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Belluno
20 settembre | 13:04

Caro bollette, a Belluno chiude la sala lettura della biblioteca "Dino Buzzati": "Costi insostenibili, a rischio anche il Museo interattivo delle migrazioni"

Bollette salate hanno recentemente bussato alle porte dell'associazione Bellunesi nel mondo, costretta a compiere delle (drastiche) scelte guardando al risparmio: fra queste, anche la chiusura della sala lettura della biblioteca "Dino Buzzati"

BELLUNO. Una nuova (e salata) bolletta della luce ha recentemente bussato alla porta dell'associazione Bellunesi nel mondo (Abm), con una cifra che, rispetto al 2021, è triplicata, non lasciando quindi ben sperare. In previsione di esorbitanti costi legati al (sempre più prossimo) inverno, è stato così deciso, a malincuore, di rinunciare alla sala lettura della biblioteca "Dino Buzzati", servizio offerto fino a poco tempo fa dall'Abm. 

 

La sede dell'associazione, in via Cavour 3 a Belluno, è punto di riferimento per molti utenti grazie ai differenti servizi aperti al pubblico: tra questi, anche la biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati” che offriva, oltre al servizio di interprestito, anche una sala lettura. Ciò, fino all'arrivo d'un'ultima salatissima bolletta che ha spinto a optare per la chiusura al pubblico di una stanza, o meglio, "di un servizio molto utilizzato in questi ultimi anni dagli studenti bellunesi e non solo - dichiara Oscar De Bona, presidente dell'Abm - una sospensione fatta a malincuore, per tentare di fare fronte a un preoccupante caro bollette". 

 

Un servizio che per lungo tempo aveva rappresentato un prezioso punto d'approdo, supportando anche l’utenza della Biblioteca civica del capoluogo: "Siamo un ente privato e questa, purtroppo, è stata una scelta d’obbligo - commenta De Bona - a preoccuparci ora è inoltre il Museo interattivo delle migrazioni (Mim Belluno), visitato da molti giovani soprattutto nel periodo invernale e per il quale avevamo deciso di stabilire dei prezzi agevolati, in particolare per gli studenti: visti i tempi che corrono, tuttavia, dovremo rimodulare l'offerta", confessa. 

 

A essere stato rimodulato, anche l'utilizzo dell'energia elettrica, facendone un uso quanto più oculato possibile negli stessi uffici dell'associazione che hanno in primis provveduto a spegnere l'insegna esterna e adottato fari a led mirati per illuminare le postazioni di lavoro. 

"Qualche tempo fa avevamo pensato di installare in sede una stufa a pellets - dichiara amareggiato De Bona - questo, per ridurre il consumo della caldaia a gas. La vera fortuna sta oggi nel non averlo fatto, dato che attualmente un sacco di pellets costa 13 euro, il triplo rispetto al 2021: una vera e propria speculazione - conclude - peccato che, a rimetterci, è sempre la parte sociale e culturale: sono terribilmente preoccupato per il nostro futuro, soprattutto per quello a breve termine".

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