Costi insostenibili, imprese in fuga dagli appalti, a rischio anche le opere finanziate dal Pnrr. Basso: ''Ritocchi insufficienti al prezzario Pat. Ci sono rincari del 130%''
Le aziende si trovano a fare i conti con rincari insostenibili sulle materie prime. L'Ance Trento guarda ora al futuro prezzario che dovrà entrare in vigore per il prossimo anno: "Stiamo parlando con la Provincia per gli adeguamenti. Il nostro timore è che non si arrivi in tempo"

TRENTO. Per la nuova sede dell'Istituto Pertini di Trento la gara d'appalto era di circa 20 milioni di euro finanziati come opera Pnrr. Una gara aperta dove però nessuna azienda ha deciso di partecipare. E' andata deserta. E non è l'unica. Altre situazioni simili si sono verificate nel comparto dei lavori stradali.
Ci sono bandi a cui partecipa una sola azienda che a fatica cerca di andare avanti. Lavori che ad un certo punto vengono bloccati perché la società non ha più soldi. Problemi che stanno avvenendo anche in Trentino. Problemi che rischiano di travolgere la concretizzazione di una parte delle opere finanziate attraverso il Piano nazionale ripresa resilienza.
Proprio nelle scorse ore da parte dell'Ance, l'Associazione Nazionale Costruttori Edili, è stato lanciato un nuovo appello: “Sono momenti decisivi per evitare che, a causa della corsa folle dei prezzi delle materie prime, subita dal settore ormai da quasi due anni, e del caro energia, si blocchino i cantieri in corso, sia pubblici che privati, con gravi ripercussioni economiche e sociali”.
Stiamo già assistendo, purtroppo, a tutto questo. “Al Pertini abbiamo avuto una gara aperta da 20 milioni di euro e nessuna azienda ha partecipato. Ha fatto notizia per l'importo elevato ma la stessa situazione la troviamo anche in altri casi” spiega Andrea Basso dell'Ance Trento. Le difficoltà riguardando solo una parte delle opere finanziate dal Pnrr. Quella parte che, a differenza dei lavori Rfi, non ha visto un adeguamento del 25 – 30% per andare incontro all'aumento dei costi.
E le difficoltà non sono solo in Trentino ma si stanno registrando in tutto il Paese, da Milano, Bologna fino a Messina e Catania. Le aziende si trovano a fare i conti con un aumento insostenibile delle materie prime. Una crescita talmente fuori controllo che non permette ad una società di fare previsioni e nemmeno di assumere nuovi lavori perché il rischio è anche il fallimento.
“E' una problematica reale – spiega a il Dolomiti Basso – e credo che avremo anche altre gare che andranno deserte”. Ci sono molti progetti che dovranno essere approvati nei prossimi mesi e poi mettere a gara e che sono già in sofferenza a causa dell’aumento dei prezzi. Difficile capire quello che accadrà.
Ma di una cosa, al meno in Trentino, si è certi: il prezzario che è stato adattato a livello provinciale è inadeguato e sta creando non pochi problemi. Lo conferma anche l'Ance Trento che già in passato aveva sottolineato il problema che però non sembra essere stato risolto dalla Pat. E questo va a stringere il cappio attorno alle aziende assieme alla tanta burocrazia.
“Il prezzario – spiega Andrea Basso – non è stato adeguato nel momento in cui c'era la possibilità di farlo questa estate. Abbiamo assistito solo ad un aumento medio minimo di una piccolissima percentuale che è stata inferiore al 5% nella parte civile dei costi”. Ben differente, invece, quello che è stato fatto in Alto Adige. Qui gli aumenti medi sono stati “del 15% superiori ai nostri e significa una differenza che si aggira attorno al 20%”.
E tutto questo con aumenti delle materie che nel corso dei mesi sono state davvero insostenibili. Parliamo del ferro aumentato del 130%, il legno con rincari di oltre il 70% fino ad arrivare al cemento che ha avuto incremento che si aggira sul 20%. “Ogni materiale – spiega Basso – ha avuto un aumento che però non è lineare e non è uguale nelle diverse zone. E' davvero triste lavorare in questo modo”.
La richiesta che arriva ancora una volta all'Ance è quella di un giusto adeguamento del prezzario. “Richiamo di avere lavori bloccati, rallentati o addirittura, come è già successo, altre gare deserte” – conclude Basso. “Stiamo ora parlando con la Provincia per chiedere gli adeguamento al prezzario che esce per il prossimo anno ma il timore è tanto che non si arrivi in tempo”.


















