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| 06 mar 2022 | 12:04

Covid, sospesi 124 infermieri trentini non vaccinati. Pedrotti: ''Siamo in attesa di indicazioni sul reintegro o meno dei guariti''

Sono 180 i professionisti che risultano al momento sospesi. Le nuove sospensioni riguarderebbero circa 35 - 40 dipendenti dell'Azienda sanitaria. Pedrotti: "“Stiamo attendendo che vi siano i chiarimenti richiesti nei giorni scorsi dalle Regioni e Province Autonome al Governo, nonché dalle Federazioni Nazionale degli Ordini delle Professioni Sanitarie al Ministero della Salute, in merito ai professionisti che risultano immunizzati per guarigione. Sono 18 quelli in stand-by al momento"

Covid, sospesi 124 infermieri trentini non vaccinati

TRENTO. Massima attenzione e rispetto delle regole. Sono 124 gli infermieri che sono stati sospesi questa settimana perché non vaccinati.

 

L'importante funzione di accertamento di inosservanza dell'obbligo vaccinale fa capo agli ordini professionali e non più al Dipartimento di prevenzione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari.

 

Per questo dal Consiglio direttivo dell'Ordine degli Infermieri mercoledì scorso è stata adottata la seconda delibera di accertamento che ha portato inizialmente la sospensione di 133 infermieri. La prima delibera era stata adottata a fine dicembre e confermava le sospensioni già effettuate dall'Azienda sanitaria. Dei 133 professionisti che hanno ricevuto la sospensione, a 9, dopo pochi giorni, è stata revocata perché si sono vaccinati e hanno presentato la documentazione di avvenuta immunizzazione o il medico di medicina generale dell’infermiere ha inserito nel sistema nazionale l’esonero per motivazioni sanitarie.

 

“Ad oggi – ha spiegato il presidente dell'Ordine Daniel Pedrotti – abbiamo 180 infermieri sospesi su un totale di 4612 iscritti. Parliamo quindi di oltre il 96% di colleghi che si sono vaccinati, un atto di responsabilità deontologica e morale nei confronti di sé stessi e dei cittadini che assistiamo quotidianamente, in particolare quelli più fragili, oltre che un atto per assolvere all'obbligo stabilito per legge”. Infatti la legge vigente per i sanitari stabilisce che la vaccinazione è requisito essenziale per l’esercizio professionale. Un dato molto alto che dimostra come anche l'attività informativa e di convincimento portata avanti dall'Ordine e dalle altre Istituzioni sia riuscita a ottenere risultati importanti.

 

Ad inizio di gennaio erano 580 gli infermieri che si trovavano in una situazione di “semaforo rosso”, ovvero non in regola con la vaccinazione, sulla piattaforma nazionale Digital Green Certificate - DGC. Sostanzialmente professionisti che non avevano ancora ricevuto la somministrazione della dose booster anche se i termini stabili per legge (entro 120 giorni dal ciclo primario) erano già trascorsi. A febbraio, però, questo numero si è ridotto a 224 posizioni alle quali è stata inviata, come previsto dalla legge, la lettera di invito a presentare all’Ordine entro 5 giorni la documentazione comprovante l’assolvimento dell’obbligo vaccinale. Nel corso delle scorse settimane per 46 professionisti si è modificata la posizione sulla piattaforma nazionale in “semaforo verde”, ovvero regolare, per 27 è in corso l'invio della raccomandata, 18 si trovano in situazioni di stand by perché immunizzati tramite guarigione e infine ci sono i 133 sospesi (di cui 9 poi successive revoche).

 

Stiamo attendendo – ha spiegato il presidente Pedrotti – che vi siano i chiarimenti richiesti nei giorni scorsi anche dalle Regioni e Province Autonome al Governo, nonché dalle Federazioni Nazionale degli Ordini delle Professioni Sanitarie al Ministero della Salute, in merito ai professionisti che risultano immunizzati per guarigione. Al momento sono 18 gli infermieri che hanno risposto alla lettera di invito dell’Ordine con la documentazione e si trovano in questa situazione e che sono in stand by. Contiamo di avere indicazioni a breve dalle Autorità nazionali competenti con un’interpretazione univoca su come procedere”.

 

Le nuove sospensioni, ha spiegato il presidente dell'Ordine degli infermieri, non sembrerebbero impattare in maniera grave sul sistema pur rimanendo i problemi che si portando avanti da tempo sulla carenza di infermieri in particolare in alcuni contesti come le Rsa. L’Ordine, in qualità di ente sussidiario dello Stato, è tenuto ad applicare la Legge.

 

“Dei 124 sospesi – ha concluso Daniel Pedrotti - stimiamo che circa 35 – 40 siano dipendenti dell'azienda sanitaria e poi la restante parte dipendenti in strutture private, Rsa e in aziende extra-provinciali. Una quota minoritaria lavora all'esterno - probabilmente vaccinati ma che la piattaforma nazionale non intercetta -, e alcuni in pensione o non esercitano la professione”.

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