Flop nella gestione della Music Arena, un buco da 2,1 milioni di euro. L'allarme del collegio dei revisori, la Pat: "Attenti ai conti, faremo approfondimenti ma serve fiducia"
La gestione della Music Arena ha creato uno squilibrio di 3 milioni 137 mila euro a fronte dell'importo di 1 milione previsto a budget. In buona sostanza il disavanzo è di 2 milioni 137 mila euro. Nei mesi scorsi la situazione era finita sotto gli occhi anche del collegio dei Revisori dei Conti. Gerosa: "Si conferma l’attenzione ai conti che verrà fatta in modo puntuale, e gli approfondimenti sono ovviamente d’obbligo"

TRENTO. Un disavanzo di oltre 2,3 milioni di euro. A portare a galla la situazione dei conti del Centro Santa Chiara è stata un'interrogazione presentata nei giorni scorsi dal consigliere provinciale Filippo Degasperi (Onda).
Conti in rossi che sono attribuibili soprattutto alla gestione della tanto discussa area di S. Vincenzo – Trentino Music Arena alla quale va sommato un disavanzo, se pur di importo ben inferiore, arrivato con le Feste Vigiliane.
Che la situazione fosse difficile il Centro Santa Chiara lo aveva capito già nei mesi scorsi. Già a giugno, infatti, la direzione aveva segnalato al Collegio dei Revisori dei Conti la necessità di rivedere pesantemente il preventivo per una serie di ingenti costi nel frattempo sopravvenuti.
Un flop ovviamente dovuto anche ai biglietti venduti ben inferiori rispetto alle aspettative. Fino a fine luglio, però, ufficialmente nulla di tutto questo sembrerebbe essere stato comunicato alla Pat, tanto da portare il Collegio dei revisori ad invitare il Centro “a non adottare iniziative eccedenti l'ordinaria amministrazione”
I COSTI
Nello specifico il disavanzo maggiore arriva dalla gestione dell'Area San Vincenzo. Dalla rendicontazione risulta uno squilibrio di 3 milioni 137 mila euro a fronte dell'importo di 1 milione previsto a budget. In buona sostanza il disavanzo è di 2 milioni 137 mila euro.
Questo si va ad aggiunge ad un disavanzo di circa 300 mila euro riguardante le Feste Vigiliane dovuto sia all'aggravio dei costi che ad una riduzione dei ricavi.
L'ALLARME DEL COLLEGIO DEI REVISORI
Già ad inizio giugno la direzione del Centro Santa Chiara aveva segnalato ai revisori che per quanto concerne la gestione dell'area San Vincenzo, c'era la necessità di rivedere pesantemente il preventivo per una serie di ingenti costi
Già si capiva chiaramente che il differenziale rispetto a quanto preventivato non avrebbe potuto di certo essere riequilibrato da eventuali maggiori ricavi. Da qui la richiesta dei revisori al Centro, come riportato in un documento che il Dolomiti ha potuto visionare, di trasmettere la situazione alla Pat facendo presente che l'equilibrio finanziario del Centro avrebbe potuto essere garantito solamente nel caso in cui la Pat avesse assegnato delle risorse aggiuntive necessarie per coprire il maggior disavanzo.
Un mese e mezzo dopo questa richiesta sembra essere stata disattesa. E' lo stesso Collegio dei Revisori che sottolinea nel proprio verbale come non risulti esserci stata alcuna “comunicazione formale” con gli uffici della Pat. Da qui l'invito a non adottare iniziative eccedenti l'ordinaria amministrazione”.
Il 30 luglio il Consiglio di Amministrazione del Centro Santa Chiara non approva la proiezione del bilancio d'esercizio 2024 che vedeva al suo interno una perdita di oltre 2 milioni 300 euro.
LA PROVINCIA
Si era già parlato di “pozzo senza fondo” per la Trentino Music Arena. Di anno in anno i costi per questa struttura (che di struttura ha poco, visto che di fatto è ancora un grande prato verde dove crescono speranze a seconda dell'interlocutore politico, speranze di concerti stellari o di stadi per il calcio che conta, o parchi e aree ludiche per fare aggregazione) sono cresciuti a dismisura.
Nei mesi scorsi in Provincia era stata approvata una nuova delibera voluta dall'assessora Francesca Gerosa che puntava a mettere fine alle cosiddette spese di chi è troppo impegnato a fare da promotore di concerti e meno attento a come venivano spesi i soldi.
Nella delibera infatti, veniva chiesto al Centro Santa Chiara, a fronte degli stanziamenti, di garantire “l'equilibrio di bilancio, anche reperendo ulteriori finanziamenti o sponsorizzazioni da terzi soggetti a sostegno dell'attività in programma sul 2024, con attenzione anche alle condizioni di contrattualizzazione degli artisti''. Parole, oggi, a fronte di un disavanzo di oltre 2 milioni di euro che sembrano essere rimasti solo sulla carta.
In una nota la Provincia di Trento nelle scorse ore ha voluto, però, respingere le polemiche ricordando le “150 persone che ogni giorno, sommando il lato artistico, tecnico e gestionale lavorano” e parlando di “un volano dal punto di vista occupazionale e delle ricadute per il territorio”.
Per la Provincia se la Trentino Music Arena potrà crescere e consolidarsi sarà in grado di produrre effetti positivi in tutti gli aspetti considerati. Pertanto, viene spiegato “ragionare in termini di biglietti venduti è riduttivo. In realtà si tratta di un’operazione culturale e di attenzione al mondo giovanile che si attua attraverso un investimento”.
Viene assicurato un “attento monitoraggio” dei conti, “nella consapevolezza che si tratta di un progetto che è anche una sfida, per la quale è chiaro che serve sicuramente un supporto finanziario e anche un clima di fiducia”.
Sul tema interviene anche la vicepresidente e assessore alla cultura, Francesca Gerosa: “La Giunta sostiene l’importanza che sul territorio hanno iniziative anche musicali rivolte a giovani e meno giovani. In questo senso sono state assunte nel tempo precise deliberazioni, ultima quella di maggio. Al Centro Santa Chiara, e quindi al suo organo amministrativo, sono state date precise indicazioni e una cornice all’interno della quale muoversi. Si conferma l’attenzione ai conti che verrà fatta in modo puntuale, e gli approfondimenti sono ovviamente d’obbligo, peraltro non solo in questo caso, ma in ogni ambito in cui vengono fatti investimenti con risorse pubbliche”.


















