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| 28 feb 2022 | 12:58

Ancora gatti seviziati ritrovati con le unghie strappate. I veterinari: "Atti riprovevoli sintomo di un profondo disagio sociale umano. Nessun collega taccia"

Dopo gli atti di crudeltà sui due gatti a Salorno e Vigo Meano, anche l'Ordine dei veterinari fa un appello, rivolgendosi ai colleghi per monitorare la situazione. Ghedina: "Nessun collega taccia, certi atti vanno segnalati subito"

Ancora gatti seviziati ritrovati con le unghie strappate
di F.C.

TRENTO. “Questa crudeltà sugli animali non è ammissibile. Come Ordine dobbiamo monitorare che nessun collega taccia e che questi atti vengano immediatamente segnalati”. Sono dure le parole del presidente dell’Ordine de veterinari della Provincia di Trento Marco Ghedina che ha condannato le sevizie avvenute a carico di due gattini portati in visita nelle rispettive strutture, ritrovati dai proprietari con le unghie strappate dalle zampe (Qui l'articolo). 

 

Un caso è stato registrato a Salorno, l’altro a Vigo Meano. “Con il preciso spirito di collaborazione tra istituzioni e cittadinanza – ha proseguito Ghedina – e al fine di fare chiarezza e individuare possibili responsabili, si provvede a sensibilizzare tutti i professionisti residenti sul territorio e che svolgono la loro attività sanitaria a porre particolare attenzione a questi riprovevoli episodi di violenza”.

 

Il maltrattamento di animali, “è un reato penale – ha ricordato – e come tale perseguibile per legge. A questo proposito si sollecitano tutti i colleghi e la società civile, nel caso si verificassero nuovi episodi di dare immediata comunicazione all’Azienda Sanitaria competente per il territorio”.

 

Soltanto pochi mesi fa, il presente dell’Ordine, ha provveduto a svolgere “corsi mirati alla ‘Prevenzione del maltrattamento animale’ rivolti sia alla pubblica sicurezza che al volontariato, consapevole che il più delle volte questi fenomeni indicano un profondo disagio sociale umano, in cui il danno inferto all’animale presenta tristemente solo la punta visibile”. Secondo il presidente, chi commette tali violenze è “qualcuno che vive forti disagi psicologici dettati anche dalla pandemia, persone che si sono accanite sull'anello più debole della società”. 

 

Negli ultimi due anni, con la pandemia in atto, “si è riscontrato un elevato numero di casi di nuovi proprietari di animali, spesso frutto più di improvvisazione che di consapevole scelta adottiva”. A questo proposito, e al fine di evitare spiacevoli conseguenze, “si sollecitano le amministrazioni pubbliche di attivare, ove possibile, corsi di formazione all’Adozione Responsabile e l’acquisizione di un preciso 'patentino' che ne certifica le dovute competenze in materia”. 

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