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Trento
02 luglio | 20:16

Emergenza invisibile, donne richiedenti asilo senza un tetto: “Diritti negati, passano dal dormitorio alla strada senza un piano”. La Provincia corre ai ripari con 15 nuovi posti

Il fenomeno delle donne costrette a dormire in strada in passato registrava numeri abbastanza ridotti ma negli ultimi tempi ha visto, purtroppo, un aumento. L'allarme lanciato dall'Assemblea antirazzista e stato poi portato in consiglio provinciale. I 15 nuovi posti, ha spiegato a il Dolomiti il dirigente Antonio D'Urso, sono stati trovati tutti sul territorio della città di Trento 

Emergenza invisibile, donne richiedenti asilo senza un tetto

TRENTO. Donne senza un alloggio. Senza un posto al riparo dove dormire. Donne richiedenti protezione internazionale che si trovano a dormire in strada. È la triste realtà di un fenomeno che negli ultimi tempi è aumentato anche in Trentino, terra dove l'accoglienza si è fatta sempre più difficile e dove le criticità non riguardano più solo gli uomini.

 

A riportare l'attenzione sul problema nelle scorse settimane era stata la denuncia da parte dell'Assemblea Antirazzista (QUI L'ARTICOLO) che in una nota aveva spiegato come da oltre un anno si assista a "casi gravi e ripetuti" con molte donne sole, giovani e non, spesso senza rete familiare o supporto formale, che improvvisamente si ritrovano "senza un luogo dove dormire, escluse da ogni forma di accoglienza nonostante la loro condizione di vulnerabilità sia evidente e, in molti casi, formalmente riconosciuta". Il problema è da tempo noto, e un tema è quello delle strutture di accoglienza che appaiono insufficienti a fronteggiare l'emergenza.

 

“Si tratta di diritti negati per queste ragazze che passano dal dormitorio temporaneo alla strada senza alcun piano, senza comunicazioni chiare, senza presa in carico, sovente allontanate con un preavviso minimo e in assenza di un posto dove andare” ha affermato la consigliera provinciale Lucia Coppola che ha presentato sul tema un'interrogazione in Provincia.

 

Ed è proprio in risposta a questa interrogazione che la Provincia ha fatto sapere che, considerando l'aumento del fenomeno e delle richieste di alloggio, al fine di offrire accoglienza notturna alle donne in attesa di posto letto nei dormitori dedicati, dal mese di giugno è stata attivata una misura che prevede la possibilità di potenziare la disponibilità di accoglienza notturna, fino ad ulteriori 15 posti letto per donne senza dimora prive di sistemazione. “Si tratta di 15 posti – ha spiegato a il Dolomiti Antonio D'Urso, dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali – che assieme ai servizi sociali sono stati trovati in diverse strutture sul territorio di Trento”.

 

Una boccata d'ossigeno, ma difficilmente risolutiva, per riuscire ad affrontare i tanti problemi che ci sono e l'aumento delle richieste che associazioni ed enti stanno cercando di affrontare. Per quanto riguarda l’accesso delle donne richiedenti protezione internazionale ai servizi di bassa soglia, ha spiegato in aula l'assessore Mario Tonina, queste possono accedere al sistema sulla base degli stessi criteri grazie ai quali accedono tutte le altre donne senza dimora.

 

La durata dell’accoglienza nelle strutture adibite a dormitorio è di trenta giorni senza limiti alla presentazione della domanda. In presenza di eventuale lista d’attesa le donne restano in graduatoria e devono aspettare l’assegnazione del posto letto.

 

Ad oggi, nell’ambito dei progetti di accoglienza straordinaria, è presente un unico posto libero che avrebbe dovuto essere occupato in data 25 giugno 2025 da una donna richiedente protezione internazionale autorizzata che, tuttavia, non si è presentata agli sportelli degli uffici pubblici preposti e si è resa irreperibile. “Per quanto attiene alle altre 11 donne richiedenti protezione internazionale autorizzate dal Commissariato del Governo negli ultimi 4 mesi, queste sono risultate essere irreperibili o non più interessate all’accoglienza nell’ambito dei progetti ministeriali territoriali”.

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