Spari vicino ad una struttura di pet therapy, asina colpita al volto. Guarda: “Sono questi i soggetti che il centrodestra vuole autorizzare a cacciare anche in zone urbane?”
La vicenda si è svolta a Montemezzo, nel Vicentino, ed i colpi, dice la consigliera regionale dei Verdi Cristina Guarda hanno terrorizzato anche i 18 ospiti della struttura: “Episodi del genere sono purtroppo frequenti, le norme attuali non bastano per far sentire i cittadini sicuri”

VICENZA. “L'episodio di Montemezzo di Sovizzo, col ferimento di un'asinella nel recinto di una struttura di pet therapy, dimostra come sia indispensabile la pronta adozione di un codice etico per i cacciatori”. Sono queste le parole con le quali la consigliera regionale di Europa Verde Cristina Guarda commenta quanto riportato dal Nucleo guardie zoofile Enpa di Vicenza, che nella giornata di ieri (Qui Articolo) ha denunciato quanto accaduto lo scorso novembre (la notizia è stata riportata a distanza di quasi due mesi perché prima erano in corso le indagini per ricostruire la dinamica della vicenda) in una struttura di Montemezzo, nel Vicentino.
“Lo scorso 3 novembre – scrivono i Verdi ripercorrendo l'accaduto – un cacciatore ha sparato alcuni colpi di fucile verso una struttura di Montemezzo di Sovizzo specializzata in pet therapy, quindi nelle terapie assistite con animali. I colpi hanno terrorizzato i 18 ospiti della struttura che hanno dovuto riparare immediatamente nell'edificio e ferito una incolpevole asinella, per fortuna in maniera non grave, che si trovava dentro il recinto”.
Un episodio “esecrabile” secondo Guarda, che incoraggia “il sindaco di Sovizzo ad approvare una ordinanza urgente per garantire l'incolumità degli ospiti della struttura. Alla Regione Veneto chiedo di attuare il prima possibile quanto previsto dal nuovo piano faunistico-venatorio: l'approvazione di un codice etico per i cacciatori, necessario per intervenire su coloro che, pur avendo la licenza, continuano ad attuare condotte improprie. Proprio come l'autore della sparatoria di Montemezzo, che non è ancora stato individuato. Mi chiedo se siano proprio questi i soggetti che le forze politiche di centro destra, senza grandi opposizioni se non quelle di Europa Verde, intendono autorizzare a cacciare tutta la fauna selvatica anche in zone urbane abitate”.
Per i Verdi, si legge nella nota, sono “tante altre le situazioni di pressione e paura che subiscono i cittadini che abitano in aree di interesse venatorio. Lo confermano le numerosissime richieste di esclusione dei terreni dall'attività venatoria, molte delle quali sono state rifiutate dalla Regione che non ha voluto riconoscere né il rischio sociale né quello economico a cui i proprietari sono esposti”. Episodi come quello di Montemezzo, conclude Guarda: “Sono purtroppo frequenti. È evidente che non bastano le norme attuali e neppure qualche corso organizzato dalle associazioni venatorie, per far sentire i cittadini più sicuri nei propri terreni o nelle proprie case. Serve un'ulteriore pressione e responsabilizzazione sui cacciatori: per questo ho presentato un'interrogazione per verificare a che punto è la predisposizione del codice etico. Eventi come questi ci testimoniano come non sia possibile perdere ulteriormente tempo”.














