Chiuse le indagini per l'omicidio di Laura Ziliani: secondo gli inquirenti sono state le figlie
A un anno dalla scomparsa dell'ex vigilessa bresciana, svanita nel nulla l'8 maggio scorso ed il cui cadavere è stato ritrovato tre mesi dopo, è stato depositato l'avviso di chiusura delle indagini in merito all'omicidio di Laura Ziliani: mentre due delle tre figlie (ed il fidanzato della maggiore) rimangono in carcere, accusati di omicidio e occultamento di cadavere
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BRESCIA. È passato quasi un anno da quando Laura Ziliani è scomparsa nel nulla, l'8 maggio scorso, a Temù: mentre due delle tre figlie dell'ex poliziotta bresciana (ed il fidanzato della maggiore) rimangono in carcere con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere, l'attività investigativa sul caso si avvia alla conclusione.
Come riporta il Giornale di Brescia infatti, la pm Caty Bressanelli ha depositato l'avviso di chiusura delle indagini sull'omicidio di Ziliani: per gli inquirenti i responsabili del crimine sarebbero due delle tre figlie della donna (Paola e Silvia Zani, di 20 e 27 anni) ed il fidanzato della maggiore, Mirto Milani.
Come detto, i tre sono in carcere dal 24 settembre scorso e già entro l'estate la Procura potrebbe chiedere il rinvio a giudizio. Secondo una delle ipotesi più accreditate, l'ex vigilessa sarebbe stata soffocata mentre dormiva sotto effetto di ansiolitici, forse con un cuscino. Il cadavere della donna è stato poi ritrovato esattamente tre mesi dopo la scomparsa, tra la vegetazione nelle vicinanze del fiume Oglio.
A lanciare l'allarme in un primo momento era stata proprio la figlia maggiore e le ricerche in tutta la zona sono andate avanti per settimane senza esito. Secondo quanto emerso, la donna sarebbe verosimilmente stata narcotizzata nella notte tra il 7 e l'8 maggio di un anno fa con l'utilizzo di un forte ansiolitico (benzodiazepine) e poi uccisa mentre dormiva, incapace di reagire a causa dell'effetto dei farmaci.

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