Una fiera da quasi un milione di euro, Didacta arriva in Trentino tra le polemiche: “La Provincia paga l’evento e il privato incassa, come il concerto di Vasco"
Mentre in Sicilia l’organizzazione dell'evento era costata appena 289 mila euro e in Puglia poco più di 600 mila, in Trentino il prezzo lievita fino a sfiorare il milione. La denuncia con tanto di dati è stata inserita in una interrogazione presentata dal Pd che vede come prima firmataria la consigliera Francesca Parolari. L'evento si terrà nei giorni di scuola e non sono mancate critiche anche da alcuni professori: "Per molti, specie nelle valli, recarsi a Riva richiede permessi, supplenze, montaggio di una complessa macchina di sostituzioni”

TRENTO. Didacta è pronta a sbarcare per la prima volta in Trentino e le polemiche non sembrano fermarsi. A far discutere è l'investimento che la Provincia con l'assessora Francesca Gerosa ha fatto, ma non solo. A storcere il naso sull'organizzazione dell'evento ci sarebbero anche alcuni professori. Per tre giorni di fiera – tra il 22 e il 24 ottobre – è stato staccato un assegno da 910 mila euro (in parte soldi del Fondo Sociale Europeo plus) a Firenze Fiera , la società che da anni organizza l’evento in Italia. Una cifra non di poco conto.
L'importo è stato ripreso dal Partito Democratico in una interrogazione (Qui il testo completo) presentata in consiglio provinciale che vede come prima firmataria Francesca Parolari che già in passato, assieme alla consigliera Lucia Maestri aveva sottolineano come si tratti di un importo di "oltre 10 volte l’impegno assunto dalla Provincia in passato per l’evento Educa”. Mentre in Sicilia l’organizzazione era costata appena 289 mila euro e in Puglia poco più di 600 mila, in Trentino il prezzo lievita fino a sfiorare il milione. “A Firenze Fiere vanno tutte le entrate – spiega ancora la consigliera Parolari - biglietti, affitti degli stand, sponsorizzazioni. In pratica, la Provincia paga l’evento e il privato incassa”.
Tornando all’edizione trentina dell'evento dedicato alla formazione e l’innovazione didattica, successivamente alla delibera di indirizzo del marzo 2025 e alla previsione della somma a bilancio, con deliberazione della Giunta provinciale 1183 di data 8 agosto 2025, è stato stabilito che le spese derivanti dalla realizzazione dell’evento potevano trovare copertura nell’ambito del Programma del Fondo Sociale Europeo plus FSE+ 2021-2027, per una spesa complessiva di euro 910.826,33, coperta per il 40% dall’Unione Europea, per il 42% dallo Stato italiano e per il 18% dalla stessa Provincia. “Nessuno mette in dubbio la qualità degli interventi di Didacta – spiega Parolari – ma l’edizione trentina si configura come affido alla società Firenze Fiera S.p.a. dell’incarico di organizzare un evento che rappresenta una delle sue attività principali. Rispetto alle altre edizioni, l’accordo nella versione trentina non prevede, infatti, la messa a disposizione di stand alla Pat o comunque lo svolgimento di attività ulteriori rispetto all’attività principale fieristica. Si paga la società per esercitare il suo core-business”.
Insomma, quasi “un regalo”, è stato chiarito dalla consigliera, confezionato con i fondi europei del Fse+, destinati di norma a scuola, mobilità studentesca e inclusione sociale, e non ad allestire padiglioni e coprire spese di logistica. Se dal punto di vista giuridico e amministrativo l’utilizzo dei fondi Fse+ pare essere legittimo, la riflessione politica, continua Parolari “deve vertere sull'opportunità di distogliere fondi dagli ambiti di intervento sopra richiamati per finanziare l’allestimento di una fiera realizzata da un privato con diritto di esclusiva, seppur tale fiera abbia - a latere - anche finalità formative”.
Ma c'è poi il punto degli incassi come già accennato. “Tutte le entrate non rientrano nel contratto, non sono oggetto di rendicontazione ma soprattutto non vengono portate in detrazione alle spese" spiega Parolari. "I proventi rappresentano per il gestore dell’evento guadagno netto, visto che praticamente tutte le spese sono integralmente coperte dalla Pat. Viene qui replicata la modalità gestionale del famoso concerto di Vasco Rossi alla Music Arena, dove a pagare è stata la Provincia e l’organizzazione del tour si è tenuta tutti gli incassi”.
Un evento, ed è qui un altro elemento di discussione, che cade pure durante la settimana, costringendo docenti a chiedere permessi e dirigenti a fare i salti mortali per garantire le lezioni. L’assessora invita i dirigenti a favorire la partecipazione dei docenti, ma la fiera si svolge da mercoledì 22 a venerdì 24 ottobre, giorni di lezione a pieno regime. “Per molti – spiegano alcuni insegnanti - specie nelle valli, recarsi a Riva richiede permessi, supplenze, montaggio di una complessa macchina di sostituzioni”.
Sul punto i sindacati confidano nell'attenzione da parte dei dirigenti scolastici. “L'auspicio – spiega a il Dolomiti Pietro Fiore della Uil – è che ci sia la disponibilità da parte dei dirigente nel far partecipare i docenti a questo importante evento. Non sarà semplice”. Anche Maura Zini, presidente dell'associazione nazionale presidi del Trentino, nel sottolineare l'importanza l'occasione portata da Didacta, spiega che “i professori difficilmente potranno essere presenti in maniera continuativa alle tre giornate della fiera ma l'obiettivo è quello di riuscire a permettere la partecipazione a determinati incontri cercando di trovare i sostituti: il servizio scuola non può fermarsi”.
In merito alle critiche ed ai dubbi sollevati riguardo all'organizzazione a Riva del Garda della manifestazione Didacta Italia ad intervenire nei giorni scorsi è stata l'assessora Francesca Gerosa spiegando che si tratta di "una grande opportunità di visibilità e confronto per il nostro sistema scolastico provinciale". L'assessora parla di “un’occasione unica e inedita per affrontare concretamente, in modo scientificamente fondato, pluralista e non autoreferenziale, questioni divenute ormai centrali e di importanza strategica per il futuro della nostra Provincia. Appare scorretto e improprio insistere in modo reiterato anche sul confronto fra Didacta Italia ed Educa, due iniziative con finalità, caratteristiche, storie e potenzialità innovative rispetto alla nostra provincia totalmente differenti e non paragonabili”.
Con riferimento all’uso dei Fondi Fse+, l'assessora Francesca Gerosa spiega “questo avviene nell’ottica del rispetto delle Priorità e degli Obiettivi specifici stabiliti in modo vincolante dal Programma Fondo Sociale Europeo plus 2021-2027 della Provincia autonoma di Trento. Non si tratta di distogliere fondi da un ambito di intervento ad un altro, come insinuato in modo tendenzioso, ma di mettere in atto strategie di piena valorizzazione di tutti i Fondi Fse messi a disposizione dell’Ente provinciale, come auspicato e riconosciuto dagli organismi di controllo nazionali ed europei con particolare riferimento alla virtuosa capacità di spesa da parte della Provincia autonoma di Trento”.












