Variante indiana in Alto Adige, rilevati 9 casi. Nuovo focolaio in una struttura alberghiera
Dopo il caso di Luson, in un'altra struttura alberghiera sono stati trovati 5 positivi. "Non bisogna abbassare la guardia" aveva spiegato nelle scorse ore il presidente Arno Kompatscher

BOLZANO. Sono 9 i casi di variante indiana confermati dall'Azienda sanitaria dell'Alto Adige. Se da un lato i dati epidemiologici sono positivi dall'altro preoccupa la comparsa di questa variante.
Lo sanno bene gli abitanti di Luson, in Alto Adige, dove nelle scorse settimane è scoppiato un nuovo focolaio del virus. Un episodio simile era da diverso tempo che non si registrava e purtroppo ha portato alla chiusura improvvisa di un albergo. Proprio sono stati registrati 33 casi di positività tra i dipendenti della struttura alberghiera.
Non bisogna abbassare la guardia aveva detto ieri in conferenza stampa il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, annunciando l'arrivo della zona bianca anche per l'Alto Adige.
In Italia la circolazione della variante indiana del Covid (precedentemente chiamata indiana) è al momento molto limitata: nell’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di sanità (Iss) la sua diffusione è stimata sotto l’1%. Tuttavia cresce l’allerta e nuovi casi si stanno registrando in varie Regioni.
Particolare attenzione deve essere fatta al settore del turismo. Un altro focolaio sarebbe stato rilevato in un altro hotel a Cornaiano, frazione del comune di Appiano.
In questo caso ci sarebbero cinque casi in una struttura. Immediatamente l'azienda sanitaria è intervenuta per il tracciamento e mettere la situazione sotto controllo.
Tra questi casi, fortunatamente, non sembrano per il momento essere state rilevate nuove varianti.













