Covid e sanitari No-vax, “A Trento mancano 400 infermieri e nei prossimi anni in 1.200 andranno in pensione”. L’allarme di Nursing up
La denuncia di Nursing up che protesta di fronte al Commissariato del governo: “Statistiche alla mano siamo la categoria più esposta, a burnout, violenza sul posto di lavoro, suicidi, infortuni e malattia, ma nulla poi ci viene riconosciuto rispetto ai nostri meriti e disagi”

TRENTO. “In Trentino mancano 400 infermieri e su 4.500 iscritti all’Ordine circa 1.200 andranno in pensione nei prossimi 8 anni”, questo l’allarme lanciato dal sindacato di Nursing up che nella giornata di ieri, 11 marzo, ha organizzato una protesta davanti al Commissariato del governo a Trento.
Il coordinatore di Nursing up, Cesare Hoffer, parla di stipendi sproporzionati al costo della vita, ai rischi, alle responsabilità, al carico di lavoro e all’elevata formazione universitaria. Non solo perché fra i problemi citati ci sono anche part-time negati, precariato, graduatorie sottoutilizzate, senza dimenticare l’emergenza pandemica che ha messo a dura prova infermieri, professionisti sanitari e Oss. A tutte queste criticità si aggiungono gli eccessivi carichi di lavoro, legati anche alla sospensione dei sanitari No-vax.
“Statistiche alla mano – sottolinea Hoffer – siamo la categoria più esposta, a burnout, violenza sul posto di lavoro, suicidi, infortuni e malattia, ma nulla poi ci viene riconosciuto rispetto ai nostri meriti e disagi”. La lista delle problematiche è lunghissima a cui si aggiunge quella che è stata definita “una strisciante privatizzazione e depotenziamento della sanità pubblica”.
“A livello nazionale così come a Bolzano e in Valle d’Aosta – riprende Hoffer – le nuove indennità infermieristiche e per le professioni sanitarie sono già stata finanziate, a Trento ancora nulla, perché i dipendenti trentini devono essere sperequati e discriminati rispetto a tutti gli altri colleghi italiani? “
Nel mirino del sindacato anche le differenze contrattuali che esistono sia con il settore privato che con quello delle Apsp “dove lavorano professionisti che meritano un contratto pari a quello della sanità pubblica, non devono esistere infermieri di serie A e B”, sostiene Hoffer. “Nella sanità pubblica – concludono da Nursing up – sempre più colleghi si licenziano e sempre più studenti abbandonano, mentre i giovani scelgono di andare all’esterno o di non intraprendere più le nostre professioni, cosa dobbiamo aggiungere ancora?”.



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