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Trento
14 settembre | 21:52

"La Music Arena un groviglio spinoso per la Giunta", Maestri (Pd): "Ostinato rifiuto a rispondere alle domande ma l'investimento non sembra valere il risultato"

In assenza di risposte, la consigliera del Partito Democratico prova a tracciare un bilancio e allarga l'analisi sulla scena culturale del Trentino. Lucia Maestri: "I fondi scarseggino per un dignitoso sostegno del professionismo artistico locale, mentre si spendono cifre imponenti per un evento che, tutto sommato, non è mai decollato, ma serve solo a giustificare altre enormi spese, come quelle sostenute per la realizzazione della Music Arena"

"La Music Arena un groviglio spinoso per la Giunta", Maestri (Pd)

TRENTO. "La Trentino Music Arena e alcune manifestazioni ospitate nell'area durante l'estate sono un tema politico che marca l'attuale legislatura ma rappresentano anche un groviglio spinoso per la Giunta provinciale". A dirlo Lucia Maestri (Partito Democratico). "C'è l'ostinato rifiuto a rispondere, amministrativamente e politicamente, alle domande, presentate in Consiglio provinciale. In meno di due anni sono dieci le interrogazioni che ho presentato e tutt'oggi ancora prive di risposte. Ci sono poi le interrogazioni depositate dai colleghi e destinate al medesimo silenzio ottuso e imbarazzato".

 

Archiviato il Trento Live Fest, la consigliera provinciale del Partito Democratico ritorna a chiedere dati e chiarimenti sull'andamento dell'iniziative.

 

"Si tratta di comportamenti che disattendono un dovere democratico e un obbligo istituzionale, ma anche di una scelta che impedisce volutamente al cittadino di conoscere la destinazione del denaro pubblico che, proprio perché tale, merita una trasparenza assoluta e costante, cioè quei caratteri della spesa che qui latitano vistosamente. E’ disinteresse politico sprezzante verso la pubblica opinione quello che alimenta una 'cultura padronaledel potere, per la quale l’elezione comporta una sorta di esenzione da ogni controllo e vincolo. 'Si prega di non disturbare il manovratore', sembra insomma essere la parola d’ordine di questa maggioranza, che non sopporta nessuna forma di verifica del proprio operato e delle spese".

 

L'avvicinamento al ciclo di concerti alla Music Arena è sembrato, anche questa stagione estiva, piuttosto tiepido (Qui articolo), poi i due week end di concerti si sono regolarmente tenuti all'area San Vincenzo. Un doppio ciclo organizzato dalla Friends & Partners.

 

"Il Trento Live Festival, che nelle edizioni degli scorsi anni non aveva affatto centrato gli obiettivi minimi posti dalla stessa Giunta provinciale, quest’anno pare poter registrare una media di circa 1.500/2.000 spettatori, per ogni appuntamento messo in campo dall’agenzia Friends & Partners deputata, dietro lautissimo compenso e con un contratto che già abbiamo rivelato essere una sorta di 'capestro' per la spesa pubblica, all’organizzazione dell’evento nel suo complesso, se è vero che la Provincia elargisce, a fondo perduto, la somma di 900 mila euro all’agenzia, lasciando poi alla stessa anche gli incassi dei biglietti e dell’offerta 'food and beverage' e del 'merchandising' legato agli artisti presenti".

 

In assenza di risposte, Maestri intanto prova a tirare un bilancio degli eventi.

 

"L’investimento non sembra valere il risultato", aggiunge la consigliera del Pd. "Il calcolo approssimativo, in assenza di dati oggettivi che appunto non vengono mai forniti dall’organizzazione e men che meno dalla Provincia, potrebbe essere così formulato: 40 euro, quale prezzo medio del biglietto d’ingresso a ogni singolo appuntamento del Trento Live Festival. Se moltiplichiamo generosamente per 2.000 persone tale costo singolo, si produce un incasso medio di 80.000 euro che, moltiplicato a sua volta per i dodici concerti realizzati tra agosto e settembre, porta l’incasso di 12.000 ingressi totali alla cifra di 960.000 euro". 

