Caro affitti, servono nuovi alloggi. Bisesti: ''Anche i privati aiutino". Gli studenti chiedono un tavolo per "vigilare sul rischio pagamenti in nero"
Tavolo di confronto tra Provincia, Comune, Università, rappresentanti degli studenti e dei privati, sul tema del caro affitti e sulla necessità di trovare delle soluzioni lavorando assieme

TRENTO. Mappare gli edifici inutilizzati sul territorio e che possono essere recuperati, aggiungere corse serali degli autobus per rendere più appetibili alcune zone della città e più di 300 posti tra Sànbapolis e Piedicastello nel medio lungo periodo.
Sono questi alcuni dei punti al centro della prima riunione del tavolo di confronto tra Provincia, Comune, Università, rappresentanti degli studenti e dei privati, che si è tenuta nella scorse ore sul tema del caro affitti e sulla necessità di trovare delle soluzioni lavorando assieme.
“La strategia provinciale nel medio-lungo periodo – ha affermato l’assessore Mirco Bisesti – è quella di aumentare l’offerta di posti letto disponibili. Le nostre intenzioni sono chiare e con il progetto a Piedicastello e l’ampliamento di Sànbapolis a fine lavori potremo contare su oltre 300 posti letto in più. Ci vorrà però qualche anno, nel frattempo è necessario pensare a trovare nuovi alloggi al di fuori del perimetro del centro storico, coinvolgendo i quartieri nord e sud della città oltre a Piedicastello”.
Per questo è fondamentale offrire agli studenti collegamenti con un numero adeguato di corse dei bus, anche in orari non convenzionali, per raggiungere le sedi universitarie e il centro storico.
“Non possiamo pensare, però – spiega ancora Bisesti - che siano le istituzioni pubbliche da sole a risolvere i problemi di un territorio che può accogliere un numero limitato di studenti. Anche il mondo del privato deve investire per aumentare l’offerta dei posti letto”.
La giunta provinciale, inoltre, è in procinto di approvare l'aggiornamento degli indirizzi generali a Opera Universitaria per dare attuazione ai decreti ministeriali 203/2023 e 204/2023. Questi prevedono l'adeguamento delle borse di studio per l'anno accademico 2023/2024 sulla base della variazione media annua dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati pari all'8,1% per l'anno 2022 e l'innalzamento del limite della soglia Isee da 23600 a 25 mila euro mantenendo invariato il valore Ispe a 50 mila euro.
Le prime possibili soluzioni messe sul tavolo sono state condivise dal rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian. Il sindaco di Trento Franco Ianeselli si è detto disponibile a una mappatura degli edifici pubblici che possono essere riconvertiti a favore degli universitari, così come alla possibilità di inserire corse notturne degli autobus.
Dal canto loro i rappresentanti degli studenti – Luca Pastore, Gabriele Di Fazio e Raffaele Amistadi – hanno posto le loro richieste agli amministratori partendo da alcuni dati: ci sono oltre 2000 tra appartamenti sfitti e immobili non utilizzati ai quali si aggiungono anche i 350 giovani esclusi dagli alloggi universitari pur idonei.
Da parte degli studenti è stato richiesto un tavolo permanente composto da tutte le realtà coinvolte (con la regia affidata alla Provincia) per vigilare e fare chiarezza sul fenomeno degli affitti e scongiurare pagamenti in nero. Infine sono stati richiesti dei collegamenti migliori tra il centro e la periferia a partire da dopo la mezzanotte, in modo da facilitare lo spostamento degli studenti dal centro storico agli studentati e alle abitazioni situate nelle zone periferiche di Trento.




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