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| 26 dic 2022 | 16:36

Cacciatori sparano vicino a un centro di terapia, colpita al volto un'asinella e spaventati gli ospiti e gli altri animali

I fatti sono successi a Montemezzo nel Vicentino. I presenti hanno notato almeno un uomo in mimetica e cappellino sulla testa. L'asina ferita e impaurita ha rotto il recinto ed è scappata. Solo dopo una mezzora i responsabili della struttura sono riusciti a recuperarla 

Cacciatori sparano vicino a un centro di terapia, colpita al volto un'asinella e spaventati gli ospiti e gli altri animali
di Redazione

VICENZA. I pallini hanno colpito al volto un'asinella e gli spari hanno spaventato anche gli ospiti della struttura, un centro di terapia che utilizza gli animali per aiutare le persone in cura. La notizia risale al 3 novembre ma solo oggi il Nucleo Guardie Zoofile E.N.P.A. di Vicenza ne dà notizia perché prima erano in corso le indagini per ricostruire la dinamica di quanto accaduto. 

 

Quel giorno, ''la temperatura era gradevole - raccontano le guardie zoofile - e gli ospiti della struttura che si trova a Montemezzo stavano tranquilli all’esterno; con loro tre amici a quattro zampe, una asinella e due giovani maschi in un recinto attiguo al centro . Poco prima delle 17 scatta il finimondo alcuni colpi di fucile sparati a distanza ravvicinata fanno piovere pallini nella struttura e sulla testa degli ospiti, costretti a rientrare. Quasi contemporaneamente altri colpi di fucile. Uno colpisce l’asina. Il povero animale utilizzato nel centro per terapie, comincia a correre come impazzito ragliando, rompe la recinzione e scappa. Solo dopo più di mezz’ora i responsabili della struttura sono riusciti a recuperarlo''.

 

Cos'era accaduto? ''I pallini avevano colpito il muso dell’asinella ma fortunatamente non gli occhi - prosegue il nucleo guardie zoofile dell'Enpa - per cui il veterinario ha sentenziato che non vi era di che preoccuparsi. Ma chi ha sparato? Unico appiglio per le Guardie E.n.p.a. intervenute prontamente il colore e la morfologia di un cane da caccia notato dagli ospiti prima dei colpi di fucile. E' stato rintracciato con il proprietario, ma dagli ultimi risvolti potrebbe essere estraneo ai fatti. Il colpo è stato sparato da un’arma a canna liscia che utilizza munizione spezzata, quindi non lascia traccia. Nessuna possibilità di indagare seguendo quella pista e come purtroppo di prassi il responsabile in questi atti, da delinquente, vista la mal parata, è fuggito. Ma è stato notato con abbigliamento da militare con tanto di berretto. Un comportamento vigliacco che non fa onore a nessuno, nemmeno naturalmente agli altri cacciatori che sono a conoscenza dei fatti ma tengono rigorosamente le bocche cucite''.

 

''Credo  – conclude Renzo Rizzi del Nucleo Guardie Zoofile E.N.P.A. di Vicenza - che il sindaco Paolo Garbin, potrebbe intervenire almeno creando una zona protetta intorno alla struttura. In tal caso non farebbe che il suo dovere. E’ nelle sue facoltà essendo il responsabile della sicurezza della sua collettività e servirebbe anche per dare un segnale a quei cittadini 'con la fedina penale perfettamente pulita' che si comportano sfrontatamente in questo modo contando sull’impunità''. 

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