Oltre 130 sanitari dall'estero per lavorare in Trentino. Medici e Infermieri sulle deroghe: “Non sono la soluzione, servono regole e puntare sull’attrattività della professione”
Secondo i dati forniti dalla Provincia di Trento, sono già diversi gli operatori in possesso di abilitazione conseguita all’estero che intendono esercitare temporaneamente in Trentino. Iscritti nell'elenco ad oggi ci sono 36 medici, 75 infermieri e 26 oss. Si tratta di personale che non può essere richiesto dall'Azienda sanitaria ma da parte di tutte le altre strutture presenti sul territorio

TRENTO. “Il decreto flussi sta delegittimando l’attività degli Ordini professionali come enti sussidiari dello Stato, perché permette di continuare a esercitare le professioni sanitarie senza nessuna regolamentazione”. Le parole arrivano da Fnopi (Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche” e Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri) commentando il “Decreto flussi”, approvato in prima lettura dalla Camera e atteso il 3 dicembre in Aula al Senato, che contiene un’ulteriore proroga all’esercizio temporaneo in Italia di personale straniero, in particolare infermieri, medici e altri professionisti sanitari, fino al 2027, in deroga al riconoscimento delle qualifiche professionali e senza l’iscrizione agli Ordini italiani.
Una situazione che riguarda ovviamente anche il Trentino dove già nei giorni scorsi l’Ordine delle Professioni Infermieristiche ha spiegato di comprendere la logica della cooperazione internazionale, modello già adottato in diversi Paesi spiegando che “L'ordine resta aperto all’accoglienza di infermiere e infermieri dall’estero pur ritenendo che tale possibilità non possa costituire una misura strutturale alla carenza di infermieri in Italia e in Trentino”. L’Ordine ha chiesto che il reclutamento “sia etico ed in Paesi dove non si generi a sua volta una carenza infermieristica a causa del loro trasferimento. Inoltre, imprescindibile è il rispetto dei seguenti requisiti e standard professionali e linguistici”.
Secondo i dati forniti ad oggi dalla Provincia di Trento, sono già diversi gli operatori in possesso di abilitazione conseguita all’estero che intendono esercitare temporaneamente in Trentino. Iscritti nell'elenco ad oggi ci sono 36 medici, 75 infermieri e 26 oss. Si tratta di personale che non può essere richiesto dall'Azienda sanitaria ma da parte di tutte le altre strutture presenti sul territorio. Fra queste, per esempio, le Rsa che già in passato, a fronte di una grave carenza di personale hanno utilizzato gli operatori provenienti dall'estero per riuscire ad andare avanti.
Sulla situazione che si sta portando avanti, spiegano gli ordini degli infermieri e dei medici, le criticità sono tante. “L’unico vincolo è quello di essere iscritti nell’Ordine del Paese di provenienza – spiegano – ma non c’è nessuna valutazione rispetto all’equivalenza dei titoli, al percorso formativo. Soprattutto, non c’è una previsione di iscrizione, che è ciò che le Federazioni avevano chiesto e che era contemplato nell’atto, in un elenco speciale tenuto dagli Ordini per poter esercitare un controllo deontologico su questi colleghi. Quindi noi troveremo in Italia cittadini assistiti da persone che probabilmente hanno una qualificazione adeguata, ma nessuno potrà mai averne la certezza perché non c’è un sistema di monitoraggio, così come non c’è un controllo deontologico, previsti invece nell’intesa”.
Per medici e infermieri, quindi “Sembra quindi fuori luogo una disposizione che permetta a dei professionisti sanitari, che hanno nelle loro mani la vita e la salute delle persone, di poter esercitare senza alcun controllo, né preventivo né a posteriori, da parte degli Ordini”.
La richiesta, ancora una volta, è quella di uscire da queste soluzioni temporanee, non risolutive e poco pensate che, proroga dopo proroga, diventano strutturali. “La priorità rimane – aveva spiegato nei giorni scorsi l'Ordine degli Infermieri di Trento - l’aumento dell’attrattività della professione e si rinnova in tal senso, come già recentemente portato all’attenzione dell’Assessore provinciale alla salute, la necessità di definire un piano di contrasto alla carenza di infermieri e di rilancio del valore della professione infermieristica in Provincia di Trento che preveda interventi sotto il profilo normativo, organizzativo e contrattuale”.














