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| 25 giu 2021 | 06:01

Velocità, disponibilità e professionalità, la nostra esperienza al drive through. Un vaccinato: ''Avevo un po' di agitazione ma è importante per uscire da questo incubo''

Nessun intoppo a Pergine, Rovereto e Trento. Un lavoro instancabile portato avanti (dietro le quinte) da donne e uomini che da oltre un anno in diversi reparti non si fermano. La dirigente Maria Grazia Zuccali: "L'invito è quello di vaccinarsi per senso di responsabilità per sé stessi e per gli altri"

Velocità, disponibilità e professionalità, la nostra esperienza al drive through

TRENTO. Dopo l'apertura delle prenotazioni per gli under 40, finalmente è arrivato anche il turno de Il Dolomiti. Metà della "fatica" è fatta con l'inoculazione della prima dose di vaccino anti-Covid. Una somministrazione ricevuta a Trento, Rovereto e Pergine. E in tutti i centri abbiamo trovato tanta cortesia e disponibilità, gentilezza e professionalità. Un lavoro instancabile portato avanti (dietro le quinte) da donne e uomini che da oltre un anno in diversi reparti e dietro le quinte, lontani dalle polemiche politiche e le decisioni di come attuare la campagna.

 

In base al report di giovedì 24 giugno sono 422.231 le dosi somministrate in Trentino di cui 161.107 sono seconde dosi. Ai cittadini over 80 sono state somministrate 65.646 dosi, mentre alla fascia 70-79 anni somministrate 82.889 dosi e 91.121 dosi tra 60-69 anni.

 

"La fascia degli anziani è ben coperta - commenta Maria Grazia Zuccali, direttrice del Servizio igiene della sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell'Apss e braccio operativo dell'Azienda in tema di tracciamenti vaccinazioni - in particolare quella degli over 70. L'adesione tende a calare con l'abbassamento delle età, soprattutto nella coorte 50-59 anni. L'avvio della campagna per gli under 40 invece è più recente ma il trend viene delineato all'apertura delle agende. L'invito è quello di vaccinarsi per senso di responsabilità per sé stessi e per gli altri". 

Nel capoluogo è stato recentemente avviato il drive thourgh e dopo una fase iniziale di rodaggio con code e rallentamenti, tutto si è svolto rapidamente. Il centro è ben segnalato, magari non è agevolissimo raggiungere la località San Vincenzo. C'è caldo ma fortunatamente anche l'aria condizionata, c'è polvere però le operazioni si svolgono lungo la lingua di asfalto che direzionano le linee vaccinali. 

 

C'è una buona affluenza, ma il traffico scorre piuttosto veloce, quasi tutti sono arrivati in auto, qualcuno in moto, altri in autobus con la fermata poco lontano, pochissimi quelli in bici. Veniamo accolti dalla tensostruttura che funge da accettazione e ci vengono fornite le prime indicazioni: il vaccino è Pfizer, puntura sul braccio sinistro e quanto fare in caso di indolenzimenti o problemi.

 

Si procede oltre e ormai si è in dirittura di arrivo. Altre spiegazioni da un operatore che controlla nuovamente le documentazioni e poi è il momento della puntura. Ora non resta che attendere nel parcheggio per 15 minuti. Molte le auto in sosta e c'è l'occasione anche per scambiare qualche impressione con i vicini per caso mentre un infermiere si aggira per monitorare la situazione e per ogni necessità.

"Avevo un po' di agitazione ma ti mettono a tuo agio e poi è importante farlo così almeno usciamo da questo incubo", Andrea ha 25 anni e con lui c'è la fidanzata. "L'attesa non è stata lunga anche se sotto il sole non è certo gradevole. Per fortuna c'è l'aria condizionata – ci dice appena dopo essersi vaccinato – . L'operatore mi ha spiegato quali potrebbero essere gli effetti che escono dopo un po', come dolore al braccio o la febbre. Ma non è nulla pur di uscire da questa situazione”.

 

C'è anche Enza. Lei è stata accompagnata dal figlio. E' seduta nel posto posteriore. “Va tutto bene - ci dice abbassando il finestrino – sono contenta”. "Avevo un po' di timore", spiega invece Patrick di 24 anni: "Mi sono informato e comunque l'ho fatto, l'ho fatto per gli altri”.

 

Dopo la somministrazione viene chiesto a tutte le persone di attendere una quindicina di minuti in un'area dove sono state predisposte delle tettoie. E' il tempo necessario nel caso in cui emergano degli effetti indesiderati e immediati. Viene spiegato che in caso di malessere si deve suonare il clacson e accendere le frecce. Nell'area, infatti, sono presenti dei soccorritori pronti per ogni evenienza.

“Sono arrivato qui attorno alle 9 e terminerò assieme al mio collega verso le 20 di sera”, commenta Marco Emanuelli, operatore di Trentino emergenza. Sono in due gli operatori che tengono sempre sotto controllo l'intera area. Hanno un container con all'interno della strumentazione sanitaria e un lettino. Tutto il giorno sono a disposizione delle persone che si trovano in una situazione di malessere dopo la vaccinazione. “Giriamo tra le macchine frequentemente per capire se tutto va bene. Chi ha qualche problema può in ogni momento chiamarci o fare il segnale convenzionale".

 

Il lavoro non manca ma per fortuna nulla di particolarmente grave. "Abbiamo fatto alcuni interventi legati alle sincopi ma le persone si sono riprese quasi subito e sono poi andate via autonomamente senza problemi. Poi ci sono gli stati di agitazione ma anche quelli si superano rapidamente”. Hanno raccolto anche qualche lamentela: "Cose minime - prosegue Marco - qualcuno si è lamentato perché l'area non è asfaltata, altri perché fa caldo. Ma per fortuna nulla di particolarmente critico”.

Organizzazione leggermente diversa in Vallagarina e in Valsugana, tipo l'ex centro vaccinale a Trento Fiere. Ma anche lì la rapidità è buona, le informazioni abbondanti e gentilezza per così dire di casa. Tutto procede nel migliore dei modi, anche se a Pergine una persona accusa un piccolo malessere, dovuto alla tensione, come ci era capitato di osservare anche durante alla campagna anti-influenzale. L'assistenza è immediata e il ragazzo lascia la struttura tranquillamente.

 

L'invito delle autorità sanitarie è quello di aderire alla campagna. "E' il modo per liberare una popolazione intera dalla pandemia", conclude Zuccali.

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