 

A questi si aggiungono "tenendo molto bassa la stima, almeno altri 50 mila euro ricavati dal 'food and beverage' e dal 'merchandising'. Si raggiunge il rispettabile totale di 1.010.000 euro. A questa somma considerevole va poi aggiunta la cifra di 900.000 euro messa a disposizione dalla Provincia per l’agenzia organizzatrice e per un totale quindi di quasi 2 milioni di euro incassati da quest’ultima nell'estate scorsa. Al netto delle spese si può ritenere che il guadagno finale possa aggirarsi quindi almeno sul 40% del totale incassato"

 

Il confronto con altri eventi, per l'esponente dem, è presto fatto. "Come noto, circa alla metà del mese di settembre, Trento ospita un altro evento dedicato alla musica e ai giovani: il festival Poplar. Un ricco cartellone di incontri musicali e culturali, nell’arco di quattro giorni e nel parco del Doss Trento. Si realizza una prevendita di 14.000 biglietti venduti, quindi più della metà del totale presunto del pubblico dei dodici concerti del Trento Live Festival".

 

E non c'è solo questo. "Accanto a gruppi italiani e internazionali, anche della scena alternativa, Poplar offre incontri, dibattiti, approfondimenti e conoscenze preziose sulle più varie tematiche, in un fruttuoso mix di spettacolo e formazione culturale, che invece manca del tutto al programma del ben più costoso Trento Live Festival. Tutto ciò rappresenta un problema per chi sostiene la logica del mero 'panem et circenses'. Una realtà, pressoché autogestita e autofinanziata, riesce da anni e non occasionalmente a ottenere quei risultati che invece un poderoso investimento pubblico non raggiunge forse perché conosce molto meglio il pubblico giovanile e le sue domande, ma anche perché sa investire in maniera oculata e rispondente a una dinamica di mercato, del tutto sconosciuta invece a chi lavora esclusivamente e solo con il denaro pubblico".

 

Non è, per Maestri, solo una questione di eventi musicali: "Da anni a Trento agiscono, in condizioni di estrema difficoltà, alcune realtà teatrali professionistiche, che lavorano alacremente e senza sosta nel proporre temi, argomenti e percorsi di intelligenza, innovazione e interpretazione del territorio e della sua storia. L’attenzione della Provincia è, com’è ovvio, pari quasi a zero, per una pluralità di ragioni. A partire da quelle burocratiche dietro le quali si trincera l’occulto dissenso istituzionale attuale verso certi temi e certe culture. Colpisce, per esempio e al di là di qualche dovuta dichiarazione formale, il silenzio della Giunta provinciale nei riguardi di proposte teatrali che si affermano addirittura sulla scena europea, ma che non trovano nella loro terra alcuna minima considerazione".

 

Non si tratta solo di una situazione occasionale, ma di "una logica che apparentemente si preoccupa per le giovani generazioni che vanno altrove, ma non fa assolutamente nulla per trattenerle qui, anche riconoscendo impegno, lavoro e risultati. Ciò che preme alla Provincia è il consenso, l’assenso, la fedeltà e il plauso compiacente. E allora ecco sostenuti gli amici, gli autori del facile e del leggero, i sostenitori della convenienza e della collateralità, che propinano al pubblico comicità da sagra paesana, visioni del femminile che risalgono al medioevo, ironie che non disturbano e che calcano la mano sul populismo più facile e ovvio. Il risultato finale è l’evidente scadimento della produzione culturale e dello spettacolo in Trentino, anche a fronte di organizzazioni che hanno abdicato al ruolo di guida e di indirizzo culturale, per trasformarsi invece in sole agenzie di compravendita dello spettacolo ed egli eventi, anche se connotati da un qualunquismo che preoccupa e si pone in antitesi di ogni vero progetto culturale", conclude Maestri.

 

A onor di cronaca va specificato che probabilmente i risultati da contratto (sicuramente non eccepibile) dei concerti alla Music Arena sono stati raggiunti, l'asticella (pur vaga) non era particolarmente ambiziosa mentre sono stati aggiunti nel calendario una festa all'area di San Vincenzo nella cornice del Trento Live Fest e tre incontri organizzati nell'ambito del Teatro Capovolto in collaborazione con Provincia, Comune e Centro servizi culturali Santa Chiara. E' fuor di dubbio che si sarebbe potuto far di più e meglio per coinvolgere le forze presenti sul territorio. E se la richiesta di trasparenza e dati appare doverosa, un po' infelice il raffronto con altri eventi e manifestazioni, una scelta di confronto che appare un'inutile contrapposizione.

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