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| 27 lug 2023 | 19:52

“Trentino Love Fest: un vuoto a perdere?”. Le domande del Pd a Fugatti, dalle spese allo smaltimento dei rifiuti ("pagato dalla Pat per Vasco ma oggi in capo agli organizzatori")

Dopo le domande presentate negli scorsi da il Dolomiti, il consigliere del Pd Alessio Manica ha depositato nella giornata di oggi un'interrogazione in Consiglio provinciale per “indagare sulla realizzazione di un simile evento” e sulle sue implicazioni: ecco i dubbi presentati a Fugatti

“Trentino Love Fest: un vuoto a perdere?”

TRENTO, Tra disdette all'ultimo momento (Qui Articolo) e domande alle quali, ancora, manca una risposta chiara (Qui Articolo), il Trentino Love Fest (l'evento benefico organizzato alla Trentino Music Arena per sostenere l'Emilia Romagna colpita dall'alluvione) è partito nel pomeriggio di oggi (Qui il Video) per la prima delle tre giornate di musica (dedicate, in gran parte, alla trap) in programma fino a sabato all'area di San Vincenzo. Come anticipato, alla presentazione dell'evento il Dolomiti aveva posto diverse domande agli organizzatori e al presidente Fugatti, ottenendo però risposte in gran parte “fumose” e una certezza: l'intera iniziativa, tra spese di approntamento dell'area e organizzazione dell'evento, costerà in tutto circa mezzo milione di euro.

 

Sulla questione ora è intervenuto anche il Partito Democratico, con il consigliere Alessio Manica che nella giornata di oggi (giovedì 27 luglio) ha depositato in Consiglio provinciale un'interrogazione dal titolo emblematico “Trentino Love Fest: un vuoto a perdere?”. In sostanza, il consigliere Dem pone al presidente della Pat una serie di questioni “che attengono – scrive il Pd – la 'beneficenza' del festival e l'organizzazione della stessa, ma anche i costi di smaltimento dei rifiuti che oggi vengono chiesti agli organizzatori e che solo ieri, nonostante una ben diversa previsione contrattuale, la Provincia ha pagato direttamente, anche se appunto il contratto con il management di Vasco Rossi prevedeva che tali costi sarebbero rimasti in capo proprio agli organizzatori privati del concerto. Inoltre Manica chiede di conoscere nel dettaglio le spese per gli apprestamenti dell'area ex San Vincenzo, il costo degli artisti e dell'organizzatore privato, quale rischio di impresa si assume quest'ultimo e per quale ragione, in fase di progettazione e poi di riuscita, si è ricorsi ad un soggetto esterno anziché provvedere in forma autonoma e diretta come già si fa da tempo, ad esempio, per 'I suoni delle Dolomiti”. Ma procediamo con ordine.

 

Parlando innanzitutto dell'iniziativa e degli artisti chiamati, Manica sottolinea: “Forse non si poteva fare di più in così poco tempo, ma visto il ricco stanziamento voluto dal presidente Fugatti, magari qualcosina si poteva ottenere organizzativamente e soprattutto partendo qualche mese prima, senza arrabattarsi in pochi giorni”. Il nocciolo della questione però, al netto dei risultati dell'iniziativa, che si potranno giudicare ovviamente solo alla sua conclusione, per Manica è “lo sforzo economico sostenuto dalle finanze pubbliche per consentire la realizzazione di quest'evento, del quale francamente non si avvertiva una così impellente urgenza, se non quella elettorale”. Come detto, la Provincia ha stanziato all'incirca mezzo milione di euro “destinandone la metà ad opere urgenti ed indifferibili per apprestamenti dell'area”, dice il consigliere. 

 

“Presentando – si legge nell'interrogazione presentata da Manica – con la consueta magniloquenza l'appuntamento del festival, l'istituzione provinciale, curiosamente attraverso forse il suo più alto dirigente e non l'assessore competente (ma non è la prima volta che si mandano avanti i dirigenti), ha dichiarato che i costi di tutte le utenze saranno comunque a carico degli organizzatori della manifestazione, ivi comprese le spese per lo smaltimento dei rifiuti. Si tratta di affermazioni che innescano più di un interrogativo, a partire dal netto che dovrebbe avanzare ed essere destinato in beneficenza in favore dei territori alluvionati dell'Emilia Romagna”. Una questione posta anche dal nostro giornale, visto e considerato che una percentuale relativamente importante del costo del biglietto (2,50 euro) andrà tra l'altro in oneri fiscali e di Siae. “Posto infatti che il biglietto d'ingresso pari a 2,50 euro – scrive il consigliere Dem – e che gli organizzatori non lavorano per la gloria, così come tutti gli operatori che realizzano questi appuntamenti e che i costi delle utenze non saranno di poche centinaia di euro ma ammonteranno a parecchie migliaia, viene innanzitutto spontaneo chiedersi cosa rimarrà per il 'più grande evento benefico nella storia del dopoguerra trentino'. Ma non solo. Per il concerto di Vasco Rossi, risulta invece che la Provincia abbia sborsato, la bella somma di 300mila euro, solo per coprire i costi di smaltimento dei rifiuti, prodotti soprattutto dalle attività di 'food and beverage' interne all'area che, come noto, erano appannaggio degli organizzatori”.

 

Citando però un punto preciso del contratto stesso (“L'organizzatore provvederà a richiedere e ad intestare a proprio carico tutte le utenze relative alla zona spettacolo e quanto usando nell'area assumendone le relative spese […]”), per Manica in realtà “non ci sono dubbi sulla questione: il costo dello smaltimento dei rifiuti andava assunto da chi li ha prodotti, ovvero chi ha organizzato l'evento”. Partendo proprio da questa questione, e chiedendo un chiarimento in merito alle spese comunicate da Piazza Dante, Manica pone quindi una serie di domande al presidente della Pat: “Sulla base di quale ragionamento si ritiene di poter fare beneficenza, ponendo il costo del biglietto di ingresso ad euro 2.50, concedendo un margine di guadagno agli organizzatori e pagando i cache degli artisti che si esibiscono nel “Trentino Love Fest”, quand’è noto che per simili eventi i grandi artisti offrono gratuitamente le loro prestazioni? A quanto ammonta, nel dettaglio, il preventivo dei costi per gli artisti che si esibiscono e qual è il margine di guadagno previsto per gli organizzatori di tale evento? Sulla base di quale scelta o previsione contrattuale si è deciso di caricare su tali costi anche il costo delle utenze, ivi compresi quelli per lo smaltimento dei rifiuti? Qual è il margine di rischio di impresa che si assumono gli organizzatori dell’evento, se ogni spesa viene coperta dall’ente pubblico? Infine, per quale ragione si è ricorsi ad un organizzatore esterno e non si è provveduto direttamente, come peraltro già si fa per eventi come la musica in quota ed altri, posto che tutti i costi paiono comunque in capo alla Provincia?”.

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