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Ospedali soffocati dai rincari, l'Apss: ''In un anno spese cresciute di 17 milioni di euro''. A Bolzano nel 2021 si segnava già un +70% sui costi dell'energia. L'analisi di Nomisma

Sia in Trentino che in Alto Adige le Aziende sanitarie fanno i conti con importi di energia e gas schizzati alle stelle. L'Apss per fine anno stima un aumento per quanto riguarda le utenze di 15 milioni di euro (più 2 milioni per la gestione). Negli ultimi mesi diversi fornitori di beni e servizi hanno richiesto un adeguamento dei prezzi agli indici Istat con aumenti che vanno dal 15 al 30%

Di G.Fin - 15 settembre 2022 - 06:01

TRENTO. Importi delle utenze al di fuori di ogni previsione, gare andate deserte e fornitori che richiedono un adeguamento dei prezzi. E' una situazione difficile anche dal punto di vista economico quella che sta affrontando l'azienda sanitaria in Trentino. 

 

Proprio a fronte dei rincari energetici l'Apss nei prossimi giorni è pronta a pubblicare, come altre strutture provinciali, una circolare con all'interno i comportamenti da tenere per riuscire in qualche modo a contenere i consumi energetici. Quello della Sanità, però, è un settore molto particolare, “In ospedale, la riduzione nell'utilizzo dell'energia elettrica è difficilmente comprimibile, gli standard di gestione non permettono di avere risparmi energetici, nemmeno dal punto di vista di un grado in meno per il riscaldamento” spiega a il Dolomiti Sara Girardi direttrice amministrativa dell'Apss. 

 

I DATI 
Anche gli ospedali temono gli effetti dei rincari dell'energia perché vanno a stravolgere completamente i bilanci delle aziende rischiando anche di mettere a rischio, in alcuni casi la capacità di erogare dei servizi. 

Non molti giorni fa, a lanciare l'allarme è stata la Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso). "Occorre un contributo adatto a garantire la copertura totale delle spese aggiuntive per la bolletta in maniera da poter sterilizzare nei bilanci gli effetti del costo extra dell'energia così come già fatto peraltro per l'emergenza Covid", ha detto il presidente Giovanni Migliore.  

 

Il Trentino Alto Adige non è immune agli aumenti che si stanno registrando nel settore Sanitario a causa dei rincari. Lo confermano sia l'Azienda sanitaria di Bolzano che quella di Trento mostrando  anche che gli aumenti partono da prima del 2022.  E' il caso dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige che già l'anno scorso ha registrato rincari di non poco conto.  “L'aumento dei costi relativi all’energia si è già notato nel bilancio 2021”  spiegano a il Dolomiti dall'Azienda altoatesina. “Rispetto all'anno precedente (2020) – continuano -  i costi per l'elettricità sono aumentati di circa 5,99 milioni di euro, pari a un incremento del 72%. La spesa per il gas è aumentata di 1,73 milioni di euro, con un incremento del 57,53%” . 

 

In Trentino i dati di questi mesi sono altrettanto allarmanti. “Nel 2022 – spiega la direttrice amministrativa dell'Apss -  abbiamo sicuramente visto un incremento importante legato alla componente delle utenze. Su questo fronte a marzo avevamo fatto una stima di un incremento medio a fine anno di circa 3 milioni. In questo momento dell'anno quell'area di conto economico ci porta invece ad una stima di incremento, per quanto riguarda le bollette, intorno ai 15 milioni. A questa cifra vanno aggiunti poi 2 milioni di spese collegate alla gestione delle utenze che ci portano ad un aumento totale di circa 17 milioni di euro”.

 

Particolarmente impattante per i costi affrontati dall'Azienda sanitaria è il venir meno delle convenzioni Consip alle quali l'Apss, come ente pubblico, accedeva e che permettevano la forniture delle utenze a prezzi fissi. “Da maggio – spiega Girardi – il mercato non ci propone più prezzi fissi e tutto è collegato alla variabilità del mercato”. 

 

Per capire gli aumenti che si stanno affrontando basta prendere in mano le bollette dell'energia elettrica di luglio. Sia nel 2020 che nel 2021 l'Apss per quel mese aveva un importo da pagare in media di 500 mila euro. La cifra, nel luglio 2022 è balzata a circa 2 milioni di euro. “Non abbiamo margine di manovra in termini di contrattazione” spiega la dirigente dell'Apss che però annuncia come l'Azienda nei prossimi giorni pubblicherà una circolare ad hoc nella quale saranno indicati i comportamenti atti a ridurre gli sprechi. 

 

“Usciremo con una circolare per riuscire a ridurre gli sprechi dove è possibile, nei settori svincolati dalla parte ospedaliera. Punteremo a sensibilizzare il personale” spiega la responsabile del settore amministrativo. Non sarà però semplice. “I nostri edifici – spiega – sono vecchi  e sarà difficile avere dei risultati immediati”. 

 

Ma a preoccupare l'Apss non solo il fronte delle bollette dell'energia elettrica e del gas. Negli ultimi mesi, infatti, diversi fornitori di beni e servizi hanno richiesto un adeguamento dei prezzi agli indici Istat con aumenti che vanno dal 15 al 30%. Ci sono state richieste di adeguamento dei prezzi per quanto riguarda anche la fornitura dei generi  alimentari con variazioni che vanno dal 5 all'8%. E lo stesso per quanto riguarda i dispositivi medici dove i prezzi (in crescita del 15 – 25%)  sono stati colpiti soprattutto dall'incremento dei costi per il trasporto e delle materie come la plastica. 

 

Particolarmente delicata è poi la questione dello smaltimento dei rifiuti dove, ovviamente, non mancato le conseguenze derivante dall'aumento del prezzo dell'energia. “Abbiamo fatto una gara – spiega Sara Girardi – che però è andata deserta perché il prezzo base di gara proposto non era rispondente al mercato. Per poterlo adeguare abbiamo fatto una indagini di mercato decidendo poi una base d'asta maggiorata del 35%”.

 

L'ANALISI
“Oggi i prezzi massimi dell'energia dovremmo averli già raggiunti. La situazione si sta riequilibrano sul lato della domanda che sta calando perché, purtroppo, siamo entrati in una fase di recessione”. Usa queste parole il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli

In merito agli aumenti che si sono registrati in tutti i settori, le prime avvisaglie si sono avute già nel 2020 dovute soprattutto alla pandemia e a questioni organizzative. “Il grosso degli aumenti – spiega il responsabile di Nomisma Energia – li abbiamo registrati a partire dalle seconda metà del 2021”. 

 

Aumenti dovuti a cosa? “Incrementi – spiega Tabarelli – derivanti  dalle aspettative riguardanti la Russia con l'ammasso delle truppe ai confini e i timori che ci potesse essere una riduzione  dell’arrivo del gas all'Europa”. 

 

Nei prossimi mesi, spiega sempre Nomisma, gli importi delle bollette continueranno ad essere alti perché riflettano ovviamente  ancora aggiustamenti della scorsa estate. “Siamo però fiduciosi per il prossimo anno – continua Davide Tabarelli – anche se è bene precisare che mai avremmo pensato di arrivare ai livelli che stiamo vedendo.  Nei prossimi mesi ci potranno essere dei razionamenti ed è quindi fondamentale una programmazione per evitare di toccare quei servizi, come quelli Sanitari, fondamentali”. 

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