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| 21 feb 2022 | 10:37

Caro energia e costi per la produzione alimentare, Zeni: “No a finanziamenti una tantum, pianificare interventi e sostegni. Quali sono le politiche della Pat?”

Il consigliere provinciale del Pd ha presentato un'interrogazione sul tema ribadendo la necessità di esercitare “forti pressioni” sulle politiche agricole comunitarie e di riorganizzare la spesa pubblica, evitando “singole operazioni finalizzate più al consenso che non alla reale utilità, come nel caso del discutibile finanziamento all'acquisto dei 'carri-ponte' e optando invece per una pianificazione degli interventi e dei sostegni”

Caro energia e costi per la produzione alimentare, Zeni: “No a finanziamenti una tantum, pianificare interventi e sostegni

TRENTO. Il caro bollette e l'aumento dei costi delle materie prime sono problematiche che ormai da mesi si trovano ad affrontare gli operatori economici di tutti i settori, dal comparto turistico a quello produttivo fino alle attività commerciali, in Provincia di Trento come in tutto il Paese. Il consigliere provinciale del Partito democratico Luca Zeni è intervenuto sulla questione, chiedendo in un'interrogazione all'Amministrazione provinciale quali siano le politiche in programma sul territorio per affrontare i problemi connessi ai rincari nel campo agricolo-alimentare in Trentino: "No a singole operazioni finalizzate più al consenso, come il finanziamento per l'acquisto dei 'carri ponte', è necessaria la pianificazione di interventi e sostegni, una forte pressione sulle politiche agricole comunitarie va esercitata da subito dai territori di montagna, il Trentino poi è produttore di energia elettrica e deve essere messo in condizione di agevolare la propria realtà".

 

Mentre l'amento dei costi dell'energia sta incidendo in modo gravissimo sulla tenuta complessiva del sistema aziendale, dice il consigliere, fra i tanti settori penalizzati: "Quello agricolo e dell'intera filiera alimentare risulta un possibile volano di ulteriore aggravio per le famiglie". Insomma mentre i prezzi salgono i salari rimangono fermi e, come sottolinea il consigliere dem, il costo dell'energia (alimentato anche dalla speculazione “che sempre si affaccia in simili frangenti”) finisce per riflettersi sulle produzioni agricole e poi sul carrello della spesa, impoverendo ancor più le famiglie, “già messe a dura prova dalle restrizioni imposte dalla pandemia e minando l'esistenza stessa di molte realtà produttive di piccole-medie dimensioni”. Ad uscire fortemente compromessi dalla situazione infatti sono anche i bilanci delle imprese, continua Zeni: “Costringendo spesso gli agricoltori a vendere sottocosto i propri prodotti al punto che, secondo i dati di Coldiretti, a fronte di un euro totale di spesa del consumatore finale per l'acquisto di prodotti alimentari, l'agricoltore percepisce meno di 15 centesimi di remunerazione”.

 

Va da sé – si legge nel documento – che si tratta di una situazione insostenibile e che, se in Trentino non tocca ancora i livelli dell’economia di pianura o di altre realtà più deboli della nostra, necessita di urgenti provvedimenti di sostegno e di intervento, nel quadro delle politiche agricole e dei prezzi, sia nazionali come comunitarie. Contenere quindi la “bolletta energetica” diventa strategico e prioritario per l’intera filiera agricola, mentre va pensata una strategia complessiva di programmazione per fronteggiare i rischi connessi ad una crescita incontrollata dei costi e quindi dei prezzi. Non è solo un problema economico, ma anche sociale, proprio perché la questione può alimentare sacche di protesta e di esasperazione che potrebbero generare altri e ben più gravi problemi di tenuta sociale. A fronte di questa drammatica situazione è urgente che la politica, ad ogni livello, si impegni nel fornire risposte credibili, non limitandosi a deboli interventi 'una tantum' di contribuzione pubblica, bensì elaborando un progetto, appunto politico, entro il quale calmierare i problemi e definire soluzioni condivise, nei limiti del possibile”.

 

Insomma, secondo il consigliere provinciale è necessaria in questa fase “una forte pressione sulle politiche agricole comunitarie" che va "esercitata subito, soprattutto da parte di quei territori di montagna che più di altri già sono in sofferenza. In secondo luogo va riorganizzata probabilmente la spesa pubblica, rinunciando a singole operazioni finalizzate più al consenso che non alla reale utilità come nel caso del discutibile finanziamento all’acquisto dei 'carri- ponte' e optando invece per una pianificazione degli interventi e dei sostegni. Infine, va esercitata ogni possibile pressione, affinché un territorio come il nostro che è produttore di energia elettrica possa essere messo in condizione di agevolare la propria realtà, anche attraverso apposite scelte concordate con i concessionari ed i produttori locali di energia”. In questo contesto Zeni chiede quindi alla Giunta cosa intenda fare per affrontare da una parte i molti problemi connessi al rincaro dei costi dell'energia per le imprese agricole e dell'altra per cercare di contenere i costi all'ingrosso e al dettaglio dei prodotti alimentati, con "particolare riguardo a quelli di produzione locale".

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