Buco alla Music Arena, il vero flop è nella vendita dei biglietti: a luglio solo il 15% dell'incasso previsto. Costi di gestione? Ogni serata si spendono oltre 120 mila euro
Nella gestione da parte del Centro Santa Chiara della Trentino Music Arena hanno giocato diversi fattori a partire dal poco tempo a disposizione nell'organizzazione (e quindi l'impossibilità di trovare sponsor privati) alla mancanza di incassi derivanti soprattutto dai pochi biglietti venduti. Inizialmente l'ipotesi di disavanzo preventivata era stata di un milione di euro, ben al di sotto degli oltre 2,1 milioni di euro reali poi registrati

TRENTO. Numeri lontani dalla realtà, conti che sono andati ben oltre rispetto a quello che si immaginava e soprattutto un progetto che per avere un futuro dovrà essere rimodellato sulla scorta di quello che è successo in questi mesi.
Chi conosce la Trentino Music Arena e la gestione del Centro Santa Chiara spiega in questo modo il buco di oltre 2,1 milioni di euro di cui siamo venuti a conoscenza a seguito di un'interrogazione presentata dal consigliere provinciale Filippo Degasperi (QUI L'ARTICOLO).
Per la gestione dell'Area San Vincenzo dalla rendicontazione risulta uno squilibrio di 3 milioni 137 mila euro a fronte dell'importo di 1 milione previsto a budget. In buona sostanza il disavanzo è di 2 milioni 137 mila euro.
E' bene chiarire che il Centro Santa Chiara è un ente pubblico economico della Provincia. In convenzione gestisce per conto del comune di Trento l'auditorium e il teatro Cuminetti, per conto dell'Opera Universitaria gestisce il teatro Sanbàpolis e direttamente per conto della Provincia gestisce il Teatro Sociale e l'auditorium Melotti. Di recente è stato affidata la gestione anche della Trentino Music Arena.
Un progetto che il centro si è trovato a gestire, ovviamente, per la prima volta e le cui componenti (economiche) incerte erano quasi la totalità. Le uniche cifre che sembrerebbero essere rimaste stabili sono i cachet degli artisti che si sono esibiti in questi mesi. Tutto il resto, l'intera gestione, il Centro Santa Chiara l'ha in buona sostanza scoperto strada facendo.

Già lo scorso anno si era capito chiaramente che i costi per la gestione della spianata a Trento sud erano alti. Secondo i dati di cui è venuto a conoscenza il Dolomiti, la gestione giornaliera dell'Arena durante gli eventi ha avuto un costo superiore ai 120 mila euro al giorno. In questa cifra rientrano tutti gli aspetti della gestione, a partire dal personale impegnato nelle biglietterie, nei parcheggi, la sicurezza con la sessantina di addetti fino ad arrivare all'illuminazione e tanto altro. Costi che, secondo gli addetti ai lavori, non si potevano preventivare.
Da qui la decisione negli scorsi mesi di rimodellare in qualche modo la spianata facendola diventare non più orientata nord – sud ma girata e quindi ovest – est nel tentativo di delimitarla per evitare di presidiare gli spazi aperti dando un assetto da “sala da concerto”. Pensando anche di ridurre i costi di gestione, cosa che però non è avvenuta.

I costi sono quindi lievitati tanto che già ad inizio giugno la direzione del Centro Santa Chiara aveva segnalato ai revisori che per quanto concerne la gestione dell'area San Vincenzo, c'era la necessità di rivedere pesantemente il preventivo per una serie di ingenti costi. Già si capiva chiaramente che il differenziale rispetto a quanto preventivato non avrebbe potuto di certo essere riequilibrato da eventuali maggiori ricavi. L'ipotesi di disavanzo preventivata era stata di un milione di euro, ben al di sotto degli oltre 2,1 milioni di euro reali poi registrati.
I fattori che hanno contribuito a creare una situazione del genere sono sostanzialmente due, da un lato i tempi stretti nell'organizzazione (aprile per giugno) che non hanno nemmeno permesso la ricerca di finanziamenti privati, dall'altro l'aspetto più importante: la mancanza di incassi da biglietteria a causa da un lato il maltempo e dall'altro la pochissima gente interessata. A giungo, infatti, si sarebbe arrivati ad incassare il 40/50% dell'atteso a causa dei giorni di pioggia. A luglio, invece, è stata constatata la difficoltà del bacino d'utenza trentino, la pochissima gente e la moltissima offerta concorrente, ha portato ad una situazione davvero desolante, si è arrivati ad incassare solo il 10/15% dell'atteso.
Aspetti questi che gli addetti ai lavori hanno definito di “difficile previsione e di natura sostanzialmente variabile”. Ora si attende di capire cosa accadrà da qui all'8 settembre visto che sono in programma altri concerti. Di certo quello che è successo in questi mesi, i costi per la gestione degli allestimenti, del nuovo assetto, delle tribune, la combinazione della proposta artistica organizzata su festival e per pubblici differenti, dovranno essere tutti elementi da tenere ben presente per la ricalibratura futura dell'area. Occorrerà quindi capire come andare avanti e come la Trentino Musica Arena potrà raggiungere l'autosufficienza.













