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| 30 dic 2022 | 20:28

Attacco di un'orsa a Frosinone, i dubbi del Parco d'Abruzzo: "Sull'Appennino mai stata registrata nessuna aggressione. Sarebbe il primo caso, molti lati oscuri nel racconto"

L'episodio sarebbe avvenuto mercoledì 21 dicembre, quando l'uomo si sarebbe salvato per miracolo dall'attacco del plantigrado che l'avrebbe prima colpito con una zampata e poi "morso alla pancia". Il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise: "Toni della vicenda poco chiari: nella zona dei fatti è stata più volte avvistata una femmina di orsa con due cuccioli, che però non ha mai dato problemi"

Attacco di un'orsa a Frosinone, i dubbi del Parco d'Abruzzo: Sull'Appennino mai stata registrata nessuna aggressione
Foto tratta da Fb Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise
di F.C.

SAN DONATO VALCOMINO. "In Appennino non è mai stata registrata nessuna aggressione da orso a una persona, e questo sarebbe in assoluto il primo caso, ma il condizionale è assolutamente d’obbligo proprio per le circostanze complessive relative a questa vicenda, alla dinamica raccontata ed ai molti lati oscuri che il racconto del giovane contiene". Così il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise esprime i suoi dubbi riguardo la vicenda che avrebbe coinvolto Antonio Rabbia, il 33enne, aggredito da un orsa lungo i tornanti della Provinciale 666 per Forca d'Acero, nella zona di San Donato Valcomino, in provincia di Frosinone.

 

Secondo le ricostruzioni l'episodio sarebbe avvenuto mercoledì 21 dicembre, quando l'uomo si sarebbe salvato per miracolo dall'attacco del plantigrado che l'avrebbe prima colpito con una zampata e poi "morso alla pancia". Ferito, il 33enne si sarebbe salvato grazie al suo cane, sparito a seguito dell'evento e ritrovato due giorni dopo. Lo stesso Parco ha collaborato per le ricerche dell'animale scomparso, dopo aver ricevuto la segnalazione.

 

Ma non è mancata la riposta del Parco che in una nota ha voluto precisare alcuni punti riportati sulla stampa,  poiché "i toni della vicenda sono sembrati subito poco chiari perché nella zona dei fatti è stata più volte avvistata, anche nei giorni successivi, una femmina di orsa con due cuccioli dell’anno, senza che però mai la stessa abbia dato problemi di nessun tipo".

 

Di seguito riportiamo il testo integrale del messaggio. 

 

Presunta aggressione da orso: i dubbi del Parco

In relazione alla notizia di stampa sulla presunta aggressione che un orso bruno marsicano avrebbe fatto ad un cittadino nell’area contigua del versante laziale del Parco si ritiene opportuno fare un po’ di ordine e chiarezza per evitare le tante possibili strumentalizzazioni.

 

I fatti risalirebbero addirittura al 21 dicembre, cioè 9 giorni fa, e la prima notizia è arrivata al Parco la mattina del 22 quando l’interessato ha chiamato il Servizio di Sorveglianza per denunciare la scomparsa del proprio cane a seguito dell’evento, raccontato sommariamente, in una breve conversazione telefonica. La notizia, ovviamente delicata e meritevole di grande attenzione e approfondimento, ha immediatamente portato alcuni a contattare e raggiungere sul posto il sig. Rabbia sia per accertarsi sulle condizioni di salute, sia per supportarlo nella ricerca del cane che, stando alle indicazioni fornite poteva essere rimasto vittima egli stesso dell’aggressione da parte della femmina di orso oppure, visto che era stato riferito che aveva il guinzaglio, nella fuga, avrebbe potuto restare incagliato nel bosco ed essere vittima di aggressione da parte di altri predatori.

 

Immediatamente quindi sono state organizzate attività di ricerca che nei giorni successivi sono proseguite a cura dei Guardiaparco anche con l’impiego dei cani del Nucleo Cinofilo Antiveleno del Parco, fino a quando nel pomeriggio del giorno 23 dicembre il cane è stato ritrovato a San Donato in buone condizioni di salute, senza traccia di guinzaglio e riconsegnato al proprietario.

 

Il giovane nel frattempo ero tornato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Cassino ed aveva, nelle interlocuzioni, che nel frattempo avvenivano per le ricerche del cane, riferito della prognosi riportata con la distorsione ad un piede e una abrasione/ferita all’addome, che lo stesso mostrava al Capoguardia del versante laziale consentendo anche di documentarla con una foto.

 

Fermo restando la solidarietà del Presidente e del Consiglio Direttivo del Parco, informati in occasione della riunione dello scorso 22 dicembre, espressa al giovane dai Guardiaparco, i toni della vicenda sono sembrati subito poco chiari perché nella zona dei fatti è stata più volte avvistata, anche nei giorni successivi, una femmina di orsa con due cuccioli dell’anno, senza che però mai la stessa abbia dato problemi di nessun tipo.

 

A destare perplessità però sono state soprattutto le informazioni riferite in merito allo svolgimento dei fatti: “l’orsa che aggredisce e morde alla pancia”; “giovane e orsa che cadono insieme lungo il dirupo e lui che riesce a tenersi ad un albero fermando la caduta”; il cane che sarebbe stato al guinzaglio, quindi davanti al suo padrone, che però evita l’orso e poi viene ritrovato palesemente senza guinzaglio, il tutto su un sentiero largo alcune decine di centimetri; questi e altri aspetti ancora, di cui, certamente, si parlerà nelle sedi opportune.

 

Di una cosa siamo sicuri, In Appennino non è mai stata registrata nessuna aggressione da orso ad una persona, e questo sarebbe in assoluto il primo caso, ma il condizionale è assolutamente d’obbligo proprio per le circostanze complessive relative a questa vicenda, alla dinamica raccontata ed ai molti lati oscuri che il racconto del giovane contiene.

Il Parco è ovviamente a disposizione per collaborare con le autorità competenti e fornire ogni supporto, come peraltro fatto nell’immediatezza dei fatti per la ricerca del cane, e lo farà anche con l’ausilio dei tecnici a cui è stata mandata la foto della zona in cui l’orsa avrebbe morso il Sig. Rabbia, a cui auguriamo una pronta guarigione e di ritrovare la giusta lucidità per raccontare un po’ meglio l’accaduto.

 

 

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