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| 01 mar 2022 | 18:39

''Tre casi in una settimana, chi strappa le unghie a questi gatti prima li seda'', maltrattamenti in serie nella Rotaliana: ora è allarme

Dopo aver accolto ben tre casi di gatti maltrattati in una sola settimana, ritrovati senza unghie, il veterinario Enrico Bortolotti della clinica San Michele racconta a Il Dolomiti le violenze che potrebbero aver subito gli animali: "Mi ha colpito la loro tranquillità, probabilmente sono stati sedati per via orale per potergli praticare una simile pratica"

Tre casi in una settimana, chi strappa le unghie a questi gatti prima li seda''
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. “Tutti i gatti presentavano le stesse lesioni: unghie strappate ma troppo tranquilli quando sono stati visitati, come se fossero stati sedati. Non può essere un caso”. Sono scene cruente quelle raccontate dal dottor Enrico Bortolotti, titolare della clinica veterinaria San Michele che insieme al collega Angelo Fiore ha accolto nel suo ambulatorio ben tre casi di gatti maltrattati in una sola settimana. "Tutte e quattro segnalazioni accertate in soli dieci giorni - aggiunge - provengono da una zona circoscritta, quella della Piana Rotaliana" (Qui l'articolo).

 

Gatti che dopo essere spariti per qualche ora, sono stati ritrovati con le unghie delle zampe strappate, in particolare di quelle anteriori, "probabilmente con l'utilizzo di una pinza o una tenaglia". 

 

Un gatto "per natura non si lascia fare una cosa del genere – prosegue Bortolotti – è una lesione troppo dolorosa". Per questo si presume che "questi animali siano stati sedati, probabilmente per via orale”. Questo significa, che potrebbero essere state delle azioni “organizzate e premeditate, visto un probabile utilizzo di un farmaco. È difficile che non ci sia stata una sorta di elaborazione di un piano”. Per quanto un sedativo possa essere forte e potente, “un gatto ha bisogno almeno di una mezz’ora per essere sopito”.   

 

Inoltre la zona geografica in cui stanno accadendo questi episodi è circoscritta alla Piana Rotaliana: “Dalla prima segnalazione sono passati dieci giorni. Si parla di quattro casi sicuri e forse un quinto, tutti tra Meano e Salorno. Noi probabilmente siamo stati i primi a ricevere questi casi, trattati nello specifico dal dottor Fiore che è andato a deporre per segnalare queste violenze”.

 

Le storie sono molto analoge tra loro: “I gatti dopo essere usciti tornavano a casa con le zampe piene di sangue - continua Bortolotti - noi li abbiamo visitati il giorno stesso del loro ritrovamento e spesso abbiamo notato che erano le unghie della zampe anteriori a essere state rimosse”.

 

Una vera e propria violenza “con lo scopo di ridurre quello che è un comportamento tipico dell'animale, farsi le unghie anche come marcatura del territorio. Sembra essere stato fatto per evitare che il gatto graffi”.

 

A questi animali è stata data immediatamente “una copertura antibiotica per evitare infezioni e antidolorifico per il dolore, anche se per fortuna non si parla di veri e propri traumi essendo stati storditi”.

 

Degli atti di pura crudeltà, che "devono essere condannati e segnalati immediatamente", conclude Bortolotti, condividendo l'appello dell'Ordine dei veterinari

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