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Si dichiara ''Nullatenente'' ma con due appartamenti da 600 mila euro. Interviene la finanza

Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Trento - Sezione Misure di Prevenzione, ha interessato due immobili di pregio che si trovano a Lana e Merano, appartenenti a un quarantaduenne, titolare di diverse società operanti nel campo dell’edilizia, già conosciuto agli inquirenti per i suoi numerosi precedenti penali in ambito fiscale, per i quali, in passato, era stato tratto in arresto dalle Fiamme Gialle bolzanine

Pubblicato il - 14 April 2021 - 09:15

BOLZANO. Dichiarava di essere nullatenente ma disponeva (indirettamente) di due appartamenti per un valore di circa 600 mila euro. E' stato dichiarato “evasore fiscale seriale” il 42enne di Merano a cui la finanza di Bolzano nelle scorse ore ha sequestrato gli immobili. 

Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Trento - Sezione Misure di Prevenzione, ha interessato due immobili di pregio che si trovano a Lana e Merano, appartenenti a un quarantaduenne, titolare di diverse società operanti nel campo dell’edilizia, già conosciuto agli inquirenti per i suoi numerosi precedenti penali in ambito fiscale, per i quali, in passato, era stato tratto in arresto dalle Fiamme Gialle bolzanine. 

 

Proprio la sistematica evasione fraudolenta delle imposte, perpetrata ininterrottamente per diversi anni, ha consentito di qualificare il responsabile come “evasore fiscale seriale” e quindi soggetto “socialmente pericoloso”. La valutazione della pericolosità sociale riscontrata in capo all’individuo, ha consentito l’avvio di specifiche indagini patrimoniali, dalle quali è emerso che lo stesso manteneva un tenore di vita incompatibile con i redditi dichiarati e, pur risultando nullatenente, disponeva “in maniera indiretta” di beni immobiliari di pregio, formalmente intestati alla moglie, la quale era inquadrata come dipendente in una delle società a lui riconducibili. Tali elementi hanno consentito di avanzare una richiesta di applicazione delle cosiddette “misure di prevenzione patrimoniale”, previste dal «Codice delle leggi antimafia». 

 

L’applicazione di tale provvedimento normativo, originariamente previsto solo con riferimento ai soggetti indiziati di appartenere alla criminalità organizzata, nel tempo è stata estesa anche ai delinquenti cosiddetti “comuni”, laddove gli stessi siano abitualmente dediti a traffici delittuosi e manifestino un tenore di vita incompatibile con i redditi dichiarati. In base alla normativa attualmente vigente, questi soggetti possono essere colpiti da provvedimenti di sequestro di beni anche solo sulla base di elementi meramente indiziari. Tali sequestri vengono tecnicamente denominati “misure di prevenzione patrimoniale” proprio perché mirano a evitare che il denaro “sporco” possa essere immesso nel circuito dell’economia legale ed essere utilizzato per perpetrare altri reati. 

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