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Dal rifiuto umido al biogas fino alla produzione di energia elettrica (che traina La Dolomiti Ambiente): ecco il biodigestore di Santa Giustina

L'impianto, dice la Provincia di Belluno, è tornato alla piena operatività dopo i fermi per guasto del 2020 e 2021: ecco come funziona la struttura

Di Filippo Schwachtje - 03 December 2022 - 17:29

BELLUNO. Il biodigestore del Maserot torna alla piena operatività e con la produzione di energia traina La Dolomiti Ambiente Spa, che prevede per quest'anno (dopo il fermo per guasto dell'impianto nel 2020 e 2021) il conseguimento di un utile di esercizio al 31 dicembre: ecco come funziona l'impianto per la gestione dei rifiuti di Santa Giustina. Si tratta, spiega il consigliere provinciale delegato all'ambiente Simone Deola, di un impianto “strategico per il Bellunese”, che consente: “Una capacità di autogestione del territorio sul fronte di un servizio essenziale quale è quello del trattamento rifiuti. In più, ha il valore aggiunto di chiudere all'interno della Provincia l'intero ciclo di gestione dell'umido, dalla raccolta alla trasformazione in compost, attraverso un processo che consente di produrre biogas e di vendere energia elettrica al gestore nazionale. In periodo di rincaro energetico non è un particolare trascurabile”.

Come riporta la società bellunese infatti, l'impianto “è costituito da una linea per il trattamento meccanico-biologico del rifiuto secco indifferenziato (di tutta la Provincia, esclusa la Valboite) e una linea per il trattamento biologico della frazione organica da raccolta differenziata (dell'intero territorio provinciale”. Proprio quest'ultima linea, nel corso del 2011, è stata implementata con la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica per la produzione di biogas. Il rifiuto umido infatti alimenta a Maserot un biodigestore che, attraverso un processo di fermentazione, trasforma la frazione umida in compost utilizzabile come fertilizzante, fornendo al contempo biogas per la produzione di energia elettrica. “Proprio il trattamento del Forsu (la frazione organica dei rifiuti urbani) – scrive la Provincia di Belluno – efficientato negli anni, ha consentito di ottimizzare i costi di gestione della società, dato che oggi nessun residuo umido necessita di gestione esterna”.

Il tutto senza contare che la produzione di energia elettrica viene ceduta al gestore nazionale aumentando i ricavi della società. Il totale di Forsu trattato annualmente nell'impianto di Santa Giustina si aggira sulle 20mila tonnellate, e la lavorazione si suddivide in due fasi successive alla raccolta: quella anaerobica e quella aerobica. Nella prima il rifiuto organico viene inserito nel digestore anaerobico, all'interno del quale viene decomposto in assenza di ossigeno da ceppi batterici diversi fino ad ottenere la produzione di biogas (costituito per il 50/70% da metano). Nella seconda invece il 'digestato' in uscita subisce una lavorazione di tipo aerobico, il compostaggio. Nella seconda linea invece, che riguarda il trattamento del rifiuto indifferenziato, vengono gestite circa 8.800 tonnellate di rifiuti l'anno e lo scopo è di separare la frazione 'secca' (portata all'inceneritore o in discarica) e di igienizzare la rimanente parte 'umida' in modo da renderla inerte per il conferimento in discarica come ricopertura giornaliera.

 

“Il valore del biodigestore – spiega Angelo Smaniotto, amministratore unico di La Dolomiti Ambiente Spa – a livello economico e ambientale per la funzione che svolge nel processo di trattamento del rifiuto, si è visto perfettamente negli ultimi due anni, quando a causa di un problema biologico prima e di un guasto meccanico poi è rimasto fermo. Nel primo caso si è interrotto il processo di fermentazione dei batteri, nel secondo abbiamo dovuto svuotare l'impianto e riparare il danno. Il che ha significato un blocco della normale operatività e costi aggiuntivi non previsti, che hanno avuto incidenza sul bilancio. Il ritorno alla piena operatività è immediatamente riscontrabile nella situazione al 31 agosto di quest'anno, che mostra un risultato positivo di 160mila euro. Risultato che consente di prevedere il conseguimento di un utile di esercizio al 31 dicembre”.

 

Nel computo dei ricavi della società, continua la Provincia di Belluno: “Oltre alla produzione di energia elettrica da biogas, si contano la tariffa di gestione del Forsu e quella del Rsu. In futuro andrà aggiunto anche un cogeneratore recuperato di recente nella sua funzionalità e di prossima entrata in funzione”. Dolomiti Ambiente, conclude il consigliere Deola: “E' una società fondamentale per una gestione territoriale e provinciale del servizio di raccolta e trattamento rifiuti. La legge Madia impone alla Provincia di dismettere le sue quote, ma è chiaro il valore della sua funzione, tanto che i sindaci hanno dato mandato alle società di gestione della raccolta, le quattro che operano in Provincia, di concludere l'acquisto. È un esempio di autonomia praticata, e di lungimiranza, per poter proseguire su un servizio che negli anni è riuscito a contemperare sia la sostenibilità economica sia una logica ambientale corretta”.

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