Ristoratori e albergatori, cresce la preoccupazione. Peterlana: ''L'estate si chiude con un meno 20%. Inutile nasconderlo: saranno in tanti a chiudere''
Il presidente della Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici del Trentino spiega le difficoltà di un settore che dopo un'estate non da tutto esaurito si prepara ad affrontare l'inverno con sempre più problematiche da superare: ''Partiamo dalla busta paga. Il dipendente vuole, giustamente, un’adeguata retribuzione e, attualmente, il costo del lavoro per il titolare è insostenibile. Dunque è necessario un abbattimento del cuneo fiscale. Poi c’è il concetto di flessibilità, aspetto che si è decisamente acuito dopo la pandemia ma, capirete anche voi, che nell’ambito della ristorazione non si può essere flessibili''

TRENTO. Chiuso non per ferie, ma per fine attività. Il costo del lavoro che ormai ha raggiunto livelli altissimi (e potrebbe aumentare), la difficoltà a reperire forza lavoro (e non solamente specializzata: ormai tantissimi cercano anche i “prima esperienza” pur di avere il personale), i costi delle materie prime che salgano (vanno su benzina e gasolio e, dunque, anche il trasporto pesa molto di più) fanno sì che tante attività decidano di alzare bandiera bianca. Meglio dire “basta” prima di fare “crac” anche perché il futuro immediato non appare roseo.
Il problema è acuito nel campo della ristorazione e nel settore alberghiero dove le difficoltà si moltiplicano. La stagione estiva è quasi conclusa, ma alle porte (si parla di appena un paio di mesi) vi è quella invernale, che non potrà essere affrontata nelle medesime condizioni. Impossibile pensare che le cose possano cambiare nel breve tempo, ma servono interventi rapidi e un segnale forte a chi, tra mille complicazioni, cerca di andare avanti.
“La situazione non è certamente rosea - spiega Massimo Peterlana, presidente della F.I.E.P.eT (Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici) -. Basti pensare che la stagione estiva si sta chiudendo con un 20% in meno di presenze. È vero che l’estate 2022 era stata eccezionale, ma dobbiamo prendere atto che i turisti spendono meno e i risultati sono evidenti, a fronte di costi sempre più elevati per titolari. D’altronde, dopo due anni di pandemia è arrivata la crisi energetica, poi c’è stato l’aumento del costo dei carburanti e adesso bisogna fare i conti con i mutui che sono raddoppiati. Così facendo si terrà sotto controllo l’inflazione, ma la conseguenza è che le persone hanno meno disponibilità di spesa e quest’anno hanno risparmiato sulle vacanze”.
Dunque, il titolare di un bar, un esercizio, un albergo come fa a sopravvivere?
È inutile girarci troppo attorno: saranno in tanti a chiudere. C’è chi proprio non ce la fa ed è costretto e chi, invece, è esasperato da questa situazione e preferisce dire “basta”. È umano, più che comprensibile. L’alternativa è riuscire a trasformarsi ma, ovviamente, tale processo va a discapito dei servizi offerti. Faccio un esempio: un albergo sceglie di diventare un garnì per abbattere i costi, passando dunque dalla pensione completa al semplice pernottamento e prima colazione. I costi legati al personale calano, ovviamente ma, allo stesso tempo, anche l’offerta viene ridimensionata. Un altro esempio: ci sono strutture che scelgono di non avere più il servizio di reception notturno, ovviando con una chiave elettronica ma, a quel punto, capirete anche voi che il servizio offerto è diverso. Oppure penso al titolare di un ristorante, che limita la propria offerta togliendo l'aperitivo e dedicandosi esclusivamente alla somministrazione di pasti. Meno personale vuol dire meno costi, ma questo non può essere il destino”.
Poi c’è il problema legato al personale: tantissime attività lamentano il fatto di non riuscire a reperire lavoratori.
È così, assolutamente, e il problema non è solamente legato alla nostra provincia, ma a tutta Italia per non dire l’intera Europa. Le cause sono molteplici e di queste bisogna prendere atto per trovare delle soluzioni. Partiamo dalla busta paga. Il dipendente vuole, giustamente, un’adeguata retribuzione e, attualmente, il costo del lavoro per il titolare è insostenibile. Dunque è necessario un abbattimento del cuneo fiscale: il Governo ha annunciato che provvederà in autunno, ma bisogna fare in fretta, perché siamo già in ritardo. Poi c’è il concetto di flessibilità, aspetto che si è decisamente acuito dopo la pandemia ma, capirete anche voi, che nell’ambito della ristorazione non si può essere flessibili e, dunque, la soluzione - gioco forza - è magari quella di avere due dipendenti e non più uno che si alternino nei vari orari. In altri ambiti è stato possibile adottare lo smart working, che ha certamente rivoluzionato il modo di lavorare, ma per noi non può esistere. Altro tema fondamentale per il Trentino è quello legato all’ospitalità dei lavoratori stagionali, una risorsa fondamentale per il nostro territorio, sempre di più anche nell’ambito della ristorazione. Ebbene: dove stanno? Gli appartamenti sono sempre meno, considerato anche che negli ultimi anni sono nati tantissimi B&B, quelli disponibili costano un occhio della testa e dunque che fare, considerando che non tutti, anzi pochi, possono permettersi di ospitarli all’interno delle proprie strutture?
Una possibile soluzione a riguardo?
Abbiamo avanzato una proposta alla Giunta, quella di ristrutturare, a spese degli imprenditori, una serie di strutture in disuso presenti sul territorio - e ce ne sono -, dalle quali ricavare mini appartamenti da destinare ai lavoratori stagionali. La proprietà resterebbe pubblica, alla Provincia o al Comune di riferimento, ma con un contratto d’uso di 20-30 anni a favore dei titolari delle attività. Sarebbe un primo passo concreto per risolvere questo problema. Aspettiamo le elezioni, sperando di poter riprendere poi il dialogo in maniera produttiva.
Una cosa è certa: bisogna fare in fretta altrimenti la situazione rischia di peggiorare.
Come Confersercenti ci rendiamo conto che non riusciamo più a sviluppare, perché siamo concentrati e ci stiamo dedicando esclusivamente alla soluzione dei problemi e questo non va certamente bene. Servono risposte immediate: è una partita che va giocata subito perché da troppo tempo se ne parla senza fatti tangibili. Qualcosa è stato fatto, ma non può bastare. Ne va del futuro della nostra economia.


















