Contenuto sponsorizzato
Trento
30 novembre | 10:43

"La Provincia non può ignorare il settore lattiero caseario", Michele Dallapiccola sulla crisi della zootecnia in Trentino: "Alla Lega non importa nulla del settore"

Il segretario politico di Casa Autonomia: "Gli allevatori non sono imprenditori ai quali fare carità, bensì espressione di aziende complicate, difficili da gestire, e che solo una politica davvero capace potrebbe capire"

"La Provincia non può ignorare il settore lattiero caseario"
di Redazione

TRENTO. "A forza di sentirne parlare, la crisi della zootecnia è un argomento che non appassiona più nessuno. E forse, il mondo della società civile può averne tutte le ragioni. Soldi che non bastano per arrivare alla fine del mese, società schiacciata dai problemi degli anziani, sanità in affanno, tanto basta per giustificare. Chi non dovrebbe disinteressarsene sarebbe invece la politica, deputata qual è, ad occuparsi di tutti i settori".

 

Ad affermarlo è Michele Dallapiccola, segretario politico di Casa Autonomia, che sottolinea poi come una Provincia Autonoma che "nel marketing investe milioni di euro, decine alla volta", non possa permettersi di ignorare la promozione del settore lattiero caseario, così come ha fatto in questi ultimi anni.

 

"I responsabili sono di facile reperibilità: Presidenza e assessorati al Turismo e all’Agricoltura sono strettamente nelle mani della Lega – spiega Dallapiccola –, il sillogismo risulta pertanto fin troppo facile: alla Lega non importa nulla di sostenere, come si deve, il settore zootecnico".

 

Eppure, specifica il segretario politico di Casa Autonomia, ad indirizzare gli interventi ci penserebbe il quadro giuridico che su un argomento appare piuttosto chiaro, ed il settore è già ampiamente più che sostenuto dall’Europa. "Tuttavia – prosegue – alla Provincia Autonoma rimane ancora uno strumento formidabile che, pur in maniera indiretta, permetterebbe di sostenere ulteriormente chi alleva bovini: la pubblicità ai loro prodotti. Infatti c’è stato un passato in cui le iniziative erano state presenti e numerose".

 

Lo sguardo viene poi lanciato al presente dove "tutto sembra lasciato a sé stesso".

 

"Così ci sono consorzi cooperativi capaci e coraggiosi che la reclame se la sono fatta da soli mentre i più deboli in professionalità e competenza, di fronte ad un nuovo ulteriore caso di SEU, anziché approfittarne, rilanciare e mettere la politica in scacco all’angolo, l’unica cosa che sanno fare è provare a discolparsi. E continuano a sperare, si perdoni la metafora zootecnica, nella 'greppia' in Piazza Dante"

 

La successiva precisazione di Michele Dallapiccola, che arriva "per onestà" intellettuale, è che non c'è ombra di dubbio che la situazione sarebbe degenerata "anche nelle mani di una classe politica capace ed appassionata", con il declino che sarebbe stato più lento e meno drammatico, con il riferimento che va all'Alto Adige dove la zootecnia è tendenzialmente stabile.

 

Il segretario politico di Casa Autonomia si sofferma poi alle "colpe degli allevatori, pochi e ben divisi", che si aggiungono alle quelle della politica, con il risultato che è un mix micidiale "che probabilmente non fermerà ormai più nessuno".

 

"Ma quanta consapevolezza e comprensione su questo possa esserci nei due assessorati implicati, lo dicono i risultati del settore" prosegue Dallapiccola, che specifica come gli allevatori non siano imprenditori ai quali fare carità, bensì espressione di aziende complicate, difficili da gestire, e che solo una politica "davvero capace di indossare camice e calzari zootecnici potrebbe capire", anche alla luce del fatto che a tutte queste problematiche se ne aggiungono di sempre nuove.

 

"Prendete il caso di cronaca sanitaria di questi giorni citato poco sopra – viene spiegato – e che avviene dentro ad una società schizofrenica che vorrebbe la genuinità finta di un bicchiere di latte appena munto, nella completa ignoranza del fatto che se le nonne di un tempo il latte l’han sempre bollito un motivo ci sarà pur stato, e al tempo stesso chiede la sicurezza integrale, imprescindibile e prioritaria rispetto alle mode radical chic del crudo ma buono".

 

Questo, spiega Dallapiccola, è un altro tipico esempio "dove la politica ha praticamente lasciato sulla schiena dei contadini la piena responsabilità giuridica ed economica di tutelare la pubblica salute".

 

"Anziché finanziare informazione, costi e prevenzione – conclude il segretario politico di Casa Autonomia – la Lega al governo del Trentino ha preferito 'fumarsi' dieci milioni di euro in un concertone o bloccarne molti di più in promesse di campi da calcio e piste olimpioniche da pattinaggio per tutti. Siamo in tanti a ritenerlo non più accettabile".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 06 agosto | 20:15
Dal Trentino al Veneto, una panoramica sulla difficile situazione idrica in quota. Abbruscato: “Il problema principale legato all'utilizzo dei [...]
Cronaca
| 06 agosto | 21:21
Sono stati i tre amici che si trovavano con lui ad allertare i soccorsi: l'elicottero Falco 1 ha raggiunto le coordinate indicate e provveduto a [...]
Cronaca
| 06 agosto | 18:22
La ragazza, a una quota di circa 2.600 metri, sotto Cima di Valbona, nel gruppo del Latemar, è scivolata lungo un pendio, precipitando da un [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato