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Trento
04 marzo | 16:19

Accorpamento servizi per l'infanzia 0-6 anni, il no delle Cooperative al ddl Masè: "A rischio i nidi, venga rinviata la discussione"

La Federazione insieme a 5 cooperative sociali trentine esprime forte preoccupazione riguardo al ddl in discussione da martedì prossimo in Consiglio provinciale: "L'infanzia è un bene prezioso. Da essere uno strumento per l’integrazione da zero a sei anni passa ad essere uno strumento che schiaccia il sistema zero-tre anni a favore della scuola dell’infanzia"

di F.C.

TRENTO. E' forte la preoccupazione da parte del mondo della cooperazione sociale trentina per disegno di legge della consigliera Vanessa Masè (La Civica) che prevede l'accorpamento di scuole materne e asili nido. "Si rischia di chiudere i servizi per l'infanzia da zero a tre anni", è il messaggio della Federazione Trentina della Cooperazione e di 5 cooperative sociali che hanno inviato un documento alla consigliera per chiedere una "pausa di riflessione".

 

Arriva oggi (4 marzo) il messaggio per esprimere la propria contrarietà al ddl, in discussione da martedì prossimo in Consiglio provinciale. Il pericolo, sottolinea la Federazione, è la compressione dei servizi di asili nido (0-3 anni) a vantaggio delle scuole materne (3-6 anni). "La riscrittura di parti importanti del testo da parte della Quinta Commissione legislativa -  affermano le cooperative sociali che gestiscono servizi per la primissima infanzia - compromette ad oggi la buona valutazione data in una fase di primo ascolto della proposta di legge. A lungo termine a rischio la sostenibilità dei nidi".

 

Non è bastato il dialogo con Masè che nella sua originaria stesura era stato promosso da parte della Cooperazione. "La sorpresa è arrivata dopo - commenta la Federazione -, con la versione definitiva del testo corretta dalla Quinta Commissione permanente del Consiglio, che stravolgerebbe completamente lo schema di integrazione dei servizi alla prima infanzia nella fascia da zero a sei anni che era stato presentato nella precedente stesura".

 

Per questo la Federazione, insieme alle cooperative sociali Bellesini, Città Futura, La Coccinella, Pro.Ges. Trento, Tagesmutter del Trentino Il Sorriso che gestiscono servizi di asili nido, hanno inviato alla consigliera Masè un documento in cui si chiede una pausa di riflessione: "L'infanzia è un bene prezioso – affermano le cooperative – e bene ha fatto la consigliera Masè con il ddl a considerare tutte le sfumature legate agli aspetti educativi 0-6: famiglie, bambini, operatori, serve a collocare il sistema integrato all'interno di una visione comune di educazione all'infanzia".

 

Nel testo emendato però "si registra uno spostamento del focus: da essere uno strumento per l’integrazione da zero a sei anni passa ad essere uno strumento che schiaccia il sistema zero-tre anni a favore della scuola dell’infanzia. Si annacqua nel testo emendato il carattere coraggioso della prima stesura che dava pari dignità allo zero-tre e al tre-sei nell’ottica dell’integrazione di competenze e ruoli e nell’accogliere la sfida di individuare nuove figure professionali per il servizio integrato emergente".

 

Entrando nello specifico, la riscrittura integrale del punto 2 fa sì che il ddl "perda la sua dimensione integrativa del disegno zero-sei a vantaggio di un protagonismo rinnovato della scuola dell’infanzia e di un ridimensionamento del valore pedagogico del servizio zero-tre".

 

Un punto di grande criticità. "Nel lungo periodo, a fronte della diminuzione della natalità, verrebbe minata la sostenibilità dei servizi zero – tre anni fino a determinarne la chiusura, compromettendo quindi proprio quello che è lo spirito che in origine ha mosso il disegno di legge, quindi garantire il diritto alla cura e all’educazione sin dalla nascita".

 

Inoltre, concludono le cooperative, "nel testo emendato non si ritrovano i caratteri di innovazione rispetto alla formazione iniziale e ai titoli di accesso come era stato formulato nel primo testo di leggete. Elementi questi indispensabili data la crisi occupazione che il settore educativo sta vivendo con l’emergenza nel reperimento di personale qualificato".

 

Nonostante il documento si concluda con la "rinnovata stima per quanto fatto dalla consigliera Masè", rimane forte l'invito ad accogliere le istanze delle cooperative, impegnate da quasi 30 anni nell'offrire percorsi educativi di qualità alla primissima infanzia, e procrastinare i tempi di discussione della legge in aula.

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