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Scuole dell’infanzia anche a luglio, pronto il ricorso al Tar per chiedere una sospensiva urgente

Le insegnanti di scuola materna sono spesso mamme di bambini piccoli che non potendo stare con i figli in luglio saranno costrette a chiedere aspettativa non retribuita per problemi di conciliazione. “Chi ci rimetterà insomma – ha denunciato Savastano – sarà sempre l’elemento debole della società costituito dalle donne, costrette a scelte dolorose”

Pubblicato il - 11 giugno 2021 - 16:30

TRENTO. “Qualcuno sta approntando un ricorso al Tar per ottenere una sospensiva urgente”. L'annuncio è arrivato quest'oggi e riguarda l'ormai discussa querelle sull’apertura delle scuole dell’infanzia anche in luglio. A dirlo è stato Matteo Savastano, referente della petizione popolare numero 13 sostenuta da quasi 2.500 firme e depositata due mesi fa in Consiglio provinciale.

 

Savastano, nel corso dell'audizione in V Commissione provinciale, ha osservato che in merito all’apertura a luglio delle scuole dell’infanzia “non si sta parlando di una proroga o di un allungamento dell’anno scolastico, ma di un servizio a richiesta e a pagamento che utilizza per essere erogato le insegnanti”. Per un semplice prolungamento dell’anno scolastico sarebbe bastata a suo avviso una delibera di poche righe, mentre la verità per il referente della petizione è che è stato istituito un servizio nuovo, utilizzando le insegnanti delle scuole materne per fare il “giocabimbo” con l’apertura di un contenitore dedicato ai bambini bisognosi di accoglienza.

 

L'errore, secondo il referente della petizione, è quello di utilizzare con queste modalità le insegnanti delle scuole materne. Ne è scaturita una frattura che ha compromesso i buoni rapporti che vi sono sempre stati tra famiglie e scuole dell’infanzia, è stato spiegato nel corso dell'audizione, giustificando la scelta con la disponibilità delle insegnanti durante l’estate che non impedirebbe loro di lavorare un po’ di più.

 

“In tal modo una categoria professionale – ha spiegato Savastano - come questa che svolge un’attività scolastica viene ridotta al rango di personale ausiliario. Si ledono così le prerogative professionali delle insegnanti di scuola dell’infanzia” che potrebbero astenersi per protesta dal lavoro con scioperi bianchi e rifiutarsi di prestare varie attività extracontrattuali che normalmente svolgono comunque a servizio della scuola. Mettendo così in difficoltà il servizio e gli enti gestori delle scuole equiparate dell’infanzia che sono formati da volontari.

 

Ancora, la scelta della Giunta provinciale di utilizzare le scuole dell’infanzia come conciliazione famiglia-lavoro, ha eliminato drasticamente le iniziative degli enti del Terzo Settore da cui questo servizio è offerto, sottraendo a molti giovani un’opportunità di lavoro in questo settore, verso il quale hanno notevoli aspettative, proprio in un momento di crisi economica come questo.

 

Inoltre anche le insegnanti di scuola materna sono spesso mamme di bambini piccoli che non potendo stare con i figli in luglio saranno costrette a chiedere aspettativa non retribuita per problemi di conciliazione. “Chi ci rimetterà insomma – ha denunciato Savastano – sarà sempre l’elemento debole della società costituito dalle donne, costrette a scelte dolorose”.

 

Il referente della petizione ha osservato che la Provincia non ha ancora reso note le modalità operative dei servizi che la scuola dell’infanzia offrirà in luglio.

 

In definitiva per Savastano è mancata una concertazione con tutti i soggetti interessati e le organizzazioni sindacali. Sul piano legale, ha concluso il referente in Commissione, “la delibera della Giunta potrebbe essere impugnata davanti al Tar” dal momento che si obbliga una categoria professionale a prestare un servizio per il quale non è stato assunto e che non è contemplato nei contratti. Sulla questione potrebbero intervenire i tribunali di Trento e di Rovereto. Il referente ha aggiunto che “qualcuno sta approntando un ricorso al Tar per ottenere una sospensiva urgente” e ha concluso: “che figura facciamo se il 30 giugno arrivasse un provvedimento del tribunale che vieta di far lavorare le insegnanti delle scuole dell’infanzia in luglio?” .

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