Bypass ferroviario: nel progetto anche il prolungamento verso nord (di 165 metri) e i 'cameroni' (per un futuro super-tunnel fino a Salorno)
Le richieste del Comune di Trento sono state accolte: le modifiche introdotte (il prolungamento della parte interrata verso nord ed i 'cameroni' all'altezza di San Donà) puntano ad alleggerire il traffico ferroviario di passaggio a Trento Nord
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TRENTO. Circonvallazione ferroviaria di Trento: nel progetto entrano anche i 'cameroni' all'altezza di San Donà ed il prolungamento della galleria verso nord (per 165 metri), dopo il parere favorevole (con condizioni) da parte del Ministero della Transizione ecologica sul progetto di fattibilità tecnico-economica. A comunicarlo, dopo un incontro tra Comune, Rfi e Pat, è l'Amministrazione del capoluogo trentino: le modifiche introdotte puntano in sostanza ad alleggerire il traffico ferroviario di passaggio a Trento Nord. Con 'cameroni' infatti si intendono in sostanza i bivi sui quali in futuro dovrebbe innestarsi la prosecuzione verso nord della linea merci, grazie ad una galleria dedicata ai treni che non hanno necessità di fermarsi a Trento. Per il momento, si sta comunque parlando di progettualità che si concretizzeranno eventualmente in futuro, ma la galleria in questione dovrebbe iniziare a Salorno per poi collegarsi sottoterra, proprio all'altezza di San Donà, al tunnel della circonvallazione di Trento, 'evitando' quindi la città.
In questo contesto i 'cameroni', entrati ora nel progetto di bypass ferroviario, sono un'opera propedeutica fondamentale. “La proposta di Rfi – spiega l'Amministrazione del capoluogo – a conclusione della conferenza dei servizi recepisce la prescrizione del Comune prevedendo che il progetto di fattibilità da mettere a base di gara sia aggiornato con la previsione di un allargamento del tracciato in galleria nel punto in cui questo (provenendo da sud) comincia a scendere verso l'uscita in corrispondenza dell'ex Scalo Filzi. L'allargamento è tale da consentire la futura prosecuzione verso nord della circonvallazione merci in galleria e lo scambio per i futuri treni che usciranno verso l'Interporto di Trento”.
L'impegno di Rfi però, come detto, si estende anche a un'altra prescrizione che il Comune aveva chiesto di sviluppare nelle successive fasi progettuali e/o di esecuzione dell'opera: si tratta del prolungamento massimo possibile verso nord della parte interrata. Rispetto al progetto originario infatti, il Comune aveva chiesto di prolungare la galleria artificiale interrata della nuova linea merci di circa 150 metri all'altezza del Magnete e di prevedere una nuova fermata ferroviaria. “La proposta di Rfi – dice l'Amministrazione trentina – a conclusione della conferenza dei servizi recepisce anche questa prescrizione del Comune, prevedendo che il Progetto di fattibilità tecnico-economica da mettere a base di gara sia integrato con la documentazione progettuale di indirizzo per i successivi livelli di progettazione per il prolungamento del tratto interrato nord di 165 metri”.
Dal confronto è poi nato anche l'impegno a sottoscrivere un protocollo d'intesa per l'istituzione di un Osservatorio per l'ambiente e la sicurezza del lavoro tra Rfi, Provincia e Comune di Trento: “L'Osservatorio è in fase di istituzione – sottolinea l'Amministrazione trentina – e allo scopo è stato inserito all'ordine del giorno della prossima convocazione del Comitato tecnico scientifico dell'Osservatorio per lo sviluppo del Corridoio del Brennero. In realtà – si specifica – sarà sottoscritto solo da Pat e Comune, in quanto per Rfi si andrebbe altrimenti a configurare un ruolo ambiguo di 'controllata' e 'controllore'. Rfi ha comunque garantito la massima disponibilità a mettere a disposizione ogni elemento di conoscenza utile per sostenere le attività dell'Osservatorio”.
Un altro punto affrontato è infine quello relativo al cantiere pilota, richiesto dal Comune, sul quale “Provincia e Rfi hanno già avuto una serie di incontri” specifica Palazzo Geremia “in particolare con Appa, all'intero di un gruppo di lavoro specificamente costituito proprio per la ridefinizione delle modalità operative che dovranno caratterizzare il cantiere pilota”. Il provvedimento finale sul progetto, che si attende entro giugno, arriverà quindi, dopo la chiusura della Conferenza dei servizi e l'inoltro delle proposte conclusive, dal Comitato speciale del Consiglio per i lavori pubblici.












