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Variante Delta, ecco l'efficacia di Pfizer e AstraZeneca contro il virus mutato in quattro diversi studi internazionali

I risultati evidenziano come, nonostante la maggior contagiosità della variante Delta, entrambi i vaccini garantiscano (con due dosi) una buona protezione contro l'infezione sintomatica e soprattutto contro la malattia grave, quella che richiede l'ospedalizzazione del paziente

Di Filippo Schwachtje - 15 July 2021 - 17:59

TRENTO. Nelle ultime settimane l'arrivo anche nel nostro Paese della variante Delta (ex 'indiana'), molto più contagiosa della Alfa e ormai dominante nel Regno Unito (dove il numero di casi è ai massimi da gennaio di quest'anno, 42.302 ieri, ma i nuovi ricoveri e il numero di decessi non stanno crescendo allo stesso ritmo) ha portato nuovi timori sulla possibile ripresa dei contagi. Negli ultimi giorni infatti la curva epidemiologica è tornata a salire anche in Italia, ma rispetto all'ultima ondata oggi il nostro Paese, con un totale di quasi 60 milioni di dosi di vaccino somministrate in totale, si trova più attrezzato per sostenerne l'urto. Ma qual è l'efficacia dei vari vaccini nei confronti della nuova variante?

 

Il Financial Times ha raccolto i risultati di quattro studi portati avanti in diverse zone del mondo (Canada, Inghilterra, Israele e Scozia) sull'efficacia dei vaccini sviluppati da Pfizer/BioNTech ed Astrazeneca nei confronti del virus mutato.

 

Per quanto riguarda la protezione garantita da Pfizer nei confronti dell'infezione sintomatica, dice il Times, con una sola dose il tasso di efficacia sarebbe del 56% secondo lo studio canadese e del 33% secondo quello inglese e scozzese. Con due dosi invece la protezione garantita dal vaccino aumenta di molto e varia dal 64% (Israele, Qui Articolo), all'83% (Scozia), all'87% (Canada) e all'88% (Inghilterra).

 

Per quanto riguarda Astrazeneca invece, una sola dose garantirebbe una protezione del 33% dall'infezione sintomatica da variante Delta (secondo studi effettuati in Inghilterra e Scozia) o del 67% secondo una ricerca canadese. Anche in questo caso l'efficacia aumenterebbe sostanzialmente una volta ultimato il ciclo di due dosi fino al 60% o 61% (percentuale riscontrata rispettivamente in Inghilterra e in Scozia).

 

Parlando invece della protezione garantita dai due vaccini rispetto alla forma più grave di Covid, quella per la quale il paziente necessita di ospedalizzazione, la situazione migliora notevolmente. Una sola dose di Pfizer in questo ambito è efficace al 78% (Canada) o al 94% (Inghilterra) nel prevenire l'ospedalizzazione dei positivi. Con due dosi la percentuale si alza al 93% (secondo uno studio israeliano) e al 96% (secondo una ricerca inglese).

 

Numeri leggermente più bassi, ma comunque molto positivi, quelli segnati da Astrazeneca, efficace nell'evitare il ricovero in ospedale con una dose all'88%, secondo uno studio canadese, e al 71% secondo uno studio realizzato in Inghilterra, che fissa invece al 92% l'efficacia nel proteggere dall'ospedalizzazione del vaccino anglo-svedese dopo due dosi.

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