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Aumenti costi energia e gas, l'allarme del Comune di Trento: ''Senza interventi forti, sarà difficile garantire i servizi ai cittadini''

L'economia di guerra sta avendo forti ripercussioni anche sul capoluogo. Il sindaco Ianeselli ha spiegato che a fronte di circa 7 milioni di euro si spese tra energia e gas (per mense asili e scuole materne, illuminazione pubblica, riscaldamenti e condizionatori etc) gli aumenti per le casse pubbliche potrebbero essere superiori al milione di euro e quindi sono a forte rischio diversi servizi

Di Marco Todarello - 14 March 2022 - 17:45

TRENTO. ''In assenza di interventi forti, sarà difficile garantire i servizi'', il sindaco di Trento Franco Ianeselli non ci gira troppo intorno. Il problema c'è ed è molto concreto: l'amministrazione comunale nello stato in cui siamo potrebbe avere grossi problemi a garantire il livello di servizi attuali per i cittadini a causa degli aumenti dei costi dell'energia. Di cosa stiamo parlando? Mense degli asili nido e delle scuole dell'infanzia, riscaldamento negli edifici pubblici, illuminazione anche delle strade.

 

Circa 7 milioni di euro è il peso dei costi energetici sul bilancio comunale e a incidere di più (4 milioni di euro) è la cosiddetta “gestione calore”, che poi comprende sia il riscaldamento sia il condizionamento estivo. Quasi 1,2 milioni di euro è il costo dell’energia per l’illuminazione pubblica: un dato in progressivo calo perché da tempo, già da prima dell’emergenza energetica, l’Amministrazione comunale sostituisce ogni anno dai 300 ai 400 vecchi lampioni con nuovi punti luce a led, che garantiscono un risparmio di circa il 50 per cento.

 

Poi ci sono i costi dell’energia elettrica degli edifici pubblici (un milione e 500 mila), soprattutto scuole, ma anche uffici e sedi di associazioni. Infine c’è il gas per le cucine di nidi e scuola infanzia e (da settembre 2021) per il Tempio crematorio: in questo caso il costo è di circa 80 mila euro.

 

I costi energetici del Comune sono stati esaminati attentamente dalla Giunta, che stamattina ha cercato di valutare anche l’incidenza dei rincari previsti nel 2022: si potrebbe trattare di una cifra consistente, dell’ordine di qualche milione di euro. Da qui la decisione di cercare di contenere i consumi adottando tutti gli accorgimenti possibili. “Ogni settore dell’Amministrazione comunale sarà impegnato nelle prossime ore a individuare degli obiettivi di miglioramento – ha spiegato il sindaco Franco Ianeselli durante la conferenza stampa post Giunta –. Fino ad aprile i riscaldamenti restano accesi, dunque dovremo cercare di agire sugli orari di accensione e sui gradi. Poi, in estate, quando si accende l’aria condizionata, valuteremo la situazione edificio per edificio: sicuramente in alcuni palazzi si può fare a meno del condizionamento, per esempio nell’aula del consiglio comunale, dove l’estate scorsa faceva anche troppo freddo”.

 

Secondo il sindaco, al di là delle azioni simboliche che però non comportano risparmi effettivi, ci sono esigui margini di manovra sull’illuminazione pubblica: “Non possiamo spegnerla per ragioni di sicurezza – ha spiegato Ianeselli –. Per fortuna veniamo da anni di investimenti sugli impianti a led, che consentono risparmi fino al 50 per cento. Anche sull’efficientamento degli edifici pubblici è stato fatto molto grazie alla coibentazione e al fotovoltaico per produrre energia e sono già in programma altri interventi in questo senso”.

 

Certo è che con gli aumenti che si profilano all’orizzonte non sarà facile far quadrare i conti. “Il prossimo non sarà un bilancio ordinario – conclude il sindaco – In assenza di interventi forti, sarà difficile garantire i servizi. Per questo fin da ora dobbiamo attuare ogni iniziativa utile al risparmio”.

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