Bonus edilizia, ''Molti cantieri salteranno e decine di aziende saranno in grave crisi'', allarme anche in Trentino per lo stop del Governo alla cessione del credito
Un grido che arriva dopo il drastico blocco delle cessioni dei crediti derivanti dai bonus edilizi e degli sconti in fattura approvato giovedì pomeriggio con un decreto dal Consiglio dei Ministri. L'Ance parla di “Grave crisi sociale ed economica per migliaia di famiglie e imprese"

TRENTO. “La situazione è grave, ci sono cantieri che salteranno e altre famiglie che non sapranno più cosa fare”. E' un vero e proprio grido di allarme quello che arriva dalle imprese edili del Trentino per bocca del presidente dell'Ance Andrea Basso. Un grido che arriva dopo il drastico blocco delle cessioni dei crediti derivanti dai bonus edilizi e degli sconti in fattura approvato giovedì pomeriggio con un decreto dal Consiglio dei Ministri.
Una doccia d’acqua gelida per tante piccole e medie imprese anche della nostra regione tanto che l'Ance nazionale parla di “Grave crisi sociale ed economica per migliaia di famiglie e imprese”. Se il Governo blocca l’acquisto dei crediti da parte degli enti pubblici, che si stanno facendo carico di risolvere un’emergenza sociale ed economica sottovalutata dalle amministrazioni centrali, senza aver individuato ancora una soluzione strutturale, migliaia di imprese rimarranno definitivamente senza liquidità e i cantieri si fermeranno del tutto con gravi conseguenze per la famiglie.
“Non posso credere che il Governo pensi di fermare il processo di acquisto dei crediti da parte delle Regioni senza prima aver individuato una soluzione strutturale che eviti il tracollo”, spiega la presidente nazionale Federica Brancaccio.
Il sistema era già in allarme per il protrarsi di una situazione di stallo che sta mettendo in ginocchio l’economia di interi territori. “Non sappiamo spiegarci – spiega Basso a il Dolomiti – il perché dal Governo arrivino tale scelte. Mi viene da dire che la programmazione non vive in Italia. Era nell'aria l'esistenza di una problematica, si poteva risolvere in altro modo e non cancellare tutto in questo modo dall'oggi al domani”.
Le aziende edili che già da tempo si trovano in difficoltà a causa dell'aumento delle materie prime ora sono davanti all'ennesima mazzata che rischia di mandarle a gambe all'aria e con conseguenze che andranno inevitabilmente a riflettersi su diverse famiglie.
“Tagliare la cessione dei crediti è una assurdità – continua il presidente dell'Ance Trento – e la nostra speranza è che nei prossimi giorni arrivi una qualche modifica. Il rischio è avere cantieri che non partiranno e aziende ferme”.
Un grido di allarme che viene condiviso anche dal Cna del Trentino Alto Adige con il presidente Claudio Corrarati che chiede “una soluzione immediata per evitare il crac” e definisce quello che sta accadendo “un incubo”.
“A livello nazionale – afferma Corrarati – sono 40 mila le nostre aziende che ora rischiano la chiusura, di queste decine anche sul nostro territorio. Si parla di circa 300 mila famiglie coinvolte in Italia. Bisogna trovare una soluzione e farlo anche in tempi stretti”. Con la decisione del Governo, spiega il Cna “Non si sta salvaguardando un settore che già ha pagato molto negli ultimi mesi per le continue modifiche. Imprese che tra l’altro stanno pagando a carissimo il prezzo per aver rispettato una legge dello Stato. Senza contare che il tutto si tradurrà anche nel blocco della tanto invocata transizione energetica”.












