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| 20 feb 2023 | 09:40

Fuga dei sanitari all’estero, Hoffer: “Nei prossimi anni 1.000 infermieri trentini andranno in pensione, dov’è finito il progetto attrattività di Apss?”

Secondo Hoffer di Nursing up la presenza di infermieri sul territorio del Trentino è inferiore alla media delle altre nazioni, “ne abbiamo 7,5 per 1.000 abitanti, a fronte dei 9 presenti mediamente nei Paesi europei”. Il fenomeno della carenza di professionisti sanitari è particolarmente sentito nelle Valli

Fuga dei sanitari all’estero, Hoffer: “Nei prossimi anni 1.000 infermieri trentini andranno in pensione
di T.G.

TRENTO. Sono circa 200 gli infermieri trentini hanno scelto di lavorare all’estero perché fuori dall’Italia, spesso e volentieri, le condizioni di lavoro sono migliori. Tutto ciò non è un caso. “Per quanto riguarda il riconoscimento economico – sottolinea Cesare Hoffer, coordinatore del sindacato di Nursing up trentino – l’Italia si colloca al terzultimo posto in Europa, al pari di Grecia e Ungheria”.

 

Secondo Hoffer la presenza poi di infermieri sul territorio del Trentino è inferiore alla media delle altre nazioni, “ne abbiamo 7,5 per 1.000 abitanti, a fronte dei 9 presenti mediamente nei Paesi europei”. Il fenomeno della carenza di professionisti sanitari è particolarmente sentito nelle Valli del Trentino.

 

Da un lato sono pochi i giovani che scelgono ospedali periferici dall’altro il personale invecchia sempre di più. “La situazione – dice Hoffer – è grave. Nei prossimi anni 1.000 infermieri trentini andranno in pensione con una popolazione trentina sempre più vecchia e bisognosa di cure assistenziali”. Questo fenomeno porta sempre più ad una costante contrazione dei servizi erogati, costringendo la popolazione delle Valli a rivolgersi sempre di più alle realtà di Trento e Rovereto, già abbondantemente sovraccaricate di lavoro e complessità assistenziali.

 

Le cause peculiari di questa situazione? Per Nursing up, oltre al mancato riconoscimento economico, vanno ricondotte a problematiche di carattere generale, come per esempio il caro affitti e l’estrema difficoltà di trovare un appartamento, ma pure una minor possibilità di avere una socializzazione e servizi fruibili per l’infanzia. Inoltre molti professionisti scelgono Trento e Rovereto per la maggior possibilità di carriera.

 

“Se veramente vogliamo attrarre infermieri e professionisti sanitari del comparto, dobbiamo cambiare completamente ottica e iniziare a dare una risposta che agevoli anche il loro nucleo familiare, una sorta di presa in carico globale, che preveda lo sviluppo di un’adeguata politica di benefit, con il coinvolgimento di tutti i soggetti politico-istituzionali”. Anche per questo dal sindacato si domandano dove sia finito il progetto attrattività di Apss.

 

La proposta è quella di destinare parte dei fondi Pnrr alla valorizzazione del capitale umano, per trattenerlo sul territorio e attrarne di nuovo, prevedendo nel contempo adeguati stanziamenti economici in assestamento di bilancio. Particolare attenzione dovrà essere riservata all’attivazione dell’infermiere di famiglia e di comunità, con la definizione delle specifiche funzioni ed il relativo riconoscimento economico, cosa non ancora avvenuta, nonostante le nostre proposte.

 

Abbiamo sollecitato l’assessora Segnana e il direttore generale Ferro a riprendere i lavori del tavolo sindacale sull’attrattività, bisogna agire celermente, fissare priorità, obiettivi, individuare risorse economiche specificamente destinate alla valorizzazione dei nostri professionisti, migliorandone nel contempo le condizioni di lavoro”, conclude Hoffer.

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