Crisi agricoltura e zootecnia Zeni: “Il settore alla deriva: per il concerto di Vasco 'bruciati' oltre 6 milioni di euro, solo 300mila per i danni provocati dai grandi carnivori”
Il consigliere provinciale del Partito Democratico Luca Zeni ha presentato un'interrogazione, nella quale registra “una sostanziale immobilità della Giunta” nella gestione delle diverse questioni aperte nel settore dell'agricoltura in Trentino, dalla crisi della zootecnia ai problemi relativi ai lavoratori stagionali fino alla crisi idrica
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TRENTO. “L'arrivo dell'estate, con la ripresa delle attività agricole sul territorio, palesa la mancanza di una programmazione nella politica agraria, capace di andare oltre alle dichiarazioni di principio, al sostegno formale e alle promesse ripetute quanto aleatorie”. Sono queste le parole del consigliere provinciale del Partito Democratico Luca Zeni, che nella giornata di oggi (lunedì 6 giugno) ha depositato un'interrogazione per chiedere alla Giunta quali siano le strategie in atto per gestire la crisi del settore dell'agricoltura e della zootecnia in Trentino: “A Bolzano si stanziano 15 milioni per sostegni alle aziende agricole, a Trento la Giunta sembra capace di trovarne solo 4, mentre a fronte di 6 milioni e mezzo di euro 'bruciati' nella sola notte del concerto di Vasco Rossi, nel 2021 la Provincia ha trovato solo 300mila euro per far fronte ai danni provocati dai grandi carnivori”.
Una situazione (riportata negli scorsi giorni anche da il Dolomiti), che testimonia per il consigliere provinciale la mancanza di “una minima forma di programmazione in tema di garanzia della tempestiva messa a disposizione di manodopera stagionale, al punto che della questione si deve far carico davanti al Commissario del governo un'Organizzazione professionale agricola anziché l'assessore di merito (Qui Articolo)”. Manca insomma “una scelta politica chiara sul sostegno alla zootecnia ed in genere all'agricoltura di montagna” dice Zeni ma anche una qualsiasi “interazione collaborativa con il vicino Alto Adige in tema di politica frutticola”. Ciò che colpisce di più però, sottolinea il consigliere: “E' la totale inerzia verso la realtà dell'allevamento e della produzione zootecnica di montagna sulla quale, a parole, la Giunta provinciale ha sempre assicurato 'vicinanza' ed attenzione”.
Tra le conseguenze della pandemia e quelle della guerra in Ucraina, l'intero settore si trova ad affrontare ormai da tempo una crisi pesantissima, acuita tra le altre cose dall'aumento dei costi delle materie prime e dell'energia, oltre che dalla difficoltà di approvvigionamento dei mangimi. “E mentre a livello nazionale – dice Zeni – il tema della produzione agricola sta acquisendo ogni giorno maggiore centralità, nella provincia di Bolzano si stanziano ben 15 milioni di euro di interventi a sostegno delle aziende agricole, a Trento la Giunta sembra capace di trovare solo 4 milioni per affrontare una crisi epocale: si prova insomma ad arginare il mare con uno straccio”. Nel frattempo “le stalle chiudono, gli allevatori abbandonano, il prezzo del latte crolla, i grandi carnivori diventano in alcuni casi un vero problema” continua il consigliere: “E la Provincia assicura, promette, rincuora, esprime consapevolezza e si impegna, mettendo però a bilancio risorse decisamente irrisorie, salvo quelle abbondantissime e fortemente volute per il sostegno all'acquisto dei 'carri-ponte' in una zona della Val di Non (Qui Articolo). Ma non basta”.
A fronte poi, conclude Zeni: “Dello stanziamento di 6 milioni e mezzo di euro, 'bruciati' nella sola notte del concerto di Vasco Rossi, la Provincia ha trovato nell'anno 2021 solo 300mila euro per far fronte ai danni provocati dai grandi carnivori, ma non ha risparmiato affatto sulle assicurazioni, sulle promesse, sulla solidarietà e sulla rinnovata vicinanza. Non è chiaro cosa se ne faranno gli allevatori trentini, costretti a cambiare attività ed a dismettere le loro stalle, ma questo è tutto quello che la Giunta sembra in grado di garantire”.














