Affitti, a Trento i proprietari che scelgono il 'canone concordato' avranno una tassazione agevolata: ''Un aiuto a studenti e lavoratori precari''. Aumenta l'Imis per le seconde case
Un intervento arrivato dopo un confronto con il mondo universitario e quello dei proprietari immobiliari con l'obiettivo di aiutare studenti, lavoratori precari e nuclei famigliari che si trovano in difficoltà
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TRENTO. Passi in avanti a Trento per cercare di tamponare un'emergenza che coinvolge in particolare molti studenti universitari, ma anche lavoratori precari e nuclei famigliari che si trovano in particolari situazioni di difficoltà. Stiamo parlando di affitti e della delibera, arrivata dalla Giunta guidata dal sindaco Franco Ianeselli e su proposta dell'assessora Maria Chiara Franzoia, approvata dopo una lunga discussione in Consiglio comunale.
Con l'approvazione di questo provvedimento, da un lato è stato deciso di aumentare leggermente l'Imis per chi ha una seconda casa ma dall'altro si è cercato di aiutare chi è costretto a pagare un affitto offrendo una formula vantaggiosa sia per locatore che per l'affittuario.
Quello degli affitti troppo alti è un problema che si trascina da tempo e che negli ultimi anni si è ulteriormente aggravato. Da un lato, infatti, le case scarseggiano sempre di più e dall'altro gli appartamenti che si riescono a trovare sono spesso a prezzi davvero inaccessibili.
Sulla questione il mondo studentesco ha avviato da qualche tempo un confronto con l'Amministrazione comunale, con alcune rappresentanze politiche in particolare di Futura e Partito Democratico oltre con l'Unione dei piccoli proprietari immobiliari e i rappresentanti dell'ufficio politiche abitative. Un costante dialogo che sta dando i primi importanti risultati.
“Quella che abbiamo affrontato in Consiglio comunale – ha spiegato il consigliere di Futura, Nicola Serra – è stata una manovra complicata a causa della situazione difficile che sta affrontando il Comune visti i rincari dell'energia a cui stiamo assistendo. Nella difficoltà, però, con grande senso di responsabilità, si è andati ad incidere , aumentandola leggermente, sull'aliquota dell'Imis per le seconde case e sul comodato d'uso a linea diretta (nonno – nipote / padre – figlio) ma cercando allo stesso tempo di aiutare chi si trova più in difficoltà”.
Ecco allora che con la delibera approvata giovedì sera il Comune di Trento ha deciso di promuovere l’adozione di contratti a canone concordato tramite i quali i proprietari possano accedere a formule di tassazione agevolata. Questo attraverso la riduzione dell'Imis per i proprietari che decideranno di usufruire questa tipologia di contratti.
“E' stata una scelta molto importante – ha spiegato Serra – perché il beneficio per chi adotta i contratti a canone concordato è il passaggio ad una aliquota Imis da 0,895% a 0,35%. Un beneficio con il quale si vuole aiutare molti studenti universitari ma anche lavoratori precari e nuclei famigliari che si trovano in difficoltà”.
Il contratto a canone concordato il più conveniente dal punto di vista fiscale sia per l’inquilino che per il proprietario. Con canone concordato si intende il contratto di locazione in cui la misura del canone è determinato entro una cornice che costituisce i limiti, sia massimi che minimi dell’importo della controprestazione, inferiori a quelli di mercato.
A parlare di primo risultato importante è l'Unione degli Universitari (Udu). “ Finalmente abbiamo avuto una piccola ma importante risposta – ha spiegato sui social Udu – perché questo provvedimento permette di agevolare il ricorso a contratti più equi che tutelano i coinquilini. Certo non finisce qua, le problematiche sono tante ancora, ma questo può essere un inizio. Continueremo a lavorare insieme”.
Delle stesso tenore l'intervento anche di UniTin che ha spiegato il perché l'adozione di contratti a canone concordato siano un bene. “Questo – spiega la rappresentanza - è un primo passo per risolvere il problema del rincaro affitti. Non ci fermeremo qui, continueremo a lavorare su questo e sulle possibili soluzioni per la carenza di appartamenti. Verso una Trento sempre più a misura di studente”.












