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Vaccinazioni anticovid, i cittadini: ''Ultra 80enni costretti ad attendere accalcati in un corridoio''. I medici tranquillizzano: ''Protocolli di sicurezza rispettati''

La denuncia da parte di una signora, giunta da Trento fino alla Città della quercia, per accompagnare la madre ultranovantenne. I medici: "Spesso capita che gli anziani arrivino qualche minuto in anticipo rispetto all'orario specificato aumentando ovviamente i tempi d'attesa, ma i protocolli di sicurezza sono stati rispettati rigorosamente”

Di Filippo Schwachtje - 13 February 2021 - 12:59

ROVERETO. Continua anche a Rovereto la campagna di vaccinazione per gli over 80: parecchi gli anziani che hanno ricevuto la prima dose nella sede dell'Azienda per i servizi sanitari in piazzale Achille Leoni ma anche in questi primi giorni non sono mancate le lamentele.

 

Nonostante il protocollo attivato per garantire la sicurezza dei cittadini infatti, proprio ieri mattina (12 febbraio) una donna, giunta da Trento fino alla Città della quercia per accompagnare la madre ultranovantenne, ha definito “vergognose” le condizioni in cui molti utenti si sono ritrovati.

 

“Tutte le persone erano accalcate in un corridoio stretto e con le finestre chiuse – ha scritto la donna in un intervento inviato a “il Dolomiti” - non c'era nessun distanziamento”. Citati anche “ritardi di mezz'ora” per l'ingresso negli ambulatori in cui si svolgono le iniezioni.

 

Ritardi che, sommati ai 15 minuti di attesa post vaccinazione (necessari per scongiurare eventuali reazioni allergiche importanti), avrebbero costretto i cittadini (“buona parte ultra ottantenni” specifica la donna) ad aspettare quasi un'ora in una “situazione di assembramento”.

 

Le problematiche citate, in ogni caso, sembravano essersi già risolte dal primo pomeriggio di ieri (12 febbraio), quando negli spazi dell'Apss non c'erano che una manciata di cittadini (opportunamente distanziati) in attesa di ricevere la loro dose di vaccino. “Spesso capita che gli anziani arrivino qualche minuto in anticipo rispetto all'orario specificato – hanno spiegato alcuni medici all'interno della sede dell'Apss – aumentando ovviamente i tempi d'attesa, ma i protocolli di sicurezza sono stati rispettati rigorosamente”.

 

Protocolli che ormai tutti abbiamo imparato a conoscere a memoria: igienizzazione delle mani, misurazione della temperatura corporea all'ingresso ed utilizzo costante della mascherina. In particolare l'iter di chi si sottopone alla vaccinazione prevede anche un quarto d'ora di “sicurezza” dopo la somministrazione. L'insorgenza dei (rarissimi) eventi avversi avviene infatti entro circa 10 minuti dalla “puntura”.  

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