Contenuto sponsorizzato
| 25 nov 2022 | 15:52

Omicidio di Laura Ziliani, le figlie e Mirto l'avrebbero avvelenata con un muffin e poi soffocata e strangolata con un cavo elettrico

Ieri in udienza alla Corte d'Assise di Brescia ha parlato il compagno di cella di Mirto al quale l'indagato avrebbe raccontato per filo e per segno il macabro omicidio compiuto nell'estate del 2021

Omicidio di Laura Ziliani, le figlie e Mirto l'avrebbero avvelenata con un muffin e poi soffocata e strangolata con un cavo
di Redazione

BRESCIA. L'avrebbero prima avvelenata con un muffin con dentro del benzodiazepine e poi l'avrebbero soffocata con un sacchetto di plastica e strangolata con un cavo elettrico. Poi, spogliata e vestita con della lingerie, è scattata l'operazione occultamento del cadavere. Sono questi alcuni dei passaggi agghiaccianti della vicenda che riguarderebbe la morte di Laura Ziliani l'ex vigilessa trovata morta in una buca scavata nei pressi del fiume Oglio. Una buca realizzata dai tre indagati: le due figlie Paola e Silvia Zani e il fidanzato di quest'ultima ma pare anche l'amante della prima Mirto Milani.

 

Il processo va avanti da mesi e ieri in udienza a Brescia è toccato a un testimone, il compagno di cella di Mirto, che avrebbe appreso dallo stesso indagato i dettagli della vicenda. Sin dall'inizio delle indagini si sapeva che l'ex vigilessa bresciana era stata soffocata mentre dormiva sotto effetti di ansiolitici, forse con un cuscino: era questa una delle ipotesi più accreditate sin dall'inizio delle indagini. Il testimone sentito ieri in Corte d'Assie ha aggiunto dei dettagli alla vicenda che aiuterebbero a capire.

 

La donna dormiva perché avvelenata con un muffin con dentro benzodiazepine (tra l'altro dal ricino in una torta alle benzodiazepine in un muffin, le figlie di Laura Ziliani avevano provato a ucciderla già 4 volte) poi è stata soffocata con un sacchetto di plastica e strangolata con un cavo elettrico. Successivamente il trio ha tentato di attuare un depistaggio facendo indossare al cadavere della donna della lingerie tentando di ricollegare la morte a qualche incontro ''galante''.

 

Laura Ziliani nel 2017, infatti, si sarebbe iscritta, secondo l'accusa, a un sito web di incontri, senza però mai utilizzare il suo profilo almeno fino allo scorso anno, quando - probabilmente già morta - sarebbero stati Paola, Silvia e Milani ad accedere (sempre nella logica di depistare gli investigatori). 

 

Le due figlie della donna (Silvia e Paola Zani, di 26 e 19 anni) e Mirto Milani (Qui Articolo) sono accusati di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 19 ottobre | 14:50
Il campione di arti marziali ha voluto esprimere pubblicamente il proprio sostegno all’amico trentino, sottolineandone la forza e la [...]
Cronaca
| 19 ottobre | 14:21
E' stata un'amarissima sorpresa quella che ha accolto ieri mattina, domenica 18 ottobre, i dirigenti e gli atleti della squadra Under 17 del Tione [...]
Cronaca
| 19 ottobre | 13:28
La denuncia sui social: "Non solo gente che urina dietro alla chiesetta. Ora c'è anche chi incastra la spazzatura nelle fessure della struttura in [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato