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| 22 feb 2022 | 10:28

Covid, sanitari no-vax guariti sul posto di lavoro? Il Ministero dice no all'interpretazione trentina: “Serve la vaccinazione”

I pareri del Ministero della Salute e dell'Avvocatura dello Stato di Trento impongono sostanzialmente un passo indietro anche in Trentino dove, a differenza di quanto accaduto in Alto Adige, i professionisti non vaccinati ma guariti dal Covid erano stati riammessi sul posto di lavoro

Covid, sanitari no-vax guariti sul posto di lavoro?

TRENTO. “La guarigione non è, in base alla normativa vigente, circostanza idonea a legittimare la revoca della sospensione”. E' questo il parere espresso dal Ministero della Salute per quanto riguarda la possibilità di reintegrare sul posto di lavoro i sanitari no-vax dopo un'eventuale guarigione dal Covid-19. Un parere che, in poche parole, ribadisce la necessità del vaccino e non solo del Green pass da guarigione. La questione nelle ultime settimane era stata sollevata da più parti (Qui Articolo) ed in particolare in Trentino, dove il modus operandi adottato in merito (al contrario di quanto fatto in Provincia di Bolzano) è stato di riammettere sul posto di lavoro i professionisti sospesi che si erano contagiati.

 

Alla luce di quanto espresso però dal capo di gabinetto del Ministero Tiziana Coccoluto, l'interpretazione 'trentina' della problematica è stata sostanzialmente bocciata. La revoca alla sospensione infatti, si legge nel documento: “Consegue esclusivamente per il professionista temporaneamente sospeso per non aver effettuato il ciclo vaccinale primario, al completamento di quest'ultimo” e “per il professionista sospeso per non aver effettuato la dose di richiamo, alla somministrazione di tale dose”. Gli “Ordini esercenti le professioni sanitarie” infatti, prosegue la nota “avvalendosi della Piattaforma nazionale-Dgc, eseguono immediatamente la verifica automatizzata delle certificazioni verdi Covid-19 comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione anti Sars-Cov-2” non rilevando in questo ambito “la circostanza che il professionista sia allo stato guarito, in quanto ciò che l'Ordine è tenuto ad accertare è lo stato di avvenuta vaccinazione”.

 

Il discorso però è più ampio e riguarda in generale tutte le categorie di lavoratori per i quali vige l'obbligo vaccinale: in sostanza, stando all'interpretazione della questione fornita dall'Avvocatura dello Stato di Trento, oltre ai sanitari anche per le altre categorie interessate dal provvedimento (come le forze dell'ordine o gli insegnanti) è necessario vaccinarsi prima di poter tornare sul posto di lavoro, visto che allo stato attuale non si potrebbe parlare di "equiparazione" sul posto di lavoro tra chi si è vaccinato e chi è invece guarito dal Covid. Si tratta, insomma, di pareri netti, che a questo punto imporranno una nuova riorganizzazione del personale all'interno delle strutture nelle quali i professionisti non vaccinati sono stati reintegrati.

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