Dormitori con "bollette triplicate", forte preoccupazione per l'accoglienza invernale: "Le richieste di aiuto sono in continuo aumento"
Quest'anno sarà introdotto un nuovo criterio: per i migranti che arrivano sul territorio e dichiarano di non fare la domanda di protezione internazionale viene data la possibilità di essere accolti nelle strutture di bassa soglia per 10 giorni. I posti letto messi in campo per il periodo invernale saranno simili a quelli dello scorso anno. Sono aumentare le richieste di aiuto da parte delle donne

TRENTO. Senzatetto in aumento, i posti nei dormitori di Trento e Rovereto rischiano di non bastare e soprattutto chi gestisce le strutture si trova a fare i conti con una esplosione dei costi che non ne rende facile la gestione.
“Abbiamo registrato un aumento delle richieste di aiuto ma anche un triplicare degli importi delle bollette e non è semplice riuscire ad affrontare tutto questo” ci spiegano alcuni responsabili delle strutture che a partire dal 2 di novembre metteranno in campo i posti letto invernali per i senzatetto.
Un piano, quello che prenderà il via fra qualche settimana, che dovrebbe ricalcare i numeri dello scorso anno, circa 230 posti letto complessivi per l'accoglienza delle persone senza dimora. Un piano che rischia però di essere anche quest'anno insufficiente perché accanto ai senza dimora presenti da anni sul territorio a chiedere aiuto sono anche diversi migranti.
LE STRUTTURE
Le associazioni e gli enti hanno fatto sempre il possibile per garantire il servizio ma nonostante questo andare avanti diventa di anno in anno sempre più difficile. C'è la bolletta dell'energia elettrica, quella dell'acqua e del gas. Conti che sono raddoppiati e per qualcuno addirittura triplicati.
Le strutture che svolgeranno un ruolo fondamentale saranno anche quest'anno Casa Bonomelli, Casa Maurizio e ancora Casa S. Giovanni, Casa Paola, Lavisotto, Casa della Giovine il Portico di Rovereto e altre.
Tutte strutture che dovranno nei prossimi mesi accogliere chi si trova a dormire al freddo e ha bisogno di un aiuto. E non saranno solamente i senzatetto.
I NUOVI ARRIVI E L'IMPATTO SULLE STRUTTURE DI BASSA SOGLIA
A partire da novembre dello scorso anno anche il Trentino è stato interessato da un fenomeno importante che è quello dell'aumento degli arrivi di persone, prevalentemente di nazionalità marocchina dai 20 ai 30 anni.
Non hanno un posto dove stare e decidono di non fare subito la richiesta di protezione internazionale. I motivi sono molti, primo fra tutti, si pensa, l'idea di non fermarsi per molto tempo.
“Questo fenomeno ha rappresentato sicuramente un aumento della pressione proprio sullo sportello accoglienza senza dimora “ spiegano dalla Fondazione Caritas Diocesana. Tanto da portare anche ad un cambio delle regole. A fronte di questi continui arrivi, infatti, si è deciso di dare anche a loro la possibilità di essere accolti nei dormitori trentini per un periodo di 10 giorni (al momento i non residenti sono accolti 30 giorni mentre i residenti 60 giorni).
Sono stati riservati, in questo caso, un totale di 12 posti letto nel circuito di bassa soglia: quattro alla Bonomelli, quattro a Casa San Giovanni e 4 al Lavisotto. E questo fenomeno andrà a pesare ulteriormente, nonostante i tempi brevi di accoglienza, sulle strutture di bassa soglia. Un maggior impegno che, visto l'andamento degli arrivi, proseguirà per tutto l'inverno.
Ad aumentare sono anche le richieste di aiuto che arrivano dalle donne. Se nella lista di attesa allo sportello accoglienza senza dimora la presenza femminile era pressoché assente, ora la situazione sembra cambiata. Nelle ultime settimane sono salite addirittura a 12 le donne in attesa di un posto dove dormire.













