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| 11 dic 2022 | 23:21

Superbonus, caro materiale e crediti bloccati, in Trentino aziende edili allo stremo. Ance: ''Molte rischiano di non arrivare a fine anno''

Il settore delle costruzioni ha avuto un ruolo trainante negli ultimi anni ma ora il cambio di regole repentino sul superbonus, il caro materiali e il blocco della cessione dei crediti stanno mandando sul lastrico diverse attività. Andrea Basso: "E' una cosa davvero assurda''

Superbonus, caro materiale e crediti bloccati, in Trentino aziende edili allo stremo

TRENTO. I cambi al sistema del superbonus da un lato e lo stop ai crediti, rischiano di mandare a gambe all'aria moltissime imprese edili anche in Trentino. Lo conferma Ance Trento, l'associazione dei costruttori edili, guidata da Andrea Basso.

 

L'edilizia è molto importante per il nostro Paese. In questi due anni, il settore delle costruzioni ha avuto un ruolo trainante: più di un terzo dell’aumento del Pil è, infatti, legato alla crescita del settore, che ha creato 230.000 posti di lavoro. Questo andamento ha permesso di avere importanti entrate fiscali che hanno consentito anche di finanziare gli aiuti per imprese e famiglie: più del 30% dei maggiori introiti fiscali sono legate al settore.

 

Ora, però, tutta questa spinta rischia una brusca frenata e questo soprattutto per una mancanza di programmazione negli interventi messi in campo dal Governo che hanno colto quasi di sorpresa il comparto. “Il primo aspetto sono i cambiamenti che sono stati introdotti per il superbonus – spiega Basso – e che sono entrati in vigore dal 25 novembre. Proroga o non proroga cambia poco, non sono questi interventi da comunicare dando il tempo di una settimana. E' una cosa davvero assurda perché le imprese e gli stessi privati non hanno avuto il tempo di fare una programmazione”.

 

Molte persone che avevano intenzione di fare le ristrutturazioni si sono fermate e l'incertezza ora regna sovrana danneggiando in questo modo numerose imprese trentine alcune delle quali per fine anno rischiano addirittura di chiudere.

 

“E' una situazione grave e non può essere accettata da uno Stato che dovrebbe fare un minimo di programmazione. E' un disastro” spiega il presidente di Ance Trento. “Ci sono cittadini che hanno deciso di non fare più i lavori, c'è chi invece aveva preso una casa per ristrutturarla ed ora ha deciso di venderla. Siamo in una confusione enorme".

 

C'è la questione dei rincari sui materiali e soprattutto il blocco della cessione dei crediti fiscali per i cantieri già avviati. Il grido di allarme di famiglie e imprese ogni giorno è sempre più forte. Oggi ci sono migliaia di famiglie in seria difficoltà a causa dei debiti contratti e decine di migliaia di imprese che rischiano di fallire perché non riescono a trovare operatori finanziari in grado di acquistare i crediti generati.

 

Cna stima che ammontano a oltre 5 miliardi di euro i crediti nei cassetti fiscali delle imprese che hanno riconosciuto lo sconto in fattura e non monetizzati attraverso una cessione. Un volume raddoppiato rispetto alla scorsa primavera.

 

Emblematica la percentuale di imprese con cassetto fiscale pieno da almeno 5 mesi: era il 35% a maggio mentre oggi sfiora il 75%. Inoltre è aumentata la platea delle imprese che detiene crediti superiori a 100mila euro (dal 45 al 54,5% del totale). Una paralisi della cessione dei crediti fiscali che sta provocando pesanti impatti. 

 

“Occorre trovare subito il modo di sbloccare questa situazione. Molte imprese sono allo stremo anche in Trentino e il rischio e che per fine anno siano costrette a chiudere. Questo non è certo un bene per la nostra economia” conclude Basso.

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