Aggressione al capo treno, i sindacati: “Denunciamo la situazione da anni, sparita quasi del tutto la presenza di polizia a bordo e in alcune stazioni”
Dai sindacati arriva la “forte condanna” per l'aggressione al capotreno avvenuta pochi giorni fa a bordo di un convoglio ad Ora: “Ormai da anni le organizzazioni sindacali denunciano alle aziende di trasporto, alle forze dell'ordine e alle istituzioni le problematiche legate a continue aggressioni”

ORA. Dopo il violento episodio che negli scorsi giorni è avvenuto a bordo di un treno regionale partito dal Brennero e diretto a Bologna, sul quale il capo treno è stato aggredito e colpito più volte al volto da un passeggero (Qui Articolo), i sindacati intervengono sulla questione: “Grave che il fatto sia accaduto su un treno già considerato ad alto rischio di aggressioni”.
Le segreterie provinciali del Trentino e Alto Adige di Filt-Cigl, Fit-Cisl, UilTrasporti, UglFerrovieri, Fastslm, OrsaFerrovia e Asgb hanno infatti voluto condannare “fortemente l'atto di aggressione avvenuto il 9 maggio scorso”, esprimendo la massima solidarietà al capo treno aggredito. “Le organizzazioni sindacali – si legge nella nota – è ormai da anni che denunciano alle aziende di trasporto, alle forze dell'ordine e alle istituzioni le problematiche legate a continue aggressioni di qualunque tipo alle quali è soggetto quotidianamente il personale dei treni”.
E' ancora più grave nel caso specifico, continuano i sindacati: “Rilevare che il fatto sia accaduto su un treno già segnalato in molteplici occasioni e considerato a rischio alto di aggressioni”. Anche per queste problematiche: “Le organizzazioni sindacali provinciali hanno proclamato un'ulteriore azione di sciopero di 23 ore per il giorno 12 giugno, che dovrà servire come monito per far emergere in modo definitivo il problema sia nei confronti degli utenti che, loro malgrado, si trovano quotidianamente ad assistere a tali aggressioni, ma in particolare alle aziende e istituzioni che da anni promettono azioni mitigative come tornelli, protezione aziendale fissa sul territorio e intensificazione della presenza delle forze dell'ordine nelle stazioni e nei treni che, ad oggi, non solo non si è registrata ma ha visto quasi del tutto sparire il presenziamento della polizia a bordo dei treni e in alcune stazioni, mentre il progetto tornelli delle stazioni di Ala e Rovereto è naufragato miseramente e la promessa di un posto fisso di protezione aziendale nella stazione di Trento è per nulla pervenuta”.













