Costi di gestione in aumento, rincari dell'energia e calo demografico, uno tsunami rischia di abbattersi sulle scuole d'infanzia. Coesi: ''Diverse strutture a rischio chiusura''
Tra le soluzioni prospettate per affrontare il tema del calo nascite quella di integrare nidi e materne. Il presidente Bonazza all’assemblea dell’associazione: "condivisibile il disegno di legge di Masè"

TRENTO. Da un lato l'aumento dei costi di gestione con i rincari energetici che si fanno sentire sempre di più. Dall'altro il progressivo calo di nascite anche in Trentino che sta mettendo a rischio la vita di diverse strutture. Sono queste le due preoccupazioni principali che sono emerse dall’assemblea annuale di Coesi, Comunità Educativa Scuole Infanzia, l’associazione che riunisce 16 “materne”, alla quale si è unita ultimamente anche la scuola dell’infanzia di Serso.
A evidenziare i due problemi che toccano peraltro tutte le 226 scuole dell’infanzia del Trentino, è stato il presidente Diego Bonazza nella sua relazione introduttiva assicurando che per quanto riguarda il rincaro delle bollette soprattutto del metano da riscaldamento ma anche elettriche, che gravano pesantemente sui bilanci delle scuole, “Coesi si renderà parte attiva nei confronti della Provincia per cercare soluzioni tempestive”.
IL CALO DEMOGRAFICO
Il tema del calo delle nascite è uno dei più sentiti per quanto riguarda le scuole dell'infanzia che guardano con molta attenzione al disegno di legge, già presentato in Quinta Commissione intitolato “Istituzione del sistema integrato di educazione e istruzione per l’infanzia”, attraverso il quale verrebbero fissati alcuni principi e indicati interventi che, se attuati, darebbero un futuro sia alle scuole dell’infanzia sia ai nidi del Trentino.
La normativa tende a promuovere un innovativo progetto di collaborazione tra nidi e materne pur rispettandone fino in fondo le differenze e inserendosi nelle leggi esistenti senza stravolgerne l’impianto. “L’obiettivo – ha ricordato Bonazza – è superare l’ancora molto limitato grado di continuità tra i due ambiti educativi con un approccio organizzativo e pedagogico adeguato con nuove composizioni di gruppo tra bambini, che non siano solo sporadiche come quelle attualmente realizzate a fine anno”.
Si tratterebbe da un lato di differenziare le proposte in base alle età ma al tempo stesso di integrarle in un percorso omogeneo abbattendo schemi e barriere che appartengono al passato.
“Proprio perché siamo in tempi profondamente problematici sotto il profilo della natalità – ha proseguito il presidente di Coesi – ci troviamo con strutture a rischio di chiusura e territori che saranno sprovvisti di servizi che non potranno mai nascere per via della insostenibilità numerica e finanziaria. Non possiamo e non vogliamo impoverire il tessuto sociale e soprattutto quello periferico”.
Da qui lo sguarda verso il disegno di legge ora fermo in Quinta Commissione visto come “una possibile risposta aprendo la strada a un utilizzo flessibile delle strutture delle scuole dell’infanzia i cui spazi permettono di ospitare servizi di continuità pedagogica con i nidi”.
“Si riuscirebbe così – ha concluso Bonazza - a ottimizzare la disponibilità degli immobili evitando di costruirne di nuovi che nel giro di pochi anni rischierebbero di rimanere inutilizzati. E si inizierebbe finalmente a materializzare il progetto di riforma del sistema educativo 0-6 anni di cui si parla da anni”.














