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Trento
08 luglio | 22:36

"Una perdita evidente e netta", Lucia Maestri (Pd) sui concerti alla Music Arena: "Una inutile e costosa cattedrale nel deserto"

La consigliera provinciale del Partito Democratico, Lucia Maestri, interroga la Provincia per chiedere i numeri esatti del Trento Live Fest, ma anche incassi e costi: "In un concerto solo Lucio Corsi ha fatto gli stessi spettatori, circa 15 mila, di sei appuntamenti e 13 artisti alla Music Arena. Non sembra un successo straordinario e nessuno enfatizza il risultato degli eventi"

"Una perdita evidente e netta", Lucia Maestri (Pd) sui concerti alla Music Arena

TRENTO. Si è concluso nel week end il Trento Live Fest alla Music Arena. Si apre così la fase dei bilanci. "Un totale di circa 15.000 ingressi per sei appuntamenti di spettacolo e per tredici artisti, con una media matematica di 2.500 persone a sera, non sembra essere un successo straordinario, al punto che nessuno riesce a enfatizzare il risultato".

 

La consigliera provinciale del Partito Democratico del Trentino, Lucia Maestri, ha depositato un'interrogazione per chiedere chiarezza su costi e ricavi dell'operazione, "voluta con ostinazione dalla Giunta provinciale per rilanciare quella Trentino Music Arena che sta mostrando sempre più tutti i suoi oggettivi limiti d’utilizzo, diventando già una sorta di inutile e costosa cattedrale nel deserto".

 

Il dato dell'affluenza di pubblico, spiega Maestri, si colloca "almeno in linea di continuità con il passato. La media del totale del pubblico per le sei serate del festival, tra picchi e baratri, si aggira su di una cifra totale di circa 15.000 spettatori, più o meno paganti. Non si tratta oggettivamente di grandi cifre, se il solo Lucio Corsi, nel suo concerto romano del 21 giugno scorso, ha richiamato gli stessi numeri di persone dell’intero festival a Trento".

E’ un dato sul quale riflettere, "tanto che l’organizzazione con Trentino Marketing in testa, si è ben guardata dal suonare la grancassa del successo strabiliante, forse anche perché impegnata a far quadrare conti che non sembrano tornare". E la consigliera provinciale del Pd si addentra in qualche calcolo: 15.000 ingressi "a una media di spesa singola a 50 euro, producono un ricavo totale di circa 750.000 euro di entrate, ai quali si aggiungono a quanto sembra i proventi del 'food and beverage' e del 'merchandising' dei vari concerti".

 

L'ipotesi è di un'entrata complessiva e "molto generosamente calcolata di 1 milione. Sul versante delle uscite invece si devono sommare, accanto ai 600.000 euro, elargiti dalla Provincia a fondo perduto per invogliare la rosa degli organizzatori di eventi artistici, i cachet dei singoli artisti, i costi dei vari service audio, video, servizi di palco e l’illuminotecnica relativa, le spese di sicurezza, di promozione e di prevendita degli eventi in sede locale e nazionale, della Siae, le tassazioni di varia natura e tutte le altre spese aggiuntive che rientrano nel novero dei costi generali fissi per simili eventi".

 

Insomma, "Non siamo tecnici del settore, eppure qualche conteggio siamo in grado di reggerlo. Ragioniamo 'spannometricamente' ma possiamo affermare che il totale generale dei costi di produzione di questo festival potrebbe aggirarsi attorno alla cifra almeno di due/tre milioni di euro, con una perdita comunque evidente e netta. Ciò che non funziona, e questa sembra essere l’ennesima dimostrazione, non è tanto e solamente la presenza o meno dei 'nomi di richiamo', quanto la collocazione della Trentino Music Arena e le esigenze di utilizzo che la stessa impone, quanto meno per le sue dimensioni, a qualsiasi organizzatore e promoter. Lontana dai grandi centri urbani; penalizzata da un sistema infrastrutturale oggettivamente limitato e che non facilita grandi afflussi e costretta quindi a prezzi non competitivi per l’acquisto dei biglietti d’ingresso, l'area di San Vincenzo sembra, ogni giorno di più, una malinconica cattedrale nel deserto".

 

La consigliera provinciale parla di "un tributo visibile all’arroganza e alla supponenza di chi, anche contro ogni evidenza, si ostina a un uso di tale enorme spazio, in modo del tutto lontano quanto meno dalla sostenibilità economica. Sembra che una sorta di coazione a ripetere si sia impossessata dei vertici politici di questa terra, i quali, con ostinazione degna di miglior causa, proseguono imperterriti sul sentiero delle delusioni e dei fallimenti. Ovviamente, la Giunta provinciale non condividerà nulla di queste osservazioni e impiegherà mesi e mesi, secondo il suo costume e in dispregio di qualsiasi norma regolamentare del Consiglio provinciale stesso, per fornire una risposta minima. Rimango comunque in fiduciosa attesa, anche per valutare i fatti nella loro concretezza".

 

L'esponente del Partito Democratico chiede, sulla base dei dati dei dati dei borderò Siae, il numero di ingressi per ogni singola serata del Trento Live Festival, così come il cachet, omnicomprensivo di tutti i costi, versato a ogni singolo artista o alle agenzie, la copia, se possibile, degli avvenuti pagamenti, il costo dettagliato per ogni singola necessità e prestazione dei vari 'service audio, video e luci' per le sei serate del festival. 

 

E ancora. "I costi di promozione nel dettaglio degli acquisti di spazi promozionali, dell’uso delle reti social, della pubblicità televisiva e radiofonica, oltre all’elenco dettagliato dei fornitori locali e nazionali e i costi delle prevendite; il dettaglio degli incassi ottenuti dal sistema 'food and beverage' e 'merchandising' correlato alle sei serate di spettacolo; i costi per le tassazioni di ogni natura, compreso il versamento dei singoli diritti d’autore alla Siae e l’esito del confronto conclusivo fra ricavi e spese e quindi un bilancio economico dell'evento nella sua completezza", conclude Maestri.

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