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Trento
18 ottobre | 09:36

"E' un fallimento delle istituzioni nel dare risposte concrete", allarme per l'accoglienza donne in Trentino: "In tante costrette a dormire all'addiaccio"

A chiedere un intervento da parte delle istituzioni è il presidente di Arborea, Luigi Torboli: “Le strutture nel comune di Trento come 'Casa della Giovane' e 'Casa Paola' non hanno posti letto sufficienti”

"E' un fallimento delle istituzioni nel dare risposte concrete"

TRENTO. Sono donne richiedenti asilo, donne in fuga da situazioni di violenza, sfrattate o in grave disagio e ci state anche donne che si trovano nell'accoglienza di bassa soglia e che stanno portando avanti anche una gravidanza con tutte le complicazioni che si possono creare. 

 

L'accoglienza per le donne in Trentino si fa sempre più difficile. Pochi giorni fa era una decina quelle che stavano cercando un posto al caldo dove dormire e che erano costrette a dormire in strada.  (QUI L'ARTICOLO)

 

A lanciare l'allarme, questa volta, è il gruppo Arborea. “Le strutture nel comune di Trento come 'Casa della Giovane' e 'Casa Paola' non hanno posti letto sufficienti”. A Rovereto, invece, purtroppo, non esiste una struttura a bassa per l'accoglienza femminile.

 

“Abbiamo contatto il vescovo Tisi per chiedere un atto di misericordia per queste donne, proponendo che attivi la Caritas, apra gli oratori, coinvolga tutte le persone di buona volontà che si impegnano nelle parrocchie e nei centri Caritas.

 

Una lettera è stata scritta anche al governatore Fugatti per chiedere l’immediato intervento per l'emergenza alloggiativa  con l'attivazione della Protezione Civile e al sindaco di Trento, Franco Ianeselli” ha spiegato il presidente di Arborea, Luigi Torboli. 

 

Fino ad oggi le soluzioni messe in campo, purtroppo, non sono servite a migliorare la situazione. Negli scorsi mesi erano stati messi in campo due interventi: l’aumento dei posti letto (16 a Casa Paola) e la modifica dei criteri di accesso.

 

Misure che però si sono rivelate un tampone momentaneo. Dopo un primo calo delle richieste, infatti, la lista si è di nuovo gonfiata. 

 

“Quello che ci troviamo davanti – conclude Torboli – è un fallimento delle istituzioni nel dare risposte concrete: l’inerzia e il conflitto tra gli enti giocando alla burocrazia obbliga donne a dormire in strada anche questa notte mentre noi e chi ha il potere di attivare dormiamo in un letto”.

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