Una sfilata silenziosa per dire no alla violenza sulle donne: a Levico l'iniziativa nata da tre amici per le strade della cittadina
Un gruppo di tre amici (Antonella Dell'Angolo, Giorgio Pedrotti e Alessandro Facchini) ha ideato una sfilata per sensibilizzare le persone sul tema della violenza contro le donne. L'iniziativa, “1000 passi contro la violenza”, si svolgerà venerdì 23 luglio a Levico Terme. Diciotto persone partiranno alle 20 e 30 dal Parco delle Terme in una sfilata che percorrerà tutte le vie della cittadina

LEVICO TERME. Una sfilata silenziosa per far passare un messaggio che invece deve fare rumore: “Stop alla violenza sulle donne”. Sono 18 le persone che, partendo dal parco secolare di Levico Terme, cammineranno tenendosi per mano venerdì 23 luglio alle 20 e 30. Le coppie percorreranno tutto il centro storico della cittadina termale, che in quei giorni ospiterà anche il Festival del Benessere.
I “1000 Passi Contro la Violenza” nascono dall’idea di un gruppo di amici: la modella Antonella Dell’Agnolo, il fotografo Giorgio Pedrotti e lo sportivo Alessandro Facchini.
“Ci siamo conosciuti perché con ‘Viva la Fuga’, un gruppo di appassionati di ciclismo che ho creato, partecipiamo a tanti eventi e a tante iniziative sociali – spiega Alessandro Facchini -. Antonella Dell’Agnolo, quindi, ha deciso di rivolgersi a me per chiedermi un aiuto per l’organizzazione di alcuni eventi contro la violenza sulle donne. Oltre alla sfilata, abbiamo collaborato nella realizzazione di un calendario che sensibilizza proprio su questo tema. Abbiamo scattato delle foto davanti alle Terme di Levico, al parco asburgico e sul lago”.
Il 23 luglio sfileranno persone di età diversa: nonni e nipoti, mariti e mogli, fratelli e sorelle, amici e amiche. Tutti, però, saranno accomunati dalla voglia di dire no alla violenza sulle donne. Un messaggio che sarà impresso in tante lingue sul palmo della mano di tutti gli uomini che parteciperanno alla sfilata.
“Abbiamo deciso che quella sera non parleremo con nessuno – aggiunge Facchini – per far passare il messaggio che, in quel silenzio, dobbiamo riflettere su un tema importante e molto sentito anche in Trentino, soprattutto ultimamente. È meglio far capire che ci siamo e che siamo sensibili a questo tema una volta in più che una volta in meno: perciò ci piacerebbe portare questa sfilata anche in altre città trentine, come Trento e Rovereto”.














