Amministratore di sostegno usa i soldi dell'anziana invalida per pagarsi benzina, birre e pasticcini, 50enne di Trento nei guai: in pochi mesi prelievi per 10 mila euro
I primi sospetti di quello che stava succedendo sono nati nei famigliari e negli operatori della Rsa dove è ospite la signora. Il 50enne ha usato i soldi dell'anziana anche fuori dal Trentino, in autogrill, in birreria, in cartolibreria e tanto altro, il tutto sempre mentre la povera signora si trovava allettata, ed ignara di tutto, nella casa di riposo

TRENTO. Si è approfittato dell'anziana di cui era amministratore di sostegno e ogni mese all'arrivo dell'assegno di invalidità, le svuotava il conto usando i soldi per cambiarsi le gomme dell'auto, per tagliarsi i capelli, ma anche tante altre spese che nulla avevano a che fare con la povera 70enne che si trovava in Rsa e che era completamente all'oscuro di quello che stava accadendo.
Un piano triste, odioso messo in atto da un 50enne residente a Trento e che ora dovrà fare i conti con la giustizia. Nelle scorse ore non si è presentato davanti al giudice Enrico Borrelli ed è stato rinviato a giudizio con l'accusa di peculato.
Per capire quello che è successo bisogna fare passo in indietro. La vittima è una donna anziana che si trova in una casa di riposo a Trento. Nel 2019 il Giudice le aveva nominato un amministratore di sostegno, un uomo di 50 anni, anch'esso residente nel capoluogo. L'amministratore di sostegno è una figura istituita per tutelare le persone che si trovano in una situazione di infermità e menomazione fisica o psichica e che sono impossibilitate a gestire i propri interessi, e che si deve quindi prendere cura di loro proprio per le loro fragilità. Questo ruolo comporta però anche grandi responsabilità visto che quando è nell’esercizio di quelle funzioni, l’amministratore diventa un pubblico ufficiale e deve sempre rendicontare al Giudice la corretta gestione del patrimonio dell’amministrato.
Nessuno poteva immaginare che il 50enne, una volta nominato amministratore di sostegno, potesse fare ben altro che gli interessi della povera anziana.
I primi sospetti di quello che stava succedendo sono nati nei famigliari e negli operatori della Rsa dove è ospite la signora. Da qui la decisione di informare il giudice tutelare che c'era qualcosa di strano e la scelta di quest'ultimo di revocare la nomina di amministratore di sostegno al 50enne per avviare le opportune verifiche.
A sua volta in sostituzione amministratore dell'anziana è stato nominato l'avvocato Nicola Zilio che ha immediatamente avviato, assieme alla Guardia di Finanza, i dovuti controlli sulle varie operazioni fatte sul conto della signora scoprendo una gestione a dir poco incredibile del patrimonio dell’anziana.
Con diverse operazioni, infatti, l'ex amministratore era riuscito a svuotare il conto dell'anziana di circa 10 mila euro con prelevi bancomat, l'utilizzo della carta di credito e anche della poste-pay. Nessun ritegno in spese pazze di ogni genere, da quelle al supermercato a quelle di carburante a quelle per il cambio gomme ma non solo. Il 50enne ha usato i soldi dell'anziana anche fuori dal Trentino, in autogrill, in birreria, in cartolibreria e tanto altro, il tutto sempre mentre la povera signora si trovava allettata, ed ignara di tutto, nella casa di riposo.
Una volta raccolte le prove delle sottrazioni, è stata formalizzata dall’avvocato la denuncia presso la Guardia di Finanza, che ha permesso di bloccare ogni ulteriore azione dell’uomo, il quale è stato ieri rinviato a giudizio dal Gup di Trento, con la grave accusa di peculato. All’udienza non c’è stata richiesta di rito alternativo quindi allo stato non è prevedibile quale sarà la strategia difensiva dell’uomo, per evitare la condanna in dibattimento.












