Ancora un dramma in montagna, 63enne muore dopo un malore sulle Dolomiti di Brenta: è la terza vittima di oggi
E' la terza vittima di oggi in montagna, dopo l'escursionista di 28 anni precipitato dalla ferrata Laurenzi ed il 68enne di Roma che ha perso la vita sul Lagazuoi. La vittima in questo caso è un 63enne bresciano, che si è accasciato al suolo dopo un malore sulle Dolomiti di Brenta. Inutili i tentativi dei soccorritori di rianimarlo
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TRENTO. Nuova tragedia in montagna: un 63enne è morto dopo un malore sulle Dolomiti di Brenta. Si tratta della terza vittima di oggi in alta quota, dopo l'escursionista di 28 anni precipitato dalla ferrata Laurenzi (Qui Articolo) ed il 68enne di Roma che ha perso la vita sul Lagazuoi (Qui Articolo).
L'allarme al numero unico per le emergenze è scattato nella mattinata di oggi, sabato 9 luglio, verso le 11. A lanciarlo un altro escursionista che, nella zona di Bocca di Brenta sulle Dolomiti di Brenta, ha visto il 63enne accasciarsi al suolo. L'uomo, un cittadino bresciano che si trovava da solo sul sentiero 318 (che da rifugio Brentei va verso il rifugio Pedrotti, a circa 2.400 metri di quota), era in arresto cardiaco. Sul posto si è quindi diretto l'elisoccorso, che ha sbarcato il personale sanitario: nonostante le manovre di rianimazione però, le condizioni dell'uomo erano troppo gravi ed il 63enne è deceduto. La salma è stata trasportata nella camera mortuaria di Madonna di Campiglio.
Nella giornata di oggi sono stati molti però (11 in tutto) gli interventi dei soccorritori sul territorio provinciale. Alle 10 e 45 è scattata l'allerta per una donna del 1988 residente a Valdidentro (SO) che stava arrampicando, come seconda di cordata, sulla via Faustinelli sul Corno di Lago Scuro (Gruppo Adamello-Presanella). Mentre stava salendo, un appiglio ha ceduto al primo tiro e nel volo la donna ha sbattuto contro la parete senza più riuscire a proseguire in autonomia. L'infortunata è stata raggiunta dal Tecnico di elisoccorso, verricellato in parete, e successivamente trasferita all'ospedale Santa Chiara di Trento per accertamenti.
Poco dopo, alle 10 e 50, una chiamata d'emergenza è arrivata per una donna emiliana del 1984, in cordata con un'altra persona sul versante Sud dello Spallone Irene, nelle Dolomiti di Brenta tra il rifugio Casinei e Brentei. La 38enne, originaria di Modena, stava arrampicando quando un masso è caduto ferendola all'arto inferiore. Anche per lei si è attivato l'elisoccorso che però, una volta alzatosi in volo, è stato deviato per portare soccorso al 63enne bresciano, in arresto cardiaco poco lontano.
Mentre i soccorritori stavano portando avanti le manovre di rianimazione per tentare di salvare il 63enne, l'elicottero è tornato a Madonna di Campiglio per recuperare un operatore che, una volta sul posto, è stato verricellato in parete ed ha proceduto a stabilizzare la donna infortunata sullo Spallone Irene. A quel punto la donna è stata trasferita a valle a Madonna di Campiglio per il rendez vous con l'ambulanza. In una seconda rotazione, la guardia attiva del Soccorso Alpino di turno a Madonna di Campiglio è stata verricellata in parete per accompagnare a valle a piedi anche il compagno di cordata della donna.
Alle 11 e 45 poi, un ragazzo del 1993 di Canal San Bovo è stato soccorso sulle Pale di San Martino. Il giovane era primo di cordata al quarto tiro di via Elena, per Cima Rodetta, quando ha perso l'equilibrio, cadendo per circa 3 metri e sbattendo sulla roccia. L'elicottero si è attivato per recuperarlo, insieme alla compagna, e trasportarlo all'ospedale Santa Chiara. Nel primo pomeriggio invece, l'elisoccorso è entrato ancora una volta in azione per una bambina di 11 anni caduta dalla bici sul sentiero poco sotto Malga Fosse, tra San Martino di Castrozza e Passo Rolle, rimediando la frattura di un braccio.


















