ricevendo la disponibilità alla fornitura e all’uso dei dispositivi di protezione FFP2 da parte dai responsabili del Dipartimento Istruzione soltanto nei periodi di zona rossa e mai nei periodi di zona gialla o arancione.

 

Una recente Istanza di revoca in autotutela avverso le delibere adottate non ha visto alcun riscontro, se non dal Difensore Civico.

Non crede, Signor Presidente, pur considerando la competenza primaria della Provincia Autonoma di Trento in materia di scuola dell’ infanzia, e al di là dei possibili iter giudiziari atti a trasformarlo in uno dei tanti contenziosi, che questo settore meriti una ben maggiore attenzione pubblica?

 

Per questo le insegnanti e gli insegnanti, mio modesto tramite in veste di presidente del Comitato per la Legalità e la Trasparenza del Trentino Alto Adige, sono a rivolgersi a Lei, Gentile Presidente, affinché Lei si faccia da garante super partes di quella fascia di piccolissimi cittadini che non hanno altra voce istituzionale nel territorio provinciale di Trento, i cui diritti non possono essere intaccati ma vanno invece preservati. E ciò anche per l’importantissimo sentimento di cui dovranno poter godere nel corso della loro vita, insieme alle loro famiglie: la fiducia nelle Istituzioni democratiche e in chi le rappresenta.

Certi di un Suo gradito quanto atteso riscontro, La saluto con osservanza".

